
(Credits; AP Foto/Angelo Carconi)
A Roma è scattato l’allarme per la sicurezza delle sedi diplomatiche. Due pacchi bomba sono stati recapitati all’ambasciata svizzera e a quella cilena ed esplodendo hanno ferito due impiegati. Il primo, l’addetto alla cancelleria dell’ambasciata svizzera, è stato immediatamente ricoverato al Policlinico Umberto I per gravi ferite alle mani.
Verso l’ora di pranzo l’addetto allo smistamento della posta dell’ambasciata svizzera (un uomo di 53 anni) stava scartando plichi e pacchi da solo nel suo ufficio. Improvvisamente un’esplosione lo ha investito, ferendolo gravemente alle mani. Ricoverato d’urgenza è stato operato dall’equipe dei chirurghi del Policlinico romano, che gli ha salvato entrambi gli arti. A poche ore di distanza un altro plico esplosivo è deflagrato negli uffici dell’ambasciata del Cile. Anche lì è rimasto ferito l’addetto alla cancelleria, ma in modo più lieve rispetto al suo omologo svizzero.
Tensione e paura. L’ambasciata della Svizzera nel quartiere Parioli a Roma è accerchiata da camionette di Carabinieri, giornalisti e curiosi. Alle telcamere di SkyTg24 l’ambasciatore, Bernardino Regazzoni, dichiara che finora non è arrivata alcuna rivendicazione e che gli inquirenti stanno seguendo delle piste, ma ancora non si possono fare ipotesi né sulla paternità dell’attentato, né sul suo movente. L’ambasciatore ha poi confermato che l’addetto ferito è fuori dal pericolo di vita e non ha perso la mano compromessa in maniera più grave.
Subito dopo l’esplosione il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si è recato presso la sede diplomatica svizzera per portare il proprio sostegno all’ambasciatore e ha perentoriamente escluso che il pacco bomba di stamattina rientri nella strategia della tensione che ultimamente ha colpito Roma. “In questo caso - ha detto il sindaco - mi sento di escludere totalmente un intento comune con quello degli ultimi fatti che hanno riguardato la città di Roma e credo che la causa sia piuttosto da indagare tra le piste internazionali”.
Allarme anche all’ambasciata dell’Ucraina, per una cartolina di auguri “sospetta” che, però, non è esplosa né ha provocato danni. La radio elevetica ha ricordato che a ottobre scorso era stato rinvenuto un pacco esplosivo adiacente ai muri esterni dell’ambasciata di Roma, ma non c’era stata alcuna deflagrazione. E in serata il ministro degli Interni, Roberto Maroni, parla di una pista anarchica, sulla falsariga dei pacchi-bomba recapitati a varie sedi diplomatiche in Grecia il mese scorso.
- Giovedì 23 Dicembre 2010

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