
Hillary Clinton (Credits: LaPresse/Evan Vucci)
Nascosto in qualche parte del mondo per sfuggire al mandato di cattura dell’Interpol (che lo vuole arrestare dopo che la giustizia svedese lo ha accusato di stupro); in fuga, dopo che la pubblicazione dei suoi file ha provocato l’ennesimo terremoto globale, Julian Assange ha usato Skype per lanciare il suo ultimo siluro. L’obiettivo è grosso, molto grosso, il più importante dopo Barack Obama: Hillary Clinton.
Il fondatore di WikiLeaks è stato diretto, come sua abitudine. Quando Richard Stengel, il direttore della rivista Time, gli ha chiesto se il Segretario di Stato dovesse essere “licenziata” o si dovesse dimettere dopo la pubblicazione dei documenti riservati della diplomazia americana, l’attivista australiano ha risposto: “Penso che Hillary Clinton dovrebbe lasciare il suo posto se venisse confermato che lei abbia firmato una direttiva per spiare il Segretario Generale dell’Onu Ban Ki - moon e altri alti funzionari delle Nazioni Unite.”
Lanciata la bomba, nei rimanenti 34 minuti di intervista telefonica (via Skype per evitare di essere individuato), Assange ha parlato dell’uscita dei prossimi file, circa un’ottantina al giorno fino al completamento di quota 250.000. Le “rivelazioni” sono solo all’inizio; la Clinton verrà chiamata in causa ancora nei prossimi documenti e con le dichiarazioni a Time, Assange ha esplicitato che il suo target è ormai lei: il Numero Due dell’amministrazione Obama.
Time ha dato - ovviamente - molto spazio all’attacco del fondatore di WikiLeaks. Come hanno fatto altre testate, prima tra tutte il sito filo-conservatore Drudge Report. Assange non è il solo a chiedere che la Clinton se ne vada. La rivelazione sull’operazione di spionaggio dell’Onu è il nervo più scoperto per chi è ora alla guida del Dipartimento di Stato.
Voci interne alla delegazione statunitense al Palazzo di Vetro dicono che, in realtà, Assange vuole destabilizzare la politica estera dell’amministrazione, improntata su di un nuovo approccio nei confronti della comunità internazionale e il cui perno è il dialogo, soprattutto con le potenze regionali emergenti.

Hillary Clinton e Barack Obama (Credits: LaPresse/Witt Sipa)
Sarà, ma anche storiche voci della sinistra americana si accodano alla “richiesta” di Julian Assange. David Corn, nota firma di testate ultra liberal, ha pubblicato un articolo in cui - anche lui - chiede le dimissioni di Hillary Clinton. Dopo che ha trasformato i diplomatici Usa in spie a part-time, dopo aver architettato l’operazione che ha coinvolto non solo il Dipartimento di Stato ma anche la Cia e l’FBI, secondo l’ex caporedattore di The Nation, l’ex First Lady dovrebbe lasciare il suo posto.
Ma, è più facile che la Casa Bianca inviti Julian Assange a un party che lei abbandoni la poltrona, è la conclusione di David Corn.
Nelle prossime settimane si leveranno altre voci che chiederanno le dimissioni della Clinton? C’è da scommettere che sarà così. Se le anticipazioni di Assange saranno confermate, è facile pensare che il Segretario di Stato finisca sulla graticola.
E non solo da “sinistra”. E’ vero che Sarah Palin, dopo aver stroncato Barack Obama per il contenuto dei file di WikiLeaks, ha quasi “apprezzato” l’iniziativa spionistica sull’Onu, ma è anche vero che il grande nemico dei repubblicani, in vista del 2012 dovrebbe essere proprio lei: Hillary Rodham Clinton.
Barack Obama si ripresenterà per un secondo mandato. La credibilità e il consenso nei sondaggi della Clinton sono due delle più importanti carte che i democratici vogliono giocare per ottenere la rielezione alla Casa Bianca. Se lei dovesse cadere - o perdere la sua autorevolezza e popolarità - prima di allora, per Obama l’impresa potrebbe risultare più difficile, molto più difficile del previsto.
- Mercoledì 1 Dicembre 2010

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 1 Dicembre 2010 alle 18:33 anna.one ha scritto:
“Former U.S. Ambassador to the United Nations, John Bolton says that he does not believe UN officials were directed to spy at the United Nations. Bolton told Talk Radio Netowrk co-hosts John McCaslin and Amy Holmes, “I don’t believe that cable…. I think it probably came from somewhere in the intelligence community. I wish we could find that out because it’s obviously very damaging.”
The Guardian:”I cables rivelano come gli USA usano le ambasciate come parte del loro espionage network” LOL gia’, solo gli USA, qui si va sul ridicolo! LOL
N.Y.Times: ” Gli USA (solo gli USA ?) routinely impiegano intelligence officer abroad sotta “la copertura” dello State Department posting”. Ancora ROLF!
IMO Madame Secretary Hillary Clenis dimostra che sta’ lavorando sodo per difendere il suo paese, non credo che Barry O. accetti o voglia le sue dimissioni, correrebbe il rischio di vedersi soffiare il posto nel 2012.
Il 1 Dicembre 2010 alle 20:18 indigesto ha scritto:
Non entro nelle faccende di politica interna degli USA, mi occorrerebbe viverci. Ma che vengano usati argomenti strumentali per minarne l’immagine mi irrita fortemente. Obama e la Clinton al momento rappresentano gli USA, e tanto mi basta. Che poi l’ipocrisia mondiale voglia scandalizzarsi per ciò che del loro operato è quasi prassi comune di tutte le nazioni e di tutti i governi, lo trovo ridicolo. In fondo chi è quest’Assange? è uno che ruba la posta per leggersela e farla leggere. Forse pensa di far politica divulgando i “cari saluti” delle cartoline di cui è venuto in possesso furtivamente? Certo, tuttalpiù alimenta la stampa e le opposizioni da quattro soldi, come quella italiana, che sta sollevando un kan-kan per i “rapporti” di una facente-funzione presi pari pari da un quotidiano italiano specializzato in gossip (ne è lettrice) “capeggiato” da strani figuri; quotidiano che poi riporta le sue stesse baggianate con il crisma, questa volta, della “ufficialità”. Questa signora, così priva del senso dell’humor, oltre che del dovere, questa signora si che andrebbe allontanata dal suo incarico!
Il 1 Dicembre 2010 alle 20:45 WikiLeaks: Hillary deve dimettersi? | Politica Italiana ha scritto:
[...] via http://blog.panorama.it/mondo/2010/12/01/wikileaks-hillary-deve-dimettersi/ AKPC_IDS += “23052,”;Popularity: unranked [?] Posted by admin on dicembre 1st, 2010 Tags: America, Estero Share | [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.