
(Credits: antonicusmax by Flickr)
Non deve stupire che i 10 quintali di cocaina purissima dal valore stimato di 250 milioni di euro recentemente sequestrati in un container nel porto di Gioia Tauro fossero stoccati su una nave mercantile battente bandiera italiana ma proveniente da Santos, in Brasile. Il carico di polvere bianca arriva infatti da un Paese che è sempre più centrale nelle rotte internazionali degli stupefacenti.
Non deve stupire neppure che la ‘ndrangheta sia l’organizzazione criminale che quasi sicuramente gestiva questa enorme commessa di coca. Per rendersene conto vi elenco qui un serie di dati pubblicati qualche mese fa dal settimanale brasiliano CartaCapital. Qualche spunto per una riflessione:
- La polizia internazionale, soprattutto quella anglosassone, segnala da oltre un anno a questa parte il Brasile tra i paesi a maggior rischio narcotraffico e riciclaggio. La rotta chiave oggi è con l’Africa, in particolare con la Guinea Bissau, data la vicinanza con l’isola di Capo Verde (scalo tecnico) e poi del Portogallo (entrata in Europa) ma, come nel caso del mercantile sequestrato lunedì, il collegamento può essere anche diretto.
- Già negli anni 90 la ‘ndrangheta acquistava droga dal Brasile, avendo capito l’importanza - per distogliere l’attenzione da Colombia e Messico - di far partire i container dai porti verde-oro e non più direttamente da Cartagena. In questo periodo la città olandese di Rotterdam diventa centrale nell’asse ‘ndrangheta-Brasile.
- La prima grande operazione antidroga internazionale che ha visto coinvolto il Brasile fu quella ribattezzata Cartagine (detta anche Operazione Fortaleza) dalla polizia italiana. Si sviluppò in Brasile subito dopo i mondiali di calcio del 1990 e portò al sequestro di 11 mila Kg di cocaina in vari Paesi latinoamericani.
- Il primo sequestro “importante” ebbe luogo il 14 luglio del 1992. In quell’occasione furono intercettati 592 Kg di cocaina purissima. Tra gli arrestati c’era anche Francesco Sculli, nipote di Rocco Morabito, nonché parente del calciatore del Genoa Giuseppe Sculli, a sua volta nipote di Giuseppe u tiradrittu Morabito, boss della ‘ndrangheta e capo del “locale” di Africo.
- A organizzare e gestire i traffici, all’epoca era la famiglia dei Caruana, di Cosa Nostra, che suddivideva rischi, profitti e droga con alcuni cartelli della ‘ndrangheta, soprattutto le famiglie degli Ierinò e dei Papalia.
- Nello 2003 vengono intercettati 225 Kg di cocaina imbarcati sulla nave “California Luna” da una ditta di Manaus destinata alle cosche di Amburgo, in Germania.
- In base alle informazioni della polizia internazionale, il 70% della cocaina brasiliana arriva dalla Bolivia e dal Perù.
- Diversi pentiti della ‘ndrangheta descrivono San Paolo come una delle più importanti sedi internazionali della borsa della droga. Inoltre, è noto che nella metropoli si sta creando uno stoccaggio di droga (cocaina ma anche marijuana) senza precedenti: +75% di cocaina e + 160% di marijuana nel 2009 rispetto al 2008.
- Nel 2007 è stata sequestrata una tonnellata di cocaina base, 13 tonnellate di cocaina cloridrato e 150 tonnellate di marijuana. Considerato che di solito la quantità sequestrata corrisponde al 10% del traffico complessivo, è facile comprendere quale sia l’entità del traffico.
- In Brasile sta prendendo forma una struttura formidabile per produrre cocaina a livello mondiale. Inoltre, i cartelli brasiliani non stanno facendo gli stessi errori di quelli colombiani e messicani: sono piccoli, non danno nell’occhio, e raramente si fanno la guerra tra loro.
- C’è grande fermento in vista dei mondiali di calcio del 2014: sono state già raccolte numerose conversazioni tra camorristi e mafiosi siciliani entusiasti delle “prospettive” del Brasile.
- Gli inquirenti, anche quelli brasiliani, stanno indagando in queste ore se i 250 milioni di euro di cocaina siano stati caricati a Santos oppure provenissero dalla Colombia dal momento che il mercantile sequestrato era partito dal porto di Cartagena, in Colombia
- Martedì 16 Novembre 2010

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Commenti
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Il 16 Novembre 2010 alle 17:30 Panorama News 16 ottobre 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Brasile, il nuovo snodo del traffico di droga verso l’Italia [...]
Il 16 Novembre 2010 alle 19:56 indigesto ha scritto:
Se il volume di affare è quello che traspare dalle cifre devono essere troppe le connivenze, a tutti i livelli. Le grosse operazioni finiscono solo per “regolare” il mercato, quando non per favorire l’una o l’altra organizzazione. E se le cose stanno così, caro Paolo, dubito che se ne possa venire mai a capo, in Brasile come altrove. Saluti.
Il 16 Novembre 2010 alle 21:11 p.a.d ha scritto:
Chi l’avrebbe mai detto, eh? (tutti!)
Il rinato Brasile di Lula e della pacioccona Dilma che poggia le basi sul traffico di cocaina… Rimango basito (ah ah ah)… ;)
No. Niente di nuovo, tutto di vecchio.
Uno smacco per il “nostro” viaggiatore piemontese che ancora crede nelle favole.
Caro Manzo, va bene produrre articoli sulla questione ma non cerdo sia il caso di cadere dalle nuvole.
Anche i muri sapevano, era solo questione di far scoppiare il bubbone con un sequestro record… Ma sempre i muri sanno che, sequestrati 200 kg da una parte, ne passano illesi 400 dall’altra. Ha sempre funzionato così.
Con buona pace dei nasi interessati alla magica polverina. Un po’ meno per i neuroni.
:)
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