
Lula ride felice (Credits: Aloizio Mercadante by Flickr)
Anche il Brasile, prendendo a modello la dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti, avrà il suo diritto alla felicità sancito dalla Costituzione.
La proposta di emendamento presentata dall’ex ministro dell’educazione e attuale senatore, Cristovam Buarque, è stata approvata da una commissione del Senato di Brasilia all’unanimità della maggioranza che appoggia il presidente Luiz Inacio Lula da Silva e dell’opposizione. Come a dire che almeno su questo punto si è tutti d’accordo.
“Sia ben chiaro che la felicità non diventa un diritto, ma la ricerca della felicità sì”, ha commentato Buarque. La commissione costituzione e giustizia, considerata la più importante del Senato verde-oro, ha raccomandato l’aggiunta del diritto alla ricerca della felicità all’articolo 6 della Costituzione che elenca altri diritti sociali come “educazione, salute, alimentazione, lavoro, abitazione, divertimento, sicurezza, previdenza sociale, protezione della maternità e dell’infanzia, assistenza ai meno fortunati”.
Il progetto di legge, che ha alle spalle molti intellettuali, artisti e pubblicitari brasiliani, passa ora alla plenaria del Senato dove nei prossimi giorni sarà approvato dai tre quinti dei congressisti, visto che è una legge speciale di modifica alla Costituzione.
Resta l’eterna domanda in un paese in cui, nei giorni scorsi, oltre 20 detenuti sono morti massacrati in due prigioni e la violenza non accenna a diminuire come dimostrano le statistiche: che cos’è davvero la felicità?
- Giovedì 11 Novembre 2010

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Commenti
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Il 11 Novembre 2010 alle 19:17 indigesto ha scritto:
“Che cos’è davvero la felicità”? E’ qualcosa che viene promessa per un’esigenza di teatro dai politici, soprattutto in prossimità delle elezioni. Anche Prodi la promise agli italiani, se avessero votato per la sua coalizione. Difatti “vinse” le elezioni ed aumentò le tasse!
Il 11 Novembre 2010 alle 20:30 jimmie01 ha scritto:
Indigesto, mi meraviglio di te. Ma come, non sai che la felicita` e` il socialismo. Eppure dovrebbe essere sufficiente dare una scorsa agli ultimi cento anni della storia del mondo. Possibile che non ti sia accorto della equazione felicita`=socialismo? Mi hai deluso, indigesto!!
Il 12 Novembre 2010 alle 2:45 p.a.d ha scritto:
Ma la felicità in Brasile non era già legittimata da tempo?
Da quando ero bambino già li vedevo e tuttora li vedo vivere nella merda, tra divari sociali incolmabili, assassinii, spaccio, stragi, rapine, sturpi, sniffate di Bostik formato famiglia per non sentire la fame… eppure ridevano e ridono sempre, hanno sempre il sorriso sulle labbra, durante i servizi televisivi che si tratti di turismo, sagre o cronaca nera con cadaveri sullo sfondo ma sempre sorridenti e danzanti con l’indice ed il medio in alto i segno di vittoria…
Per tacer del carnevale, quando sorridono ancor di più mentre vengono palpeggiati o inchiappettari da viados danzanti che approfittano dell’euforia e della confusione!
E sempre sorridenti davanti alle telecamere con i loro ditini alzati in segno di vittoria.
Beati i vittoriosi… =8(
A fronte di un diritto “acquisito” ormai da decenni, mi pare fuori tempo massimo una legittimazione “per decreto”!
E qualcuno ha anche il coraggio di dire che in Italia si sta male e si vive sotto regime… beh, allora, VIVA LA DITTATURA!
Strano, ma ho più la sensazione che in Brasile la felicità stia per essere trasformata in obbligo, più che in un “diritto”… O sbaglio?
Il 12 Novembre 2010 alle 9:57 indigesto ha scritto:
Ancora meglio! “Sia ben chiaro che la felicità non diventa un diritto, ma la ricerca della felicità sì”. E’ come sancire il diritto a respirare. Sicuramente un bel passo avanti!
Ma queste sono parole che non costano niente, nè portano soldi ai politici, dell’una o dell’altra parte. Impossibile non trovare l’unanimità!
Il 12 Novembre 2010 alle 19:27 cantastorione ha scritto:
In Brasile, come a Genova ed in tutta la Scozia, quello che non incide sulle casse dello Stato, o è gratis, è assicurato per legge… poi se uno non è felice può sempre far causa a… a proposito il garante chi sarebbe?
Il 14 Novembre 2010 alle 15:29 jimmie01 ha scritto:
fumagalli, proprio non riesci a star lontano dal PC!!
Il 14 Novembre 2010 alle 15:31 jimmie01 ha scritto:
PAD, quanto vuoi scommettere che di qui a poco comparira` il solito troll per dirci che qualcuno dell’ amministrazione sta creando falsi nicks a lui riconducibili? Staaaappppp, fzzzzzz, glu…glu…glu… buuuuurrrrrrrp!
Il 14 Novembre 2010 alle 20:02 p.a.d ha scritto:
Può essere, Jimmie, può essere.
Fallito il lancio di “Erik36″, ora si prova con il “Cantastorione”, che è la kermesse canora che i grossi pesci del Danubio tengono ogni venerdì di novembre. ;)
Cosa non si fa per far credere di non esserci ed essere altrove… Pensa, Jimmie, che vita triste dev’essere… Fatta di mezzucci infantili per sopravvivere ed emergere un minimo dall’anonimato di una vita.
Ma soprattutto pensa che soddisfazione personale dev’essere quella di voler far credere d’essere in posti esotici con aerei “personali”, bollicine millesimate, feste “con chicas calientes”, quando in realtà si è chiusi fra quattro mura in una grigia cittadina piemontese con una badante che ti sopporta e il frigo pieno di vino cartonato!
E lo va a raccontare a gente che in quei posti, sovente o di rado, ci va per davvero ma di sicuro non nei periodi delle grandi piogge.
Sìsì… ora salterà fuori che è Zurleni, oppure Manzo, che stanchi della noia quotidiana non trovano di meglio che boicottare il gianduia.
A proposito: il “nostro” affermò con non poca supponenza che il blog senza di lui era “fermo”… A me pare che dalla sua apparente assenza si sia velocizzato tutto!!! Guarda qua… perfino di domenica! Mai successo.
Insomma, non ne azzecca mai una. Quasi quasi mi fa un po’ pena.
Io gli consiglio di farlo davvero, il viaggio, e in Brasile. Là un ritaglio di felicità “costituzionalmente concessa” non glielo negherà nessuno, nemmeno la chiattuta Dilma! :)
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