
La sede dello Sinn Féin a Belfast (Credits: Giampaolo Musumeci)
L’Ira, l’Esercito Repubblicano Irlandese, approfittò del boom economico irlandese degli Anni 90 per mettersi in doppio petto.
Ecco un nuovo tassello sulla storia delle Sei Contee che emerge dai dispacci diplomatici resi noti da Assange e ripresi dal quotidiano inglese Guardian.
”Mentre dagli Anni 70 l’Ira si era specializzata in contrabbando, rapine e racket, la fiorente economia della Tigre Celtica negli Anni 90 la spinse a diversificare le attività in maniera più sofisticata”.
Ecco il commento riportato nel dispaccio del 27 luglio 2005 e firmato del vicecapo della missione diplomatica Usa a Dublino, Jonathan S. Benton, e attribuito a un dirigente della polizia irlandese, la cui identità non è stata rivelata dal Guardian.
”Gli investimenti dell’Ira adesso comprendono proprietà immobiliari a Dublino, Londra e in Spagna, gestite da business men apparentemente rispettabili”, si legge ancora nel documento in cui si sottolinea inoltre che i fondi provenienti dalle nuove attività vengono utilizzati per finanziare lo Sinn Féin. Affermazioni subito smentite al quotidiano inglese dal partito repubblicano che le definisce ”complete assurdità”.
Il boom economico della Tigre Celtica fra l’altro attirò l’attenzione dei funzionari del tesoro americano che spesso e volentieri si recarono a Dublino per studiare il “fenomeno” irlandese.
La seconda rivelazione di WikiLeaks getta poi ombre su Gerry Adams, leader di Sinn Féin e sul suo ruolo. L’ex primo ministro irlandese Bertie Ahern era convinto che lo Sinn Féin avesse negoziato gli accordi di pace ”in malafede”: sapeva infatti dell’intenzione dell’Ira di mettere a segno il più grande colpo in banca della sua storia.
Il richiamo è alla maxi rapina del dicembre 2004 - che colpì la filiale della Northern Bank a Belfast, con un bottino da 26,5 milioni di sterline - ed emerge da alcuni dispacci resi noti da WikiLeaks e pubblicati sempre dal Guardian.
Ahern riteneva, stando al sito, che i due leader dello Sinn Féin fossero a conoscenza del piano, in quanto membri del comando militare dell’Ira e quindi conoscitori delle operazioni. Per il primo ministro attuale, Brian Cowen, inoltre, ”Adams faceva il doppio gioco”.
I dispacci diplomatici pubblicati risalgono al febbraio 2005 e furono inviati dall’ambasciatore a Dublino James Kenny: ”Il governo irlandese considera certo al 99 per cento che la rapina andasse attribuita all’Ira. Il governo ha chiari indizi che Gerry Adams e Martin McGuinnes sono membri militari dell’Ira e, per questa ragione, il premier è certo che avrebbero saputo con anticipo della rapina”.
Così economia e diplomazia si intrecciano indissolubilmente anche nella recente storia dell’Irlanda e delle Sei Contee. Ora attendiamo le mosse e le risposte, se ci saranno, di Adams e McGuinness, tacciati dai repubblicani “duri e puri” traditori della causa irlandese.
Il loro controverso ruolo, da agguerriti sostenitori della causa irlandese e dell’indipendentismo a interlocutori principe del Governo Britannico e firmatari del Good Friday Agreement, che mise fine alla guerra civile, ha fatto inalberare i piccoli partiti della galassia repubblicana che non hanno mai accettato quegli accordi di pace e naturalmente le costole dell’Ira che ancora perseguono la lotta armata. Le rivelazioni potrebbero così dare nuova linfa ai repubblicani più intransigenti.
- Lunedì 13 Dicembre 2010

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