
(Credits: Ap Foto/Lennart Preiss)
Dopo gli eserciti e la diplomazia, adesso è il turno delle banche. In un’intervista in esclusiva per Forbes, il padre di WikiLeaks, Julian Assange, anticipa nuove rivelazioni-choc su una “grande banca” mondiale e prevede un nuovo scandalo globale, modello Enron.
Ricercato dall’Fbi, additato come “criminale” da Hillary Clinton, latitante per la Giustizia svedese che lo accusa di stupro ai danni di due giovani donne, Julian Assange, nel pieno della tempesta scatenata dalle ultime rivelazioni di WikiLeaks sui cablogrammi segreti della diplomazia Usa, tira fuori l’ennesimo jolly dalla manica. L’annuncio questa volta fa tremare il mondo dell’alta finanza: nel mirino dell’organizzazione-corsara del 39enne australiano, che presto potrebbe diventare un apolide, ci sarebbero infatti “una o forse due grandi banche“.
Nell’intervista di due ore con il giornalista di Forbes Andy Greenberg rilasciata l’11 novembre scorso a Londra, Assange mette, dunque, nel mirino le organizzazioni economiche. La sua strategia sembra essere chiara: distruggere l’ordine mondiale precostituito, si tratti di documenti riguardanti le strategie militari, i commenti e le analisi dei diplomatici per la Casa Bianca o, per l’appunto, le strutture finanziarie. “L’impatto non è grande come quello delle due guerre” (in Afghanistan e in Iraq ndr), dice Assange, ma potrebbe “far venire giù una o due banche“, con una nuova crisi in tutto il mondo.
“E’ una banca americana?“, chiede Andy Greenberg. “Sì“, è la laconica risposta del ricercato numero 1 del momento. “La più grande banca americana?”, lo incalza il giornalista. No comment, risponde il fondatore di WikiLeaks. Secondo le anticipazioni, le nuove rivelazioni dovrebbero essere diffuse all’inizio del 2011.
L’intento di Assange è chiaro: “Si potrà lanciare uno sguardo vero e approfondito nei comportamenti delle banche al livello esecutivo e ciò stimolerà inchieste e riforme, credo“. Insomma, Julian Assange non sembra lasciarsi intimorire dalle “taglie” che pendono sulla sua testa e sta già preparando il suo nuovo colpo in canna, pronto a inaugurare all’insegna di WikiLeaks anche l’anno che verrà.
- Martedì 30 Novembre 2010

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Commenti
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Il 30 Novembre 2010 alle 22:11 anna.one ha scritto:
E’ meglio che si sbrighi prima che gli sia offerto un tea al polonium-210!
Dei funzionari della sicurezza nazionale dicono che la National Security Agency ha gia’ raccolto prove elettroniche spia che Wikileaks e’ sotto stretta sorveglianza da parte del FSB russo, Moscow teme che Wikileaks e’ pronta a rilasciare dannose informazioni personali sui leader del Kremlin.
“Noi non sia stato in grado di fermare WikiLeaks ( aggiungo: per le nostre leggi, in questo caso, assurde) ed e’ stato frustrante,” un funzionario americano riferisce al Daily Beast. “I russi giocano con regole diverse.” (aggiungo: e la passano sempre liscia)
Ha detto che se Wikileaks e il suo fondatore, Julian Assange, come previsto pubblicheranno informazioni molto imbarazzanti per il governo russo e quello che si presume essere una massiccia corruzione tra i suoi leaders, i russi saranno spietati nel fermare WikiLeaks “. eh! eh! eh!
hmmm, ma che diranno allora i leftists..gli anti-war etc? Schiamazzeranno nelle piazze e esigeranno “giustizia”? Che sia per questo che il little lefty elf Assange sta’ diventando sempre piu’…pallido?
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