
Il presidente Chavez (Credits: pablo/T by Flickr)
Quando discutiamo di Iran, siamo tentati di fare riferimento esclusivo alla regione mediorientale oppure, tutt’al più, al grande medio oriente che comprende anche Afghanistan e Pakistan.
La realtà è però un pizzico più complicata, come denuncia il quotidiano tedesco Die Welt, secondo cui l’Iran vorrebbe costruire una base missilistica in Venezuela.
Per i lettori italiani l’impressione è di avere perso qualche puntata: che c’entra l’Iran con il Sud America? C’entra eccome: negli ultimi anni sono stati molteplici gli incontri tra il presidente iraniano Ahmadinejad e il suo omologo Chavez.
Il risultato di questi incontri sarebbe un aumento del potere di deterrenza della Repubblica islamica in Sud America, ovvero poco distante dagli Stati Uniti. E questo per controbilanciare la minaccia posta dagli americani che, a loro volta, sono presenti in Iraq e in Afghanistan, e quindi in due paesi confinanti con l’Iran.
Secondo il quotidiano tedesco nella nuova base-deposito venezuelana, che dovrebbe essere ultimata entro la fine del 2011, potranno essere usati missili iraniani. E, per la precisione gli Shahab 3 con una gittata di 1300-1500 chilometri, gli Scud-B che possono colpire obiettivi fino a 330 chilometri, e Scud-C (fino a 700 chilometri).
La base dovrebbe essere un progetto congiunto, gestito dagli iraniani e dai venezuelani insieme, a seconda dei reciproci “interessi nazionali” ed “emergenze”. A occuparsi della formazione degli ufficiali venezuelani dovrebbero essere gli iraniani, e la sede del training sarebbe l’Università Sharif di Teheran.
Ancora una volta, analizzando la questione occorre volgere lo sguardo altrove. E questa volta alla Russia: se veramente Mosca non consegnerà a Teheran il sistema di difesa missilistico S-300, potrebbe comunque continuare a fare business con la Repubblica islamica, aggirando le sanzioni varate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: anziché condurre trattative dirette con l’Iran, Mosca potrebbero procedere con una triangolazione con il Venezuela. In barba a tutti i tentativi di Washington di isolare Teheran.
- Lunedì 6 Dicembre 2010

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Commenti
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Il 9 Dicembre 2010 alle 20:05 anna.one ha scritto:
Il Shahab3 e’ basato sul North Korean Rodong1 (No-dong1) che a sua volta e’ basato sul Soviet SS1 o Scud…WOW la tecnologia iraniana e’ mind boggling! LOL
Anna Mahjar-Barducci scrive sull’ Hudson Institute in New York website che Vladimir Putin trasferira’ in Venezuela advanced S-300 surface-to-air missiles che il Kremlin aveva gia’ venduto e promesso di consegnare all’Iran.
L’amministrazione Barry O. convinse Moscow di non consegnarli dopo che le sanzioni furono adottate..DALL’UN. (Sembra che Moscow non voglia dare indietro ai mullahs i $$$)
Cosi’, come Ms. Balducci causticamente e giustamente osserva: “If Iran, therefore, cannot get the S-300 missiles directly from Russia, it can still have them through its proxy, Venezuela, and deploy them against its staunchest enemy, the U.S.”
In breve, gli US sono messi di fronte ad un’altra “axis of evil”: Iran-Venezuela-Russia, la collaborazione delle quali mettera’ tutto il mondo, non solo il “nostro” molto piu’ pericoloso, una potenziale Crisi Missilistica Cubana..ma sappiamo come quella fini’..don’t we?
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