
(Credits: Epa Photo Afpi/Jean-Philippe Ksiazek)
La Gran Bretagna combatte da nove anni talebani e jihadisti con un impegno militare e dell’intelligence e un’intensità secondi solo agli Stati Uniti. Le forze speciali di Sua Maestà entrarono in azione contro i talebani nell’ottobre 2000, ancor prima dei loro colleghi statunitensi. I 10 mila militari di Londra schierati in Afghanistan hanno ucciso più talebani di tutti gli altri contingenti alleati presenti nel Paese asiatico messi insieme con l’esclusione delle forze statunitensi.
Ciò nonostante, casomai vi capitasse di prendere un taxi a Londra potreste imbattervi a vostra insaputa in un guerrigliero talebano e, pagando la corsa, potreste finanziare la guerra santa del Mullah Omar e di Osama bin Laden. La notizia, sensazionale ma non così sorprendente, l’ha rivelata il quotidiano Guardian raccontando che, in Gran Bretagna, in particolare nell’area metropolitana londinese, vivono e lavorano molti afghani che regolarmente lasciano il Regno Unito per andare a combattere alcuni mesi in Afghanistan contro le forze di Kabul e quelle della Nato e girano parte dei loro guadagni al finanziamento della guerra santa.
Il reporter del giornale britannico Ghaith Abdul-Ahad ha incontrato a Dhani-Ghorri (Afghanistan settentrionale) uno di questi militanti che solitamente si guadagna di vivere facendo il taxista a Londra. “Guadagno bene in Gran Bretagna ma è mio dovere tornare e combattere la Jihad con i miei famigliari e amici”, ha dichiarato l’uomo. “Ce ne sono molti come me a Londra. Noi raccogliamo soldi per il Jihad per tutto l’anno e veniamo a combattere, se possiamo”.
Il “miliziano part-time” dice che la sua residenza abituale è nell’est di Londra, ma che di norma passa 3 mesi all’anno in Afghanistan a combattere. Anche suo fratello maggiore, che ha pure lui combattuto nella zona di Dhani-Ghorri, è un religioso islamico, e vive ugualmente a Londra. L’intelligence britannica sospetta da tempo che musulmani britannici si rechino in Afghanistan e Pakistan per addestrarsi con i gruppi estremisti.
Lo scorso anno aerei spia della Royal Air Force intercettarono nella provincia di Helmand conversazioni radiofoniche e telefoniche tra combattenti talebani che mostravano un forte accento di Birmingham e dello Yorkshire Le persone intercettate usavano perlopiù le lingue afghane Dari e Pashtu, ma utilizzavano anche alcuni vocaboli inglesi. Un particolare che fece scattare l’allarme in Gran Bretagna.
A conferma dell’ampia presenza di afghani e pachistani con passaporto britannico tra le fila degli insorti afghani, sul cadavere di un talebano ucciso dai soldati britannici nella provincia di Helmand è stato rinvenuto un tatuaggio della squadra di calcio inglese dell’Aston Villa. Dai dati emersi dai comandi alleati e dai servizi di sicurezza afghani i combattenti stranieri sono per lo più pachistani, arabi, ceceni, tagiki o uzbeki ma questi dati non sembrano tenere degli afghani residenti in Gran Bretagna e forse anche in altri Paesi europei.
Il fenomeno dei “pendolari della jihad” non è del tutto nuovo e nei mesi scorsi l’FBI scoprì che molti somali residenti nel Minnesota tornavano regolarmente a casa per alcuni mesi per combattere con i miliziani filo al-Qaeda degli Shabab o effettuare corsi di addestramento alle azioni terroristiche.
- Venerdì 26 Novembre 2010

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Commenti
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Il 29 Novembre 2010 alle 9:43 sgarikka68 ha scritto:
come scriveva Oriana Fallaci con i musulmani è impossibile l’integrazione. A dimostrazione di quello che dico c’è la mattanza in atto di cristiani in africa, senza che nessun politico muova un dito per fermarla.
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