
Credits: AP Photo/Greg Baker
La Cina è già il mercato di cellulari più grande del mondo. Più di un cinese su due possiede un telefono mobile, e oggi Pechino vuole portare questa tecnologia anche nelle campagne, per aumentare il tasso di diffusione delle informazioni nella Repubblica popolare e ridurre il gap economico e sociale tra le aree industriali e quelle rurali.
Nei campi iniziano a sentirsi sempre più spesso i campanelli che annunciano l’arrivo di sms. Riportano notizie sui prezzi della carne o del riso, sulle previsioni metereologiche, o sull’interesse del governo a stimolare la coltivazione di un particolare tipo di frutta o verdura. Sono già venti milioni i cinesi fanatici del Nongxington, letteralmente “servizio informativo per le campagne”. L’applicazione è stata lanciata da China Mobile ben quattro anni fa, ma solo oggi la compagnia telefonica orientale ha deciso di investire in maniera massiccia nell’Ovest.
Nelle campagne il cellulare è più o meno alla portata di tutti: quelli base costano una media di venticinque euro. Negli ultimi anni la rete è stata potenziata in maniera tale da coprire anche i territori più remoti, ma mentre il numero delle telefonate è cresciuto velocemente, quasi nessuno ha iniziato a usare internet. Gli esperti di marketing di China Mobile, invece, sono convinti che, se potessero, i contadini cinesi guarderebbero più volentieri telegiornali e approfondimenti “durante l’orario di lavoro” che la sera dopo essere tornati, troppo stanchi, dai campi.
Nongxington serve proprio a questo: chi è iscritto al programma può ricevere via computer o cellulare sms e video messaggi su fatti di cronaca, offerte di lavoro, prezzi di mercato e aggiornamenti sulle richieste dei commercianti di un particolare settore, a seconda degli interessi evidenziati dal cliente. Il canone annuale è di sei dollari, e per evitare di scontentare potenziali clienti, China Mobile ha persino pubblicizzato una promozione che offre un cellulare in omaggio a tutti coloro che spenderanno più di due dollari di traffico internet mensile.
Se i cinesi delle campagne inizieranno a sfruttare le potenzialità della rete, non solo saranno più aggiornati su quello che succede nel paese e potranno migliorare la qualità della vita rurale contando su nuove forme di intrattenimento, ma potranno altresì evitare di essere fregati dai commercianti di città che spesso bluffano sui prezzi di vendita delle derrate agricole, e decidere in maniera consapevole e responsabile verso quali colture conviene loro orientare le produzioni.
- Martedì 21 Dicembre 2010

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Commenti
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Il 21 Dicembre 2010 alle 12:45 indigesto ha scritto:
Queste iniziative, peraltro lodevoli, sembrano più indirizzate al tessuto medio della popolazione, costituito, in provincia e nelle campagne, da commercianti e produttori di prodotti agricoli in genere. Non penso che al momento servano molto alla massa, ancora alle prese con problemi di “alfabetizzazione”.
Il 22 Dicembre 2010 alle 12:48 vincenzoaliascontadino ha scritto:
Cinesi vietano parole Inglesi su stampa.
” Esercita influsso negativo su società ”
In poche parole il “ Berlusconismo ”che offusca il Pd alias news Pd, che questi regimi hanno raggiunto 15mln di morti ed ancora insistono ad usare metodi coercitivi per addomesticare i Popoli. Così vediamo artisti ed intellettuali con cervelli “ sucato ” che nell’opposizione chiamasi “ Democratici ” ma con metodi nefasti dell’Urss: ultimo si chiudere orecchie ed occhi per la negatività dei “ Centri Sociali e Deficienti Inutili” che non sono chiusi e ritornare a lavare per fare Pil e non danni! Un aneddoto da giramondo quando andai in Giappone e alloggiavo all’Hotel Shiba Park Hotel Tokyo e ricordando le parole di una “ amico” Comandante di Jambo 747che che mi raccomandava di chiedere indicazioni solo a giovani, poiché gli anziani sono “ smemorati per l‘atomica ”, così che la po’ per esperienza e conoscenza di treni per muovermi bene. Ecco l’ultima quasi Leggi di Regimi Sudamericani che i Kompagnuzzi in “ Cina vieta parole inglesi su stampa ” sostenendo la tesi che “ Esercita influsso negativo su società ” Giornali, riviste, libri e siti web in Cina non potranno più utilizzare parole inglesi, che “ minano seriamente la purezza della lingua scritta e parlata cinese ”: a stabilirlo è una direttiva emanata lunedì dall’Amministrazione generale della stampa. Ma chi sono io, Batto natale? Il Pci s’è evoluto e vero, ma in peggio, ma chi è questa segreteria Pd Babbo Natale, che fatto il clientelismo, pago a Natale non sapendo il vero nome di Natale, era pappagone e, voi fate gli gnorri non sapendo che, è il contribuente Italiano in discendenza? Morale? Ecco, com’era l’imput nei post Kumpagnuzzi, il titolo: “ Un modo più efficiente di boicottare Berlusconi ”. Berlusconi vende la Standa, anche perché a Palermo si rifiutò di pagare il pizzo, altri, lo no? Più chiaro di così!?
http://vincenzoaliasilcontadin.....su-stampa/
http://www.tgcom.mediaset.it/m.....8829.shtml
http://italy.indymedia.org:800.....pic=2144.0
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