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Stati Uniti: il ritorno di George W. Bush

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  • Tags: 11-settembre, Barack Obama, decision points, George-W.-Bush, obamamania, Stati Uniti
  • 4 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
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George W. Bush (Credits : Ansa/Larry W.Smith)

George W. Bush (Credits: Ansa/Larry W.Smith)

George W. Bush, il presidente con il più basso indice di gradimento nella storia degli Usa, cerca di recuperare il rapporto con la nazione che ha guidato per otto anni e l’America ha deciso se non di rivalutarlo (chi non l’ha amato), almeno di ascoltarlo, di comprendere e contestualizzare le decisioni che il Numero 43 ha preso durante i suoi due difficili mandati.

Il lancio pubblicitario della sua biografia Decision Points è l’occasione per questo momento di rivisitazione (e revisione) della sua storia personale, privata, ma soprattutto pubblica. Per una settimana George W. Bush sarà il compagno fisso del pubblico dei talk show televisivi con una ouverture molto speciale, un’intervista di due ore, registrata con Matt Laur, uno dei più famosi anchor man della Nbc, scelto per la conduzione pacata delle conversazioni con i suoi ospiti.

Centoventi minuti durante i quali le domande non sono mai state incalzanti, ma centellinate per permettere all’interlocutore di rispondere, dando le spiegazioni del caso, senza mai dover entrare nella parte di colui che deve rendere conto delle scelte fatte. In questa lunga intervista, registrata nel suo ranch texano, Bush non rinnega alcuna della decisioni prese durante la sua presidenza.

Rivendica la bontà della scelta di avere invaso l’Iraq perché il mondo adesso sta meglio, è più sicuro senza la presenza di Saddam Hussein. Certo: l’ex commander in chief deve ammettere che non sono stati trovati gli arsenali contenenti le armi di distruzione di massa che furono all’origine di quel conflitto, ma, spiega Bush, quel mancato ritrovamento l’ha fatto stare male, molto male. “Nessuno fu più scioccato e arrabbiato di me quando non furono trovate le armi”.

E poi, una lunga carrellata di immagini della sua presidenza. L’11 settembre, con la sua decisione di far abbattere il quarto aereo, se non fosse precipitato prima dopo un conflitto tra i dirottatori e i passeggeri; l’approvazione del waterboarding, la tortura usata contro i terroristi islamici a Guantanamo e nelle prigioni della Cia; la guerra in Afghanistan. Ma anche Katrina, l’uragano che sconvolse New Orleans, in quella che è stata una delle peggiori tragedie d’America, il punto più basso del consenso dell’allora presidente.

George W. Bush ospite all'Oprah Winfrey Show (Credits : LaPresse/George Burns)

George W. Bush ospite all'Oprah Winfrey Show (Credits: LaPresse/George Burns)

Quando parla della sue decisioni, Bush allarga il campo anche a quelle private. L’alcolismo. “A un certo punto ho dovuto scegliere tra la dipendenza e l’essere un buon marito e un buon padre” confessa George W. in quello che è un racconto in prima persona di vicende ormai note attraverso biografie precedenti, autorizzate e non.

Con Decision Points, il presidente più controverso degli ultimi decenni esce dall’esilio dove si trovava. Dallas è ora la sua dimora e come egli stesso ammette, la sua agenda non è molto ricca di impegni dopo aver lasciato la Casa Bianca. Con questo libro, George W. cerca di offrire la sua verità a beneficio degli storici che lo giudicheranno e dei suoi concittadini che (nel bene e nel male) l’hanno già fatto.

L’uscita del libro era prevista da mesi, ma vederlo ora nelle librerie, a pochi giorni dalla vittoria repubblicana nelle elezioni di Medio Termine, riserva alla sua pubblicazione un sapore ben diverso. “Miss me yet ?”. “Non vi manco di già” è la scritta che campeggia sulle magliette con stampato il viso sorridente di Bush che si vendono alla stazione di Washington. In epoca di crisi di Barack Obama, di sconfitta dei democratici, ma soprattutto di grandi cambiamenti dentro il partito repubblicano, alcuni settori conservatori pensano - in prospettiva - a un possibile ruolo per l’ex presidente.

Per lui, riproporsi al pubblico americano con la sua verità sulle decisioni prese quando era alla Casa Bianca è in modo per tentare di riallacciare il filo di un discorso.

  • michele.zurleni
  • Martedì 9 Novembre 2010

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Commenti

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Il 9 Novembre 2010 alle 22:17 anna.one ha scritto:

“Miss me yet ?”

http://www.youtube.com/watch?v.....re=related

Il 10 Novembre 2010 alle 16:01 p.a.d ha scritto:

Bush non mi è mai piaciuto. Il suo operato - pre e post 911 - mi è parso alquanto grossolano e, nel post 911, anche troppo irruento e slegato dalle reali necessità di controllo e contenimento del terrorismo islamico. Irruenza dettata forse, anche, dal rifiuto di subire un’onta come quella del WTC lasciando nell’impunità i responsabili, ma che nel modus operandi aveva evidantemente qualche bug, visto che ancora non se n’è venuti a capo. Insomma, a mio avviso Bush non era organizzatissimo, soprattutto a livello di idee e di lungimiranza.
Ma gli va dato atto che non è un voltagabbana. Il fatto che non rinneghi le sue scelte passate, pur discutibili, lo rende quantomeno più coerente di un Obama i cui proclami, che ogni volta seguono la direzione del vento che più gli fa comodo, si stanno rivelando solo per quello che sono: proclami.

“New hope” a mio avviso è al tramonto. Io credo che lo fosse già fin dagli… albori. Un ritorno di fiamma della sinistra democratica in USA, quando in Europa già è agonizzante da anni, che non ha fatto altro che confermare l’incapacità delle sinistre e delle utopie ad esse legate di amalgamarsi con la realtà sociale e le sue esigenze.

Una “bella faccia”, un bel sorriso, le serate di gala ed i balli di coppia con la first lady non risolvono i problemi di una nazione di oltre 300 milioni di persone.

A volte i migliori governanti si sono rivelati quelli con meno carisma ma più idee, azioni concrete ed utili.

Bush non lo ritengo uno di questi, ma Obama… per cortesia, non scheziamo!

Non vedo quale ruolo potrebbe rivestire in un improbabile futuro il “nostro” W.Bush… Mi auguro non quello di ministro della difesa.

C’è di meglio. Sia di Bush che, ancor di più, di Obama.

Diciamo che i dems “ci hanno provato” ma gli è andata male. Come prevedibile, del resto. Mi chiedo piuttosto come si sia arrivati al punto di metterli al governo… Mi auguro che in USA non siano così alla canna del gas da non avere alternative ad un palloso ed inconcludente “abbronzato” o ad una finta bigotta guerrafondaia come la Palin!

Sarebbe davvero umiliante. Per loro…

Il 10 Novembre 2010 alle 17:31 anna.one ha scritto:

Nel 2012 cercheremo di eleggere un Presidente che piaccia a mr. pad, a Jose’ Ninguen e agli euroweenies in generale….

ROLF

Il 10 Novembre 2010 alle 18:59 anna.one ha scritto:

OT…dedicato al fumin…

http://www.youtube.com/watch?v.....r_embedded

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