- Tags: Congo, Katanga, La mia Africa, nucleare, wikileaks
- Lascia un commento

Miniera di uranio in Katanga (Credits: Afp Photo/Gwenn Dubourthoumieu)
Centotrentotto barre di combustibile nucleare. Un sito nucleare semi-abbandonato. Un Paese turbolento: il Congo “atomico” preoccupa gli Usa.
Poco distante da Kinshasa, il Centro Regionale di Studi Nucleari ricorda a tutti il passato dell’ex colonia belga. Le bombe nucleari di Hiroshima e Nagasaki vennero fabbricato con uranio proveniente da miniere del Katanga.
Nel 1958, il reattore Triga I fu il primo del continente. Poi, nel 1970, ci fu il Triga II, che smise di funzionare nel 1992. Ma il sito che lo ospita contiene ancora 138 barre di combustibile nucleare debolmente arricchite. Lo ricorda un dispaccio diplomatico pubblicato da WikiLeaks, datato 8 settembre 2006.
All’origine, nel sito, si trovavano 140 barre di combustibile: due furono rubate nel 1998. Le autorità italiane ne recuperarono una a Roma, mentre la mafia cercava di venderla ad acquirenti non meglio identificati del Medio Oriente. La seconda non è mai stata ritrovata.
Un anno e mezzo dopo, i diplomatici statunitensi tornarono nello stesso centro di Kinshasa, trovando la situazione praticamente tale e quale. In un nuovo rapporto del 2007, gli americani denunciarono il furto di 40 contenitori di uranio e di altro materiale radioattivo, che dal Congo stava circolando senza controllo nel continente africano.
Anche dalla Tanzania partirono rapporti statunitensi allarmati. Nel 2006, un diplomatico svizzero riferì di come stavano diventando frequenti i carichi di uranio inviati dal Congo all’Iran.
La vicenda denuncia ancora una volta lo stato di anarchia totale in cui versa l’ex Zaire e gli occhi degli Usa puntati sul Paese africano in cui vige la legge della corruzione e i controlli dello stato sono scarsissimi. Gruppi armati “ribelli” o governativi controllano spesso siti minerari per sfruttarli a loro piacimento.
Gli americani notarono che nel sito nucleare di Kinshasa lavoravano circa 180 persone, con salari che andavano dai 50 ai 140 dollari al mese. Nessun sistema di allarme, guardie senza alcuna formazione sorprese a dormire. Insomma, tutti i presupposti per trafugare facilmente materiale radioattivo. Cosa in effetti avvenuta.
In più, un funzionario dell’Agenzia Atomica Internazionale (AIEA) constatò nel 2006 che alcuni contadini coltivavano manioca a ridosso del sito e i raccolti contenevano un alto livello di radioattività.
Contattato dal settimanale Jeune Afrique, il ministro congolese della comunicazione Lambert Mende ha riconosciuto di non essere a conoscenza di quei dispacci, ma ha affermato che dal 2006 le cose sono sensibilmente migliorate sul sito. Secondo Mende, funzionari AIEA controllano l’impianto due volte l’anno e non hanno più registrato irregolarità.
Kinshasa comunque non nasconde le sue ambizioni nucleari: “Vogliamo andare avanti nella ricerca” ha detto Mende “che ha permesso avanzamenti nel settore medico e vogliamo far tornare gli impianti al loro funzionamento ottimale”.
- Giovedì 23 Dicembre 2010

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.