
(Credits: Epa/Jalil Rezayee)
Un miliardo e mezzo di euro e 7.300 militari impegnati oltremare. Nel 2011 lo sforzo militare italiano nelle operazioni internazionali non subirà importanti variazioni rispetto all’anno che sta per concludersi.
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, durante il tradizionale collegamento con i comandi delle principali missioni italiane all’estero per gli auguri di Natale, ha confermato l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del rifinanziamento delle missioni internazionali.
Si tratta di 750 milioni di euro per il primo semestre, cifra che - salvo imprevisti - dovrebbe venire rifinanziata anche nel semestre successivo. La Russa ha evidenziato che “il numero di militari impiegati all’estero diminuisce di 400 unità ma cresce il numero dei componenti del contingente in Afghanistan”.
La riduzione di forze nei Balcani e in Libano, avviata già quest’anno, ha consentito di non far lievitare i costi generali delle missioni oltremare e viene in parte bilanciata dall’aumento delle truppe schierate a Herat e dintorni che raggiungeranno nei prossimi mesi i 4.200 effettivi.
Il contingente schierato in Afghanistan rappresenterà quindi oltre la metà dei militari italiani dislocati presso 26 missioni a guida Nato, Unione Europea o Onu in 20 Paesi.
Anche in Afghanistan le forze italiane sembrano però destinate a ridursi già dai prossimi mesi. Secondo quanto riferito dal Ministro degli Esteri, Franco Frattini, il ritiro dei soldati italiani dall’Afghanistan inizierà nella primavera del prossimo anno mentre nel 2014, alla fine del mandato del presidente Karzai, ci sarà il ritorno a casa di tutte le truppe combattenti anche se resteranno gli istruttori per preparare le forze di Kabul. “Noi abbiamo detto che la primavera del 2011 è il momento opportuno per l’inizio del ritiro, ma che ovviamente questo lo faremo in coordinamento con il comando della Nato”.
Nei giorni scorsi, La Russa aveva però ammesso che la missione afghana “non sarà una passeggiata” e manterrà la sua pericolosità anche nel 2011 affermando di non prevedere una riduzione della violenza resa del resto improbabile da tutti gli indicatori che segnalano una recrudescenza degli scontri e un aumento delle perdite alleate che nel 2010 hanno superato le 700 unità. Difficile, quindi, ipotizzare la possibilità di iniziare il ritiro delle truppe in queste condizioni.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel collegamento in videoconferenza dal COI (Comando Operativo Interforze) per lo scambio di auguri natalizi con i comandanti delle missioni militari, ha evidenziato come le riduzioni di fondi nel bilancio della Difesa non riducano il livello di sicurezza dei nostri militari impegnati nelle missioni di pace.
Da tempo, i fondi destinati a finanziare le missioni vengono utilizzati anche per addestrare i reparti destinati a schierarsi oltremare, ma negli ultimi due anni il crollo dei fondi destinati all’Esercizio (addestramento, ricambi, carburante, manutenzione) ha creato una situazione paradossale. Solo i reparti destinati all’immediato impiego oltremare vengono addestrati a sufficienza mentre gli altri perdono progressivamente operatività a causa di scarso addestramento e ridotta manutenzione dei mezzi.
L’ulteriore taglio di queste risorse (meno 18 per cento nel bilancio 2011 per l’Esercizio) non potrà che peggiorare la situazione.
- Giovedì 23 Dicembre 2010

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.