- Tags: carcere, dissidente, Liu Xiaobo, Pechino, Premio Nobel
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(AP Foto/Kin Cheung)
Una defezione dopo l’altra. La 109esima premiazione per la consegna dei Nobel a Stoccolma potrebbe essere la più “solitaria” della storia. Finora sei Paesi hanno declinato l’invito dell’accademia svedese, rispondendo alla richiesta di Pechino di boicottare il premio assegnato al dissidente Liu Xiaobo, considerato tuttora un “criminale”.
Il 10 dicembre prossimo potrebbero dunque esserci molte poltrone vuote a Stoccolma. Finora hanno confermato la loro presenza alla consegna dei Nobel 36 Paesi. Sei hanno detto che non ci saranno: Cina, Russia, Kazakhstan, Marocco, Iraq e Cuba. Altri sedici non hanno ancora sciolto le riserve. I Ventisette saranno presenti, incluso l’ambasciatore italiano, anche se Pechino ha chiesto alla Ue di mantenere un “profilo basso” durante la cerimonia. E se l’ambasciatore a Oslo del Cremlino specifica all’agenzia Interfax che l’assenza dei diplomatici “non è di natura politica”, l’evidenza però dimostra la forza della Cina nel condizionare i Paesi-amici. “Non ho mai visto una simile campagna attiva e diretta di sabotaggio come quella avviata da Pechino per convincere le rappresentanze diplomatiche a tenersi lontano dalla cerimonia”, ha dichiarato il segretario del Comitato svedese, Geir Lundestad.
E probabilmente nessuno ritirerà il premio per Liu Xiaobo, che è tuttora detenuto e, dopo la liberazione di Aung San Suu Kyi in Birmania, è l’unico Nobel ancora in carcere. Sua moglie Liu Xia è ancora agli arresti domiciliari e i suoi fratelli sotto stretta sorveglianza delle autorità cinesi, quindi non potranno lasciare il Paese. Anche all’avvocato del dissidente Pechino ha intimato di non recarsi a Stoccolma. E per ora nessun famigliare ha confermato la partecipazione alla cerimonia. Da Stoccolma fanno sapere che l’invito alla famiglia rimarrà valido fino al giorno dell’evento ma anche che, nel caso nessuno di loro potesse partecipare, la cerimonia si terrà come da programma, a esclusione del rito di consegna della medaglia, della pergamena e dell’assegno da 1, 4 milioni di euro.
Secondo le regole del Nobel, infatti, in assenza del vincitore i premi non possono essere ritirati da persone esterne alla famiglia. E finora gli unici cinesi disponibili a presenziare alla cerimonia sono quelli della diaspora e i residenti di Hong Kong, che sono meno vincolati alle decisioni di Pechino. Ma anche a loro non sarà permesso ritirare il premio.
- Venerdì 19 Novembre 2010

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Commenti
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Il 20 Novembre 2010 alle 18:33 indigesto ha scritto:
Non c’era da aspettarsi nulla di diverso, gentile Professoressa. Farebbe bene Oslo a mandare la medaglia, ma solo la medaglia, al Presidente della Repubblica popolare cinese, a testimonianza cel premio assegnato.
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