
(Credits: AP Foto/Elizabeth Williams)
E’ stato riconosciuto colpevole di un solo capo di imputazione su 286. Ahmed Ghailani, accusato delle bombe qaediste del 1998 alle ambasciate americane in Kenya e Tanzania che causarono 224 morti e migliaia di feriti, è stato il primo detenuto di Guantanamo a essere processato da un tribunale civile di New York.
Il tanzanese Ghailani rischia adesso una condanna da 20 anni all’ergastolo per aver “aiutato” i terroristi a organizzare gli attentati in Africa, prima vera dimostrazione di forza da parte delle truppe di Osama bin Laden. Il procuratore generale ha però già fatto sapere che ne chiederà la pena di morte. Secondo l’accusa, Ghailani ha aiutato i qaedisti a comprare il furgone e le taniche di acetilene e ossigeno utilizzate per distruggere l’ambasciata di Dar es Salaam, in Tanzania. Sempre secondo l’accusa, ha poi aiutato gli attentatori a caricare l’esplosivo sul veicolo prima dell’esplosione.
Catturato dalla Cia in Pakistan nel 2004, Ghailani viene trasferito nel carcere di Guantanamo, sull’isola di Cuba, nel 2006. E quando nel 2009 il responsabile del Dipartimento di Giustizia Usa, Eric H. Holder, decide di processare Khalid Sheikh Mohammed (considerato la mente degli attentati dell’11 settembre 2001) e altri quattro detenuti per terrorismo in attesa di giudizio in tribunali civili, Ghailani è tra questi.
Immediata è scoppiata la polemica e in molti vedono nella sentenza della corte federale di New York l’ennesimo schiaffo al presidente Barack Obama. La stessa trama della sentenza è effettivamente ambigua. I dodici giurati hanno sostanzialmente sollevato dalle accuse Ghailani per 285 capi di imputazione, ravvisando la sua “non complicità” nella morte delle 224 vittime deglle bombe del 1998, ma allo stesso tempo lo hanno giudicato colpevole di “complicità” nella preparazione degli attentati. Inoltre, alcune prove cruciali per la condanna di Ahmed Ghailani sono state rigettate dal giudice civile, in quanto ottenute tramite “mezzi duri” (vedasi torture e affini).
Insorgono i Repubblicani, secondo i quali la strategia dell’Amministrazione di Obama sui detenuti di Guantanamo è fallimentare e il verdetto-Ghailani proverebbe che le corti civili non possono seguire i processi ai terroristi di Al Qaeda. “Dobbiamo trattarli come nemici di guerra e processarli in commissioni militari a Guantanamo“, dichiara al New York Times il Repubblicano newyorchese Peter King.
- Giovedì 18 Novembre 2010

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Il 18 Novembre 2010 alle 20:45 Al Qaeda, Ahmed Ghailani prosciolto a New York da 285 capi di accusa su 286 | Politica Italiana ha scritto:
[...] via http://blog.panorama.it/mondo/2010/11/18/al-qaeda-ahmed-ghailani-prosciolto-a-new-york-da-285-capi-d… AKPC_IDS += “22230,”;Popularity: unranked [?] Posted by admin on novembre 18th, 2010 Tags: America, Estero Share | [...]
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