
(Credits: AP Photo/Lefteris Pitarakis)
I pirati informatici filo-Assange vanno alla guerra: gli hacker promettono di intensificare la battaglia cibernetica, annunciando di aver reclutato altre truppe. E le scaramucce iniziali si stanno trasformando in una vera e propria battaglia. Nelle ultime ore i sostenitori di WikiLeaks sono riusciti a interrompere MasterCard e Visa; ed è subito partita la controffensiva: Facebook e Twitter hanno chiuso gli account utilizzati dal gruppo per lanciare l’operazione Vendetta di Assange.
In una chat on-line con la AFP, gli organizzatori del gruppo Anonymous assicurano che un numero crescente di volontari sta ingrossando le fila a difesa di WikiLeaks e del suo fondatore, Julian Assange. “Abbiamo iniziato con un piccolo numero di utenti (una cinquantina), ora siamo a circa 4.000″.
“Il reclutamento avviene attraverso Internet, il che vuol dire ovunque: imageboard, forum, Facebook, Twitter…” Un portavoce ufficioso del gruppo, che dice di chiamarsi Coldblood, ha assicurato alla BBC Radio che “la campagna non è finita, tutt’altro: si stanno aggiungendo volontari e sono sempre di più quelli che scaricano lo strumento che permette di sferrare l’attacco DDoS (distributed denial of service)”.
Coldblood, che parla con un accento inglese, ha detto di essere un 22enne ingegnere del software: “Questa è una guerra, ma non la vostra guerra convenzionale. Una guerra cibernetica: stiamo cercando di mantenere Internet aperta e libera per tutti, nel modo in cui è ed è sempre stata”; e ha spiegato che nel mirino ci sono “principalmente le aziende che hanno deciso per una qualche ragione di non avere più a che fare con WikiLeaks”.
Nei giorni scorsi sono andati temporaneamente fuori uso PayPal e il sito della banca svizzera Swiss Post Office; nelle ultime ore un attacco informatico concertato è riuscito a interrompere MasterCard e Visa. Le azioni sono state esplicitamente definite “una vendetta” per le decisioni delle due società di carte di credito di congelare tutti i bonifici a WikLeaks, accusata di attività illegale; MasterCard ha riconosciuto di aver subito “una perturbazione” e fonti bancarie hanno ammesso che c’è stata un’interruzione al business globale.
Più tardi, anche il sito di Visa è rimasto inaccessibile. L’attacco degli hacker di Anonymous, battezzato Operazione Payback, hapreso di mira anche il sito della procura svedese (che vuole interrogare Assange per l’accusa di molestia sessuale) e del governo svedese (prima il sito web del governo di Stoccolma poi il ministro della Giustizia).
E non è finita, perché oltre-Atlantico i sostenitori di WikiLeaks hanno colpito il sito web della paladina conservatrice del Tea Party, Sarah Palin, disabilitando le sue carte di credito e quel del marito Todd. Colpito anche il sito del senatore, Joe Lieberman, il primo a chiedere alle aziende Usa di ritirare il sostegno tecnico a Wikileaks. (AGI)
- BBC News
- ZDNet
- Giovedì 9 Dicembre 2010

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