Mikhail Khodorkovsky come Sacharov o Solzhenitsyn?
Il magnate del petrolio, Ceo della Yukos, arrestato nel 2003, processato per evasione fiscale e condannato a otto anni di prigione, è, nei fatti - a prezzo della propria libertà e secondo molti a rischio della propria vita - il più in vista fra gli oppositori di Putin e il protagonista di una triste storia di ingiustizia e di disprezzo della legge da parte delle autorità russe.
Questa storia e la reazione di Khodorkovsky nel corso del processo lo stanno trasformando, in modo sorprendente visto il suo passato, in un simbolo del fallimento della Russia nella lunga transizione verso una società aperta e rispettosa delle regole.
Khodorkovsky doveva essere rilasciato nel 2011, ma poi è arrivata una nuova imputazione: non solo non avrebbe pagato le tasse sul petrolio - l’accusa di sette anni fa - ma addirittura quel petrolio l’avrebbe sottratto (rubato) alla Yukos.
Il primo processo e ancora di più quest’ultimo, secondo quasi tutti gli osservatori (una sintesi delle posizioni americane in questa column del Washington Post), dimostrano l’assurdità di tutto il castello accusatorio. Eppure, nonostante le testimonianze favorevoli all’imputato di alcuni funzionari, il pubblico ministero ha chiesto altri sei anni per Khodorkovsky e per il socio Platon Lebedev.
Martedì scorso, 2 novembre, nell’aula del tribunale di Mosca, in una delle ultime udienze, Khodorkovsky ha tenuto un breve discorso di grande efficacia, che ha suscitato molte reazioni nel mondo.
Un discorso che è risuonato come un atto di accusa per l’establishment politico russo, oligarchi che, ha detto Khodorkovsky, vogliono dimostrare di essere sopra la legge e che continueranno sempre a perseguire i propri interessi. Però, ha aggiunto Khodorkovsky, “fino a oggi hanno solo ottenuto l’opposto di quel che volevano: hanno trasformato noi, normali cittadini, in simboli della lotta contro chi è fuori dalla legge“.
Mi temono, dice Khodorkovsky. E a ragione, aggiunge quasi tutta la stampa libera, che osserva quel che avviene in Russia.
Il corrispondente dell’Economist - , per esempio, non esita a scrivere che il Cremlino fa bene a temere Khodorkovsky perché la sua resistenza mina le fondamenta di un sistema tenuto insieme dalla corruzione e dalla supremazia dello stato - con i servizi di sicurezza come guardiani - sull’individuo.
Un sistema che, secondo Khodorkovsky, finirà nel giro di quattro o cinque anni, quando il potenziale inespresso di un’economia non modernizzata si sommerà all’avidità della burocrazia nel frustrare le aspettative materiali della popolazione. Una situazione che ricorda da vicino quella che portò al collasso dell’Unione Sovietica alla fine degli anni Ottanta. (Intervista di Khodorkovsky a Novaya Gazeta).
Anche se quando venne arrestato nel 2003 a bordo del suo jet privato Khodorkovsky era niente di più di uno dei più ricchi oligarchi russi, a capo del maggior produttore di petrolio del paese - quindi non proprio un personaggio amato e tutt’altro che un esempio per l’opposizione politica - oggi è dunque considerato in Russia e all’estero un cavaliere nella lotta per la democrazia contro l’autoritarismo di Putin e i suoi.
Insomma, pur a decenni di distanza, in condizioni molto diverse e differenze siderali nella storia e personalità degli uomini coinvolti, Mikhail Khodorkovsky è diventato una specie di improbabile Andrei Sakharov (lo scienziato premio Nobel per la pace nel 1974, confinato in esilio fino al 1986 per le sue idee e pratiche per la libertà e i diritti umani in Unione Sovietica).
Oppure, si può dire, come suggerisce The Atlantic, non senza un’ombra di ironia malinconica, che il Solzhenitsyn di questo XXI secolo sarà un magnate del petrolio.
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- The Economist
-The Washington Post
-The Atlantic
- Novaya Gazeta
- Mercoledì 10 Novembre 2010


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Commenti
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Il 10 Novembre 2010 alle 20:32 indigesto ha scritto:
“un sistema tenuto insieme dalla corruzione e dalla supremazia dello stato - con i servizi di sicurezza come guardiani - sull’individuo”. Una considerazione che andrebbe bene per molti paesi, compreso il nostro!
Il 10 Novembre 2010 alle 23:14 stella_alpina ha scritto:
Come si puo’ paragonare le persone come Sacharov o Solzhenitsyn con Khodorkovsky??
E’ una persona assolutamente amorale! Ha sporcato le mani di sangue di persone innocenti! Perché non scrivono di questi suoi crimini?
Mi sembra molto strano che pressa estera e’ cosi unilaterale.
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