
Matamaros, Messico, i marines messicani nell'operazione ch ha portato all'uccisione di "Tony Tormenta"
Tony Tormenta. Il suo “nome d’arte” sembra quello di un attore di telenovelas italoamericano e, invece, era uno dei più pericolosi narcotrafficanti messicani, uno dei boss del Cartello del Golfo e, a detta delle informative delle intelligence di mezzo mondo, era “il più sanguinario”.
Non a caso Washington offriva per la cattura di Ezequiel Cárdenas Guillén, questo il suo vero nome, 5 milioni di dollari e il Messico 2,5 milioni. Il narcos “più sanguinario” Mr Tormenta lo è stato sino a venerdì scorso, quando è stato abbattuto da uno squadrone speciale di marines messicani in un’interminabile sparatoria a Matamoros, nello stato di Tamaulipas, separata appena dal Rio Grande dalla città statunitense di Brownsville, in Texas.
Dieci ore di Far West che hanno bloccato per tutto il giorno tre dei 4 ponti di frontiera verso gli Usa facendo rintanare in casa gli oltre 400mila abitanti di Matamoros, incollati alla tv. Carlos Guajardo Romero, giornalista del settimanale locale Expreso che stava seguendo gli scontri, ha perso la vita nella sparatoria assieme ad altre 58 persone, è il dodicesimo operatore dell’informazione ucciso quest’anno in Messico.
Matamoros, città in guerra
Ma torniamo ad Ezequiel che quando era adolescente, negli anni Settanta, assieme al fratellino Osiel si guadagnava la vita lavando le volanti e i blindati della Polizia Federale di Matamoros. L’esperienza non deve essere stata delle migliori o, vista la collusione tra forze dell’ordine locali e i narcos, forse il primo contatto con il mondo della criminalità messicana. Fatto sta che pochi anni dopo entrambi entrarono nel Cartello del Golfo, una delle organizzazioni narcos tra le più potenti al mondo, ascendendo sino ai vertici.
Un “narco-corrido” dedicato a Tony Tormenta
Ezequiel fu “ribattezzato” Tormenta per il suo carattere violento e la sua predilezione per la tortura ma la sua vita turbolenta non può essere raccontata senza scrivere del fratello Osiel che, a detta della Procura Generale messicana, aveva “molti contatti con poliziotti e militari corrotti che lo proteggevano”.
La massima dimostrazione di questa commistione fu la creazione per mano di Osiel della banda de Los Zetas, composta inizialmente da 40 soldati delle truppe scelte messicane, alcuni dei quali addestrati dall’esercito Usa, che avevano deciso di guadagnare di più del basso stipendio statale trasformandosi nel 1998 in un braccio armato del cartello del Golfo. Questo all’inizio perché dal gennaio di quest’anno Los Zetas guidati dal boss Heriberto Lazcano, sempre più numerosi e con forti “sponde politiche”, si sono trasformati nei più acerrimi nemici del cartello guidato da Tony Tormenta e da Jorge Eduardo Costilla.
Osiel, soprannominato “El Mata Amigos”, ovvero “L’ammazza amici” per la sua naturale predilezione a “far fuori” tutti i suoi alleati per rafforzare la sua leadership, è invece “fuori gioco” dal 2003, quando fu arrestato in Messico e poi estradato negli Usa, dov’è stato condannato a febbraio ad appena 25 anni di carcere grazie alla sua collaborazione con la giustizia statunitense, guadagnandosi l’accesso al programma per i “testimoni protetti”. È stato lui – il prossimo potrebbe essere “La Barbie” – a consentire molto del lavoro di intelligence sulle due sponde del Rio Grande anche se, adesso, non è dato sapere come reagirà “El Mata Amigos” alla notizia della morte del fratello Ezequiel, alias Tony Tormenta la cui famiglia risiede da anni negli Stati Uniti.
Chi esce rafforzato da questa uccisione è però senza dubbio Eduardo Costilla, alias “El Coss”, oggi trasformatosi nel leader, unico e indiscusso, del Cartello del Golfo. Ma analizzando la scheda criminale de “El Coss” spicca un fatto insolito: dal 1992 al 1995 lavorava come detective nella polizia municipale di Matamoros che, corrotta e infiltrata dai narcos, sembra più una scuola di criminali che un presidio di legalità. Basti pensare che dall’ufficio “intelligence” della Polizia di Matamoros negli ultimi 10 anni sono passati dalla parte dei narcos molte figure di spicco del Cartello del Golfo. Chi? Gli ex poliziotti Salvador Gómez Herrera, alias “El Chava”, Dionisio Román García, soprannominato “El Chacho” ovvero “Il Porco”, Sergio Gómez “El Checo”, Fernando Moreno Martínez e Eloy Treviño.
Secondo la DEA, Tony Tormenta aveva la stessa capacità corruttiva sulle forze dell’ordine messicane del fratello Osiel e, questo, spiegherebbe le 10 ore di “guerra” necessarie ai marines per ucciderlo. Sul fronte de Los Zetas, invece, l’Interpol sta indagando in queste settimane i legami con la criminalità internazionale, soprattutto con la ‘Ndrangheta italiana.
- Lunedì 8 Novembre 2010


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Commenti
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Il 8 Novembre 2010 alle 21:18 anna.one ha scritto:
Purtroppo sono come i leaders del Taliban e i sottotenenti dell’Al Qaeda…fatto fuori uno..entra l’altro.
Mr. Manzo che ne dice dell’invasione del Costa Rica del Nicaragua?
http://interested-participant......asion.html
LOL LOL
Il 8 Novembre 2010 alle 21:21 anna.one ha scritto:
Dall’articolo precedente:”One must wonder if nations other than banana republics would ever use Google Maps as justification for invading a neighbor country. Let’s hope not.”
Sono certa che Chavez sta facendo un pensierino…
Il 15 Novembre 2010 alle 11:54 Messico: El Blog del Narco, ovvero teste mozzate e scoop - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] del narcotraffico, dalle canzoni (i narco corridos) che celebrano questo o quel boss (gli ultimi su Tony Tormenta, il “capo” di Matamoros) al terrore in cui è costretta a vivere la popolazione del [...]
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