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WikiLeaks: nuove rivelazioni-bomba fanno tremare la diplomazia Usa

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  • Tags: Asif-Ali-Zardari, Barack Obama, cablogrammi, diplomazia, Hamid-karzai, Julian Assange, Vladimir-Putin, wikileaks
  • 6 commenti
Julian Assange, Wikileaks

Julian Assange, Wikileaks

Questa volta oltre ai militari è la diplomazia Usa che  vive uno stato di fibrillazione. Secondo Sky News WikiLeaks potrebbe rivelare sin da oggi circa tre milioni di mail e cablogrammi riservatissimi che dalle ambasciate di tutto il mondo sono confluiti a Washington. Gli americani starebbero già correndo ai ripari, per mitigare gli effetti della pubblicazione.

“Questa è dinamite diplomatica“. Così definisce le nuove informazioni di Wikileaks il responsabile della politica estera di Sky News, Tim Marshall. Le rivelazioni che già da oggi potrebbero essere pubblicate sul sito di Julian Assange avranno un effetto-bomba a Washington e metteranno a nudo il mondo dei diplomatici e tutta la mole di cablogrammi top secret che quotidianamente le sedi diplomatiche Usa inviano a Washington, per informare lo staff del presidente Barack Obama della situazione politica del Paese in cui si trovano e delle informazioni raccolte da politici e imprenditori del luogo, in maniera tale che poi Washington possa disegnare la strada delle sue politiche estere.

Secondo i “cinguettii” di WikiLeaks su Twitter, emissari americani avrebbero già contattato i governi di alcuni paesi (Svezia, Danimarca, Norvegia, Canada, Australia e Gran Bretagna tra i primi) per metterli al corrente delle notizie che verranno presto pubblicate e che li riguardano direttamente. Mentre secondo fonti del quotidiano Il Tempo, anche l’Italia sarebbe stata raggiunta da una telefonata di Washington e la cosa avrebbe preoccupato i piani alti della politica.

Gli scambi diplomatici con Roma coprirebbero dieci anni (dal 2000) e conterrebbero annotazioni sulla situazione politica italiana, sulle considerazioni di politici della maggioranza e dell’opposizione che si sono susseguiti in questo decennio e sulle richieste fatte da imprenditori e politici stessi al governo Usa.

Insomma, un “pacchetto” di informazioni che potrebbe ridisegnare la politica estera (e interna) italiana dell’ultima decade. “Quelle rivelazioni creeranno tensioni nelle relazioni con i nostri diplomatici e i nostri amici nel mondo“, ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Philip J. Crowley, aggiungendo che gli americani si stanno “preparando per lo scenario peggiore”.

E già, perché sembra che tra le mail di prossima pubblicazione vi siano una serie di commenti molto poco “diplomatici” su alcuni leader mondiali, commenti che gettano in serio imbarazzo Washington e che riguarderebbero - tra gli altri - il premier russo Vladimir Putin, il presidente afghano Hamid Karzai e il suo omologo pachistano, Asif Alì Zardari.

D’altronde, che ci siano rivelazioni-bomba lo sottolineava qualche giorno fa la stessa organizzazione di Assange tramite Twitter: “I mesi a venire vedranno un mondo nuovo, dove la storia globale verrà ridefinita“. Tra il biblico e l’apocalittico la frase di WikiLeaks, così come indicativa quella in apertura oggi, presa in prestito da Alexander Solzenicyn: “Una parola di verità pesa più del mondo intero“. Il che fa prevedere una serie di pubblicazioni scottanti sin dalle prossime ore.

  • anna.mazzone
  • Venerdì 26 Novembre 2010

Vedi anche:

  • Assange: Perché sono diventato l'incubo dei potenti
  • Torna Wikileaks con un nuovo documento segreto della Cia
  • Riaperta l'inchiesta per stupro contro Julian Assange, fondatore di Wikileaks
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Commenti

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Il 28 Novembre 2010 alle 21:46 anna.one ha scritto:

“The man is hypocrite at best, all he tells is, pro USA propaganda!”

LOL il miglior commento da parte dei soliti, degli anti-USA, che ho trovato sul web!
Bisogna pero’ dire che non ha torto, visto che ora molti sapranno che la Turchia aiutava (aiuta? hmmm) Al Qaeda in Iraq e gli USA i Kurds!

Il 29 Novembre 2010 alle 8:01 anna.one ha scritto:

Dal N.Y. Times

Un connubio intrigante: dei diplomatici americani a Roma, segnalarono nel 2009 su cio’ che i loro contatti italiani descrivevano come un rapporto straordinariamente vicino tra Vladimir Putin, il primo ministro russo, e Silvio Berlusconi, il premier italiano e magnate di business, tra cui “elargimento di doni , “contratti lucrativi di energia e un” ombra ” un italiano di lingua russa go-between. Hanno scritto che il signor Berlusconi “sembra essere il portavoce di Putin” in Europa. I diplomatici anche hanno notato che mentre il signor Putin ha goduto di supremazia su tutte le altre figure pubbliche in Russia, e’ stato minato da una burocrazia ingestibile che spesso ignora i suoi editti.

Wow!!!! What a scoop! LOL

Quelli che si sentono vendicati pero’ sono gli israeliani. Il J.Post scrive che e’ chiaro che erano i sunnis a domandare durante dei colloqui privati con gli US di fare “qualcosa” riguardo il programma nucleare militare dell’Iran. Eli Lake scrive: “I cables di Wikileaks suggeriscono che attualmente Israele era meno bullish sul bombardare l’Iran della maggioranaza degli stati arabi” (C’e’ veramente qualcuno, che segue i current affairs e la politica estera, che non sapeva o sospettava tutto cio’?)

Infatti il re di Jordan, Abdullah, ripetutamente chiese agli US di intervenire militarmente.
Omri Ceren si domanda giustamente, come mai i leftists, anche i moonbats americani, insistono che la “Palestina” e’ la vera chiave per la pace nella regione e che la minaccia iraniana e’ esagerata, mentre i sunni arabi sono invece cosi’ concentrati sul colpire l’Iran.

Rendendo pubblici i docs sull’Iraq e Afghanistan, Assange e i suoi “collaboratori” (dal N.YTimes a der Spiegel etc.) pensavano di forzare gli US al ritiro cosi’ secondo loro in Afghanistan sarebbe ritornata la pace e vivrebbero liberi sicuramente… sotto il Taliban; tipico pensare moronico della sinistra.

I progressives ripetono che dobbiamo dipendere meno dalla Difesa e piu’ dallo Stato, ma questa leak fara’ piu’ danno allo Stato che quella precedente sulla Difesa.

Wikileaks inoltre afferma d’essere non anti-USA ma anti-war, i morons di Wikileaks sembra non abbiano pensato che la leak ha il potenziale di incrementare il rischio di guerra nel M.O e nella penisola Koreana e altre parti del mondo.

Il 29 Novembre 2010 alle 15:24 indigesto ha scritto:

Cara anna.one, tutte cose che erano già nell’aria. Se erano già verosimili per me, che seguo con passione gli avvenimenti internazionali senza averne la benchè minima competenza, figuriamoci per chi, come te di competenza, e di capacità di penetrare nelle notizie, ne ha tanta. Che i politici di ogni continente provino tanto sdegno per i “segreti” della diplomazia messi a nudo lo trovo anche un pò grottesco. In fondo, in buona parte, si tratta di “segreti di Pulcinella”. Magari sbaglio. Saluti. :)

Il 29 Novembre 2010 alle 16:41 p.a.d ha scritto:

Sì, Anna, talmente “scoop” che non m’è sembrato altro che rileggere le pagine di “Repubblica”, “L’Espresso”, “L’Unità” durante i loro vaniloqui al limite del gossip!

Credo che Wikileaks sia al pari delle riviste più lette dalla “parrucchiera sotto casa”, ovvero a valore “usa & getta”.

Se poi qualcuno pensava ancora che la Korea del nord vendesse all’Iran soltanto involtini e gamberi allevati ad antibiotici… Beh, beata ignoranza!

Tanto rumore per nulla.

Il 29 Novembre 2010 alle 18:41 anna.one ha scritto:

http://www.youtube.com/watch?v.....lF12X1dCeo

ahhhh, Thunder Thigts! Veramente in persona non e male, ha dei bellissimi gioielli e non sembra cosi’ sproporzionata, ma e’ la sua politica che non mi piace, e’ un Hopeychangey in gonnella.

Il 2 Dicembre 2010 alle 18:12 anna.one ha scritto:

LOL… grandi sti’ arabi..

WikiLeaks: Kuwait wanted Gitmo detainees to be ‘killed in combat’
The Kuwaiti government privately urged the Americans to return Guantánamo detainees to Afghanistan so they could be “killed in combat”.

Problema solved!

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