
Si può dire che il 2010 è stato un anno segnato dalle catastrofi naturali e ambientali. Dal terremoto di Haiti alla marea nera, fino alle drammatiche inondazioni che hanno mietuto vittime in Pakistan. Ma sono stati anche mesi di grandi fermenti dal punto di vista politico e diplomatico, e quest’anno passato ha anche regalato un’amara delusione al presidente Barack Obama, sconfitto dai Repubblicani alle elezioni di Midterm.
IL TERREMOTO AD HAITI - Il 12 gennaio alle 16:53, ora di Port-au-Prince, la terra sull’isola di Haiti comincia a tremare. In breve tempo Haiti si trasforma in un immenso cimitero a cielo aperto. Sotto le macerie e per le strade migliaia e migliaia di cadaveri. Sono 250.000 le vittime del terribile sisma e 3 milioni i senzatetto. Centinaia di migliaia i feriti.
La comunità internazionale si mobilita immediatamente, ma si accendono le polemiche sul coordinamento degli aiuti, che sembra non essere sufficientemente efficiente ed efficace. Il dito è puntato contro gli Stati Uniti. L’Italia invia la portaerei Cavour e una squadra della Croce Rossa Internazionale, che resterà sull’isola anche quando la situazione si sarà stabilizzata.
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LA TRAGEDIA GRECA - Georgos Papandreu, il leader socialista greco, alla fine del 2009, subito dopo essere stato eletto, aveva parlato di un rischio di “bancarotta” per Atene. E puntualmente arriva la crisi economica, che travolge lo stato ellenico e terrorizza l’Unione europea. All’inizio del 2010, in seguito al downgrading delle agenzie di rating internazionali, viene ufficializzata la “bancarotta”.
Disoccupazione alle stelle e un buco nero nei conti pubblici. D’intesa con il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), l’Europa stanzia un maxi-prestito per salvare Atene. 110 miliardi di euro da erogare in diverse tranche. In cambio, il premier fa approvare in Parlamento un pesantissimo piano di austerity che fa scoppiare la rivolta interna. Vengono congelati per i prossimi cinque anni gli stipendi dei dipendenti pubblici e tagliati quelli nel privato. Esplode la rabbia; la popolazione scende in piazza per otto volte, mettendo a ferro e fuoco la capitale. Anche il Partenone va in “sciopero” e viene chiuso per un giorno.
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EYJAFJALLAJOKULL - Questo nome impronunciabile diventa l’incubo di milioni di passeggeri europei. Il 20 marzo, dopo 187 anni di sonno, erutta il vulcano islandese di Eyafjallajokull. Seicento persone vengono immediatamente evacuate e dopo poco meno di un mese (il 15 aprile) la nube delle ceneri vulcaniche raggiunge il continente europeo, tenendo in scacco gli aeroporti di quasi tutti gli Stati, compresa l’Italia.
I voli non possono decollare né atterrare perché c’è il rischio che le ceneri della nube vulcanica causino danni ai motori, con conseguente pericolo per la vita di passeggeri ed equipaggi. In milioni restano a terra per diverse settimane. Anche Angela Merkel, in visita ufficiale in Italia, è costretta a tornare in Germania con un treno.
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LA MAREA NERA - E’ il disastro ambientale più grave della storia americana, dieci volte più grande di quello della petroliera Exxon Valdez nel 1989. Il 20 aprile la piattaforma Deepwater Horizon ha uno sversamento di petrolio nel Golfo del Messico. Ci vorranno 106 giorni per riuscire a tappare l’enorme falla.
Sul banco degli imputati la multinazionale British Petroleum (Bp), proprietaria dell’impianto che è grande quanto due campi di calcio. Dal fine aprile al 4 agosto il pozzo fallato versa nelle acque del Golfo del Messico milioni e milioni di barili di petrolio, che galleggia a pochi chilometri dalle coste di Luisiana, Mississippi, Alabama e Florida. A rischio l’economia costiera americana. Pesanti i danni e ingente il risarcimento chiesto alla Bp da commercianti e pescatori delle aree lambite dalla marea nera. Il presidente americano, Barack Obama, si fa fotografare in Florida con la moglie Michelle per rilanciare il turismo sulle spiagge ripulite dal catrame.
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FREEDOM FLOTILLA - Il 31 maggio una flottiglia di attivisti pro-palestinesi (la Freedom Flotilla per Gaza) forza il blocco in direzione della Striscia di Gaza e viene intercettata dalle forze navali israeliane. Le navi della flottiglia battono le bandiere americana, turca, greca e svedese. A bordo 610 attivisti, tra cui 44 tra politici e parlamentari e il premio Nobel Mairead Corrigan Maguire. Durante il blitz dell’esercito israeliano sulla nave turca “Mavi Marmara” muoiono 9 cittadini turchi. Ankara interrompe i rapporti diplomatici con Gerusalemme e chiede scuse ufficiali e un risarcimento per le vittime. Israele sostiene che la nave turca in realtà trasportasse armi ed esplosivo per i “fratelli” di Hamas.
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- (Credits: Ap Foto/Francois Mori)
- (Credits: Epa/Simela Pantzartzi)
- (Credits: AP Foto/Brynjar Gauti)
- (Credits: Epa/U.S. Coast Guard)
- (Credits: AFP Foto/Dani Pozo)
- (Credits: Ansa Foto/Ciro Fusco)
- (Credits: AP Foto/Khalid Tanveer)
- (Credits: Andrea Gaiani)
- (Credits: Epa/Jim Lo Scalzo)
- (Credits: Fotos GovBa by Flickr)
SUDAFRICA 2010 - Per la prima volta i mondiali di Calcio si svolgono in Africa. L’ottuagenario Nelson Mandela, in gravi condizioni fisiche, non riesce a partecipare alla cerimonia di inaugurazione dell’evento, che si svolte dall’11 giugno all’11 luglio. Inoltre, la famiglia di Mandela è colpita da un grave lutto, proprio alla vigilia della competizione sportiva internazionale: durante un incidente stradale muore una delle nipotine dell’uomo simbolo della lotta contro l’apartheid. La finale dei mondiali viene vinta dalla Spagna e tutto il mondo impara a riconoscere il suono persistente delle vuvuzelas sudafricane.
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DISASTRO IN PAKISTAN - 14 milioni di sfollati e 2.000 morti. E’ il tragico bilancio delle inondazioni che ad agosto vessano il nord-ovest e il sud del Pakistan. Tra le vittime un giovane italiano, Riccardo Pitton (23 anni) che con degli amici stava facendo trekking sull’Himalaya ed è rimasto fatalmente travolto dal fiume di fango e detriti.
I danni calcolati sono peggiori di quelli del devastante Tsunami del 2004, che si abbattè sulle coste asiatiche. L’Onu dichiara immediatamente l’apertura di una crisi umanitaria, e tra i superstiti esplode anche una drammatica epidemia di colera. Gli aiuti per il Pakistan arrivano da tutto il mondo.
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AFGHANISTAN - La guerra continua a mietere vittime sia tra i civili che tra i talebani. A fine anno Barack Obama, in accordo con la coalizione dell’Isaf, annuncia l’inizio del ritiro delle truppe internazionali da luglio del 2011. Pesante il bilancio per l’Italia; nel 2010 muoiono 11 soldati, tra i quali uno per suicidio. L’ultimo lutto quello nel mese di ottobre, per i 4 alpini vittime dell’esplosione di un ordigno artigianale collocato sul bordo della strada che stavano percorrendo per raggiungere la base, subito dopo essere atterrati a Kabul. E sempre in Afghanistan esplode il caso “Emergency”. Tre medici dell’ospedale dell’organizzazione di Gino Strada a Lashkar Gah vengono arrestati dalle autorità afghane con l’accusa di finacheggiare i terroristi talebani e di nascondere armi nel presidio medico. L’ospedale viene chiuso e alla fine i tre vengono rilasciati perché riconosciuti innocenti.
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UNA BATOSTA PER OBAMA - Il 2 novembre le elezioni del Midterm negli Stati Uniti lasciano molta amarezza in bocca al presidente Barack Obama e ai sostenitori del partito Democratico. E’ netta la vittoria dai Repubblicani che ottengono la maggioranza alla Camera, anche se la compagine “obamiana” continua a mantenere quella al Senato (seppur risicata). Esplodono i candidati del Tea Party, un movimento populista e ultraconservatore che dà filo da torcere anche all’establishment del Grand Old Party (Gop) e che, dopo la vittoria del Midterm, chiede di avere un peso maggiore nelle scelte politiche dei Repubblicani.
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UNA DONNA ALLA GUIDA DEL BRASILE - A dicembre Dilma Rousseff viene incoronata presidente del Brasile dopo il secondo turno di ballottaggio. Sconfigge il candidato conservatore, José Serra, e prende il testimone di Luiz Inacio Lula da Silva. Ma la Rousseff, ex ministro e storico membro del Partido dos Trabalhadores, rappresenta in realtà un continuum politico per il Brasile, essendo la “delfina” del presidente Lula. Durante la combattuta campagna elettorale si afferma un’altra donna, Marina Silva, nata in Amazzonia e leader dei Verdi, che al primo turno si aggiudica a sorpresa un cospicuo pacchetto di voti e che diventa l’ago della bilancia per il futuro politico del Paese.
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- Lunedì 20 Dicembre 2010

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Il 21 Dicembre 2010 alle 0:46 I dieci fatti più importanti del 2010 | Politica Italiana ha scritto:
[...] via http://blog.panorama.it/mondo/2010/12/20/i-dieci-fatti-piu-importanti-del-2010/ AKPC_IDS += “24343,”;Popularity: 1% [?] Posted by admin on dicembre 20th, 2010 Tags: America, Estero Share | [...]
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