
Poliziotto a Jos, nel centro della Nigeria (Credits: Afp/Pius Utomi Ekpei)
Attacchi e violenze hanno segnato i giorni scorsi in Nigeria.
Esplosioni a catena a Jos, nello stato centrale di Plateau, hanno ucciso almeno 80 persone e ferite altrettante. Sei uomini, tra cui un sacerdote, sono rimaste uccisi durante la messa di Natale in attacchi compiuti da bande di estremisti islamici contro due chiese battiste a Maiduguri, nello stato di Borno, nel nord-est del Paese. Una delle due è stata data alle fiamme.
Fonti della polizia locale attribuiscono quest’ultimo attacco al gruppo islamico Boko Haram, che già lo scorso anno si era reso responsabile di una lunga serie di violenze nel nord della Nigeria, e di attacchi anche contro la polizia.
I miliziani di Boko Haram si definiscono “talebani”, si ispirano ad Al Qaeda, ma non hanno alcun legame con la galassia di Bin Laden. Proclamano la guerra santa e contano alcune centinaia di seguaci. Il nome, un misto di arabo e hausa significa “la scuola occidentale è vietata”.
“La situazione è preoccupante e il governo farà tutto il possibile per catturare gli autori di questi atti malvagi”, ha detto il governatore dello stato di Borno, Ali Sheriff, commentando gli attacchi contro le due chiese di Maiduguri. Nel villaggio, negli ultimi 5 mesi, il gruppo armato ha fatto oltre 50 vittime.
La cittadina di Jos è proprio al confine fra due regioni abitate da cristiani e animisti a sud e musulmani a nord. Ma perché questi scontri così sanguinari che da anni non danno tregua al Paese?
Le motivazioni non sono esclusivamente religiose, ma anche politiche ed economiche: i musulmani delle tribù hausa - fulani, vivono di pastorizia e commercio.
I cristiani, Berom, Anaguta e Afisare sono agricoltori, stanziali e si sentono minacciati quando i pastori scendono dal nord in cerca di nuovi pascoli.
I cristiani supportano poi il Partito democratico che è al potere nello Stato e a livello federale. Insomma una miscela esplosiva di motivazioni e tensioni che dà linfa alle bande armate dei due schieramenti e che dal 2001 nel solo stato di Plateau ha fatto duemila morti.
C’è però un preoccupante elemento di novità: è la prima volta che in attacchi settari si utilizzano esplosivi, come ha sottolineato il funzionario di Polizia di Jos, Abdulrahman Akano: “presumibilmente dinamite”.
Secondo il governatore dello stato di Plateau, l’obiettivo degli attentati è di innescare una nuova spirale di violenza fra cristiani e musulmani per compromettere così la fase pre-elettorale in cui sta entrando la Nigeria.
Il 9 aprile si terranno infatti le elezioni presidenziali, una settimana prima quelle legislative. Il più popoloso Paese africano, potenza economica emergente del Continente Nero, 36 stati, 158 milioni di abitanti, deciderà del suo futuro.
- Lunedì 27 Dicembre 2010

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Commenti
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Il 28 Dicembre 2010 alle 18:49 anna.one ha scritto:
Nel frattempo in Somalia..
http://terrorfreesomalia.blogs.....en-us.html
“Obama deve convertirsi all’Islam prima della nostra invasione dell’America” dice il leader del gruppo al Shabaab.
Verrebbe da ridere se la minaccia non fosse da prendere sul serio perche’, pur non avendo fatto attentati terroristici fuori dall’Africa, l’intelligence e’ da tempo preoccupata perche’ il gruppo al Shabaab recluta e addestra giovani somali-amricani.
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