
(Credits: Ansa)
Rapporti sempre più tesi e sfiducia reciproca sempre più evidente tra Washington e Kabul. Barack Obama e Hamid Karzai ormai non cercano neanche più di nascondere la diffidenza che nutrono l’uno per l’altro e il Washington Post lancia l’allarme per le possibili conseguenze su un conflitto che è ancora ben lontano dall’essere vinto.
L’amministrazione Obama si appresta infatti ad avviare una valutazione globale della strategia afghana mentre “i rapporti di Karzai con gli Usa raggiungono il punto più basso” scrive il quotidiano statunitense secondo il quale vi sono diverse correnti di pensiero circa come risolvere “il problema Karzai” caratterizzato da corruzione, inefficienza e inaffidabilità degli apparati dello stato incapaci di offrire servizi ai cittadini nonostante i miliardi di dollari ricevuti dalla comunità internazionale.
C’e’ chi (come il vice presidente Joe Biden) ritiene che il rapporto non possa essere ricucito e che la missione militare alleata vada ridimensionata senza più puntare a sconfiggere i talebani. Il Pentagono vorrebbe a quanto pare un atteggiamento più fermo verso il presidente afghano, mentre il Dipartimento di Stato sembra orientato a smussare le divergenze considerato che non sembrano esservi alternative a Karzai.
I dissidi tra Kabul e Washington sembrano avere ricadute pessimistiche anche sull’andamento della guerra. Ieri il portavoce del comando alleato, il generale tedesco Josef Blotz, ha preannunciato che “i soldati alleati nel 2011 dovranno fare fronte a una maggiore ondata di violenze dei talebani rispetto al 2010” che è già l’anno con più perdite per le forze Isaf in nove anni di guerra con 682 caduti contro i 520 del 2009.
“Dobbiamo consolidare i progressi realizzati in questi ultimi mesi e addestrare i soldati a un numero maggiore di conflitti. Non è ancora finita, ci saranno ancora combattimenti” ha aggiunto Blotz . Il 6 dicembre anche il generale David Petraeus, alla testa dei 140 mila soldati di Isaf , aveva espresso un parere pessimistico sulla durata del conflitto. In un’intervista alla televisione Abc il generale aveva detto di non essere sicuro che la scadenza del 2014 per il ritiro delle truppe alleate approvata al Vertice Nato di Lisbona) sarà rispettata poiché “le forze afghane potrebbero non essere in grado di garantire la sicurezza del Paese”.
Le tensioni Kabul-Washington contribuiscono ad accentuare le difficoltà militari ma anche la percezione della popolazione afghana. Un sondaggio realizzato insieme da Washington Post, Abc News, la britannica Bbc e la tedesca Ard tra gli afghani di tutte le province e le etnie evidenzia che solo il 36 per cento degli intervistati è convinto che gli alleati possano garantire la sicurezza mentre il 65 per cento esorta Karzai a trattare con i talebani anche facendoli entrare nel governo.
Secondo la rilevazione, solo il 32 per cento continua ad avere fiducia negli Usa, contro il 38 del dicembre del 2009 e il 68 del 2005. Ma l’aspetto più grave è che il 27 per cento degli intervistati giustifica gli attacchi degli insorti contro gli alleati.
- Lunedì 13 Dicembre 2010

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