
Hugo Chavez (Credits: Pablo/T byFlickr)
Non è la prima volta che il Presidente del Venezuela Hugo Chávez chiede ed ottiene poteri speciali ma stavolta la preoccupazione è alta anche per gli esperti internazionali perché oggi li ha ottenuti per fronteggiare l’emergenza maltempo. Inoltre, a sorpresa, i superpoteri di Chávez concessi dal Parlamento dureranno non un anno come previsto ma 18 mesi, praticamente sino alla vigilia delle prossime elezioni presidenziali, nel 2012. In realtà il rischio è che questa Ley Habilitante, così si chiama la concessione dei poteri speciali, sia solo un pretesto per ridisegnare ancora una volta il Venezuela secondo i suoi fini, personali e politici.
Gli Stati Uniti hanno già bollato l’operato del leader bolivariano come “un modo creativo per giustificare poteri autocratici” dal momento che questa volta Chávez i poteri speciali li ha chiesti per fronteggiare un’emergenza pioggia che in Venezuela ha causato finora 38 vittime. Cosa non fatta, per esempio, dal governo colombiano dove le piogge torrenziali hanno fatto centinaia di morti e il presidente Santos ha semplicemente dichiarato lo stato di emergenza.
Il punto chiave è però vedere se con i “superpoteri”, il Presidente promulgherà anche decreti sulle istituzioni del settore bancario che assegnino il carattere di “pubblica utilità” all’intero servizio creditizio, sulle telecomunicazioni per statalizzare radio e tv e sui partiti politici - tutte proposte di cui si discute nel Parlamento uscente.
Come detto, tuttavia, non è la prima volta che Rafael Hugo Chávez Frías chiede e ottiene poteri speciali dal Parlamento. Era già successo altre tre volte da quando l’ex tenente-colonnello dei paracadutisti che tentò un golpe nel 1992 si insediò democraticamente sei anni dopo al Palazzo presidenziale venezuelano. La prima fu nel 1999-2000, poi nel 2001 e, infine, nel 2007-2008.
Interessante è sottolineare come, dopo la prima riforma costituzionale chavista del 1999, le prime due volte i superpoteri furono usati più in “funzione difensiva” che “offensiva”, ovvero per rafforzare una rivoluzione bolivariana (perché si ispira ufficialmente alla figura dell’eroe sudamericano Simón Bolívar) che era appena agli inizi. Nel 2007-2008 e oggi, invece, l’obiettivo è imporre un’accelerata verso il modello socialista alla cubana
- Venerdì 17 Dicembre 2010

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Commenti
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Il 18 Dicembre 2010 alle 1:28 paolo.manzo ha scritto:
Come specificato nel pezzo di analisi che qui integro non è la prima volta che il Presidente del Venezuela Rafael Hugo Chávez Frías chiede ed ottiene poteri speciali dal Parlamento. Era già successo altre tre volte da quando l’ex tenente-colonnello dei paracadutisti che tentò un golpe nel 1992 si insediò democraticamente sei anni dopo a Miraflores, il Palazzo presidenziale venezuelano, senza quasi mai lasciarlo. Unica eccezione il cosiddetto “colpo di stato delle 47 ore” quando Chávez fu allontanato a forza dal potere l’11 aprile 2002 da una coalizione di golpisti capeggiata dal presidente di Federcámara (la Confindustria locale) Pedro Carmona Estanga che appunto guidò il Venezuela ufficialmente per un totale di 47 ore di fila.
Detto che del tentato golpe del 1992 quasi nessuno si ricorda mentre del secondo c’è una più che ampia letteratura – e già questo è strano dal momento che il primo lasciò sul terreno una cinquantina di vittime e il secondo una ventina – vale la pena analizzare la differenza e le analogie tra i “superpoteri” ottenuti oggi da Chávez e quanto successo in passato. La “Ley Habilitante”, così si chiama la concessione dei poteri speciali al presidente dal Parlamento, era stata già promulgata tre volte, nel 1999-2000, nel 2001 e nel 2007-2008. Interessante è sottolineare come, dopo la prima riforma costituzionale chavista del 1999, nel 2000 e nel 2001 i superpoteri furono usati più in “funzione difensiva”. La risposta dell’opposizione venne l’anno successivo, nel già citato golpe delle “47 ore” che fallì miseramente lasciando al potere un Chávez molto rafforzato, come dimostrò il referendum revocatorio del ferragosto 2004 che lo confermò alla presidenza. Ma il risultato del “disastro Carmona”, dal punto di vista politico fu ben più grave di un referendum straperso e, come conseguenza ebbe prima la famigerata e impunita “lista Tascón” con cui vennero schedati milioni di venezuelani che avevano votato per mandare a casa Hugo e, poi, il ritiro di una frammentata e in molti casi reazionaria opposizione a Chávez dalle elezioni legislative del 2005. Risultato? Un Parlamento monocolore controllato con percentuali “bulgare” dai bolivariani.
Da qui inizia l’accelerazione del progetto dell’ex tenente-colonnello dei parà verso un socialismo incentrato sul modello cubano, ribattezzato Socialismo del XXI secolo. Il 2 dicembre 2007 Chávez prova a stravolgere i fondamenti socioeconomici del Venezuela in senso socialista, antiimperialista e garantendosi la possibilità di essere rieletto all’infinito (un’anomalia nei sistemi presidenziali democratici) tramite una riforma di 69 articoli della Costituzione del 1999, da lui voluta ma oramai troppo “difensiva” per l’implementazione del modello. Tuttavia, con il 50,7% dei voti, vincono i “no” ma lui chiarisce da subito che non ha vinto solo “por ahora”, “per adesso”, la stessa espressione usata davanti ai cronisti il 4 febbraio 1992, dopo il fallimento del golpe da lui tentato.
Per accelerare i tempi comunque fosse andato il referendum, pochi mesi prima del referendum del 2007 erano arrivati per la terza volta i “superpoteri” a Chávez che, a differenza di quelli difensivi del biennio 2000-2001, ebbero una funzione meramente “offensiva” all’interno del progetto chavista di perpetuarsi al potere trasformando il modello economico-politico in senso cubano. Arrivano nuove leggi che rafforzano il ruolo dello stato, aumentano le espropriazioni ma, complice la crisi economica, lo scorso 26 settembre nelle legislative cui, questa volta, l’opposizione più unita e un po’ meno reazionaria, ottiene addirittura più voti del PSUV, il partito fondato da Chávez nel 2007 e dei suoi alleati. 5.423.324 voti vanno ai bolivariani contro i 5.674.343 ottenuti da Unidad Nacional e Patria para Todos, i due partiti dell’opposizione. Grazie alla riforma maggioritaria implementata negli anni precedenti dallo stesso Chávez, tuttavia, nel nuovo Parlamento che si insedierà il 5 gennaio 2011 siederanno 98 deputati chavisti e 67 dell’opposizione. Certo Hugo avrà ancora una maggioranza del 60% ma, a differenza del quinquennio 2005-2010 non potrà più usare il legislativo come mero esecutore del suo progetto politico. Un problema grave soprattutto perché nel 2012 in Venezuela ci saranno le presidenziali dove non c’è legge maggioritaria che tenga, chi ottiene più voti si siede a Miraflores e, rebus sic stantibus, Hugo sa che se l’opposizione dovesse presentare un unico candidato, per lui sarà difficile vincere di nuovo.
Per questo, prima dello scioglimento del “suo” Parlamento per le feste estive di Natale e Capodanno, le forti piogge che, nelle settimane scorse, hanno causato una quarantina di vittime in Venezuela e che sono la motivazione ufficiale per la richiesta di “superpoteri” sono state probabilmente “usate” con altri scopi che saranno più chiari di qui al 2012 da Chávez e i suoi alleati.
Il 18 Dicembre 2010 alle 12:29 indigesto ha scritto:
Bisogna riconoscergli, in ogni caso, l’equilibrismo tra costituzionalità e colpo di stato che, Chavez, sta praticando da tempo. Credo che abbattere via via tutte le garanzie costituzionali, con vari escamotages, non concretizzi altro che un colpo di stato strisciante. Non so quanto le opposizioni possano maturare un minimo di unità per evitarlo, ma l’astuzia del desso avrà pensato anche a questo. Dubito, dunque, che si vada in una direzione diversa, a meno di un intervento militare; ipotesi che l’illustre Giornalista (nd Manzo non esageri indigesto, sia con l’illustre che con il giornalista … :) non mi pare prenda in considerazione. (nd Manzo 2 L’ipotesi del golpe contro Chavez è quello che lui adesso vorrebbe, molto probabilmente. Stando così le cose l’offensiva chavista da cui i 18 mesi di cui sopra è in realtà un segno di debolezza, il redde rationem saranno le presidenziali 2012 che nonostante la Ley Habilitante potrebbe mandare a casa Hugo. Chiunque tentasse un golpe in questo momento, proprio come il funesto Pedro Carmona del 2002, farebbe un grande, anzi enorme favore allo stesso Chavez, mai come oggi in difficoltà, nonostante le apparenze)
Il 20 Dicembre 2010 alle 16:53 indigesto ha scritto:
Caro Paolo, so bene che non ti servono i miei complimenti. Il fatto è che non lo sono. Intanto sul “giornalista” non vi sono dubbi,quale che sia il tuo “status”: ti leggiamo in tanti.
La chiarezza, poi, delle tue analisi, dalle quali traggo una visione abbastanza ampia sulle vicende dell’America latina, mi ti rende illustre, e ciò anche alla luce degli apprezzamenti che incrocio da parte di commentatori molto preparati, di quelli che non si sprecano!
Le tue pertinenti osservazioni sullo stato dei fatti in Venezuela, paese in cui ho avuti amici nativi purtroppo persi di vista, in qualche modo mi “rassicurano”. Non è questa una prova di stima? Saluti ed ancora tanti Auguri (nd Manzo Grazie dei complimenti che ben intesi fanno sempre piacere e contraccambio gli auguri di un sereno Natale e un inizio 2011 all’altezza delle attese!).
Il 29 Dicembre 2010 alle 23:31 anna.one ha scritto:
My Lord of the X’s (noticina di anna…cute eh il nick:) ), ha sentito che El Mico sta’ sbattendo le corna e sfidando Barry per via del suo rifiuto della scelta dell’ambasciatore degli USA a Caracas e vuole ritirare il suo ambasciatore per via di alcuni commenti negativi sul suo style di governare? (nd Manzo cara Anna se è in zona oggi acquisti l’Eco di Bergamo, su cui ho scritto proprio di Palmer, annessi e connessi. Comunque conto di tornare sulla questione nei prossimi giorni. Ne approfitto per fare auguri di buon anno a lei e famiglia)
“Le tensioni sono aumentate per il rifiuto di Chavez di accettare il diplomatico americano Larry Palmer e anche per le critiche degli USA di una offensiva legislativa degli alleati al Congresso del presidente. I legislatori hanno accordato ampi poteri… al dittatore, oops a Chavez, per emanare leggi per decreto per il prossimo anno e mezzo, un cambiamento che gli oppositori condannano come antidemocratico.” Wow, no joke!
Come da lei spiegato cosi’ bene. :)
Il fatto che Chavez ha detto che non accettera’ Palmer come ambasciatore a causa dei commenti che ha fatto all’inizio di quest’anno, suggerendo che il morale e’ basso tra i militari in Venezuela e che i “ribelli” FARC colombiani stanno trovando rifugio in Venezuela. …
“Se il governo USA sta’ per espellere il nostro ambasciatore , lo facciano!”, Ha detto Chavez in un discorso televisivo di martedi’. “Se hanno intenzione di tagliare i rapporti diplomatici, lasciali fare!”
“Ora il governo USA ci minaccia che ci saranno delle rappresaglie. Bene, facciano quello che vogliono, ma l’uomo non arrivera’ “, ha detto Chavez.
Il bello che tutto cio’ fa fare una figuraccia (ho notato che va molto questo termine su alcuni blogs di Panorama) al nostro Hopey per il fatto che ci aveva fatto una testa come un melone per via dell’ assicurazione che avrebbe potuto cambiare la natura del rapporto tra gli USA e il Venezuela personalmente incontrandosi “senza precondizioni” con Chavez, insieme ad altri dittatorucoli e pazzi come Mahmoud Ahmadinejad e Kim Jong-il, tra gli altri, insistendo sul fatto che W aveva fatto gravi danni alle relazioni con gli alleati e nemici a causa della mancanza di impegno, e che il suo “smart power” avrebbe ripristinato lo “standing” degli USA nel mondo….LOL ROLF
Ora Obowma si ritrova nella situazione dove i rapporti con il Venezuela e non solo i nemici di prima, ma anche gli amici alleati, sono ancor peggio che durante l’amministrazione Bushitler. Chissa’ se ha imparato che l’appeasement non funziona… il genio!
Ancora due anni, portiamo pazienza!
Il 30 Dicembre 2010 alle 14:48 e.fumagalli ha scritto:
Tante parole inutili, una domanda reale e concreta, con questi poteri assoluti quanti desaparecidos ci sono stati in Venezuela? (nd Manzo nessuno fumin, almeno che io sappia. Ma perché non esprimi i tuoi concetti e non poni le tue domande senza inserire insulti? la domanda vale naturalmente per tutti coloro che partecipano a questo blog. Altrimenti sono costretto a porre XXX di cui farei volentieri a meno) Ricordiamoci de 500 mila ragazzi strappati alla violenza e il degrado, Paolo, da te definito mai successo prima. Certo che rugano certi successi, specialmete a quelli che per ottenerli non badano a fare vittime, ossia il popolo è carne da macello. Peccato che Chavez non usi gli stessi metodi dei precedenti sostenuti dai criminali USA. Piove in Venezuela come in Colombia qual’è la differenza in morti? Irrilevante, appunto il popolino non conta un XXX per nazisti, fascisti e bacchettoni è poi si appellan alle radici cristiane, per impiccare tutti non ne hanno abbastanza del sangue di cui si sono nutrite. XXX
Il 30 Dicembre 2010 alle 17:49 anna.one ha scritto:
Mr Manzo, che ci dice di Danilo Anderson, il Vishinsky di El Mico, e dei rifugiati in Venezuela, anti Castro? Crede che Chavez si fermera’ al solo bando dei legislatori dissidenti o usera’ la tattica comunista alla czar Putin?
Concordo con il suo punto di vista che Chavez cerca un conflitto interno ma, preferibilmente esterno, e’ per questo che provoca e schiamazza, solo con la scusa di proteggere il popolo riuscira’ ad ottenere il potere assoluto. imo il Venezuela e’ sull’orlo della guerra civile, non sarebbe la prima ed e’ dal 2002 che la rischiano.
Grazie degli auguri che contraccambio sinceramente
Happy 2011!!!
Il 30 Dicembre 2010 alle 21:15 anna.one ha scritto:
Happy New Year…fumin!
http://www.youtube.com/watch?v.....r_embedded
Il 1 Gennaio 2011 alle 19:36 indigesto ha scritto:
Cara Anna, per quanto ti spertichi ad inviare auguri al tuo corrispondente, youtube avvisa che il tuo video non è visionabile in questo Paese.
Il 3 Gennaio 2011 alle 17:44 anna.one ha scritto:
Caro indigesto, sembra sia stato flagged da una certa “community” che lo trova improprio…hmmmm chissa’ perche’?!!!!
http://www.dailymotion.com/vid.....lyric_news
Ciao!
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