
Il carcere di Valparaiso (Credits: macha.cl by Flickr)
Trecentodiciotto detenuti ogni 100 mila abitanti: è il dato record che ha trasformato il Cile nel Paese con più popolazione carceraria di tutta l’America Latina, più di Brasile e Messico. Una situazione diventata adesso insostenibile e “vicina al collasso” come denunciato da Amnesty International.
Nelle ultime settimane, infatti, dopo l’incendio che lo scorso 8 dicembre ha causato la morte di 81 carcerati nel carcere San Miguel a Santiago, come un effetto domino le proteste si sono sparse a macchia d’olio a decine in tutte le carceri dello Stato. L’ultima è avvenuta nel centro di detenzione di Antofagasta, nel nord, dove una rivolta interna ha lasciato 6 feriti tra le guardie e 13 in cella d’isolamento tra i detenuti.
Per non parlare poi del maxisciopero della fame cui più di 2.500 detenuti si stanno sottoponendo da giorni in un’altra prigione di Santiago per protestare contro le dure condizioni carcerarie. Sotto accusa finisce soprattutto il sovraffollamento, con tutte le conseguenze che esso genera: violenza, scarse condizioni igieniche, promiscuità.
La popolazione carceraria cilena - tanto per avere un’idea delle proporzioni - si attesta sui 54 mila individui ma i posti letto a disposizione sono solo 34 mila. Le rivolte dunque degli ultimi giorni, secondo Hernán Vergara, presidente di Amnesty International in Cile “sono servite a richiamare l’attenzione pubblica e a rendere visibili i gravi problemi del sistema carcerario. Non c’è davvero tempo da perdere”, ha aggiunto Vergara.
Per Liza Zúniga, del Flacso, il programma di sicurezza della facoltà latinoamericana di scienze sociali del Cile, a monte dell’emergenza ci sarebbe la politica del governo nei confronti dei criminali che “privilegia la privazione della libertà come pena principale”. Al contrario, prosegue la Zúniga, “la vera soluzione sarebbe quella di istituire pene alternative come i lavori in comunità, gli arresti domiciliari o l’uso di braccialetti elettronici”.
- Mercoledì 22 Dicembre 2010

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Commenti
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Il 27 Dicembre 2010 alle 5:01 jimmie01 ha scritto:
Ai detenuti non piacciono le condizioni della prigionia? Too bad!!! E` colpa loro se son finiti al fresco. Hanno violato la legge e oggi pagano le conseguenze. Amen. Int. et similia continuano a propinarci tutto il ciarpame della ideologia socialista, tanto cara anche ai liberals ( progressives ) di casa mia. Ma il carcere e` luogo di ricupero del reo solo dopo essere stato luogo di punizione, ovvero espiazione, per il reato-crimine commesso. Punto. Invece questi qua’ propongono il lavoro in comunita’, gli arresti domiciliari o l’ uso di braccialetti elettronici. Come no!! Ci manca solo che si offrano denari ai criminali perche` evitino di infrangere la legge!!!!
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