
Poliziotto di guardia a Copacabana (Credits: aleξ by Flickr)
Chi meno uccide più guadagna. È questo il nuovo e sorprendente incentivo messo in atto dai vertici polizia di Rio de Janeiro che, dopo gli scontri con i narcos di fine novembre, sta riorganizzandosi al suo interno. È stato lo stesso Ufficio della Sicurezza della cidade maravilhosa a rendere noto oggi che, dal 2011, saranno introdotti aumenti di stipendio, bonus e incentivi per quei poliziotti che non uccideranno.
La misura fa forse scalpore in Italia dove, perché un poliziotto faccia bene il suo lavoro, è implicito che non debba uccidere, se non in casi di legittima (e dimostrata) difesa. A Rio, invece, non è così dal momento che ogni giorno le forze dell’ordine uccidono in media oltre due abitanti ogni giorno.
Tra il gennaio e l’ottobre di quest’anno, secondo le statistiche dell’Istituto per la Pubblica Sicurezza (che non considerano i casi occultati o dubbi), a Rio, dalla polizia sono state uccise 697 persone, circa il doppio delle 388 vittime uccise nello stesso periodo nello stato di San Paolo che però ha tre volte più abitanti di Rio.
In un Paese dove evidentemente si ammazza per un nonnulla, questa misura fa sperare in un cambiamento ma apre anche un dibattito durissimo su etica e cittadinanza. Anche perché, nelle statistiche brasiliane, gli omicidi commessi dalle forze di polizia finiscono sotto la voce resistência seguida de morte, ovvero “resistenza con morte susseguente”, una terminologia che dovrebbe essere cambiata in “omicidio per legittima difesa” a detta del difensore civico della Polizia paulista Luiz Gonzaga Dantas perché molto spesso induce a chiudere a priori le inchieste su eventuali abusi.
Il premio in busta paga per il poliziotto di Rio che ucciderà di meno nel 2011, inoltre, arriva a 12 anni dalla fine di un bonus che aveva esattamente il fine opposto. Dal 1995 al 1998, infatti, proprio a Rio vigeva la tristemente nota “gratificazione far-west” che premiava con aumenti di stipendi i poliziotti protagonisti di “atti di coraggio”. In realtà, a detta degli specialisti, molto spesso i cosiddetti atti consistevano in realtà nell’uccisione “a piacere” di criminali, veri o presunti.
- Lunedì 27 Dicembre 2010

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 28 Dicembre 2010 alle 0:06 jimmie01 ha scritto:
Mah, io penso che i polizziotti brasiliani hanno fatto proprio il ” motto ” delle forze dell’ ordine USA: e’ meglio essere giudicati da 12 ( il numero dei giurati in un processo penale ) che essere portati da 6 ( il numero dei colleghi che portano a spalla la bara ). Nel dubbio spara per primo e cerca di restare vivo. Ma adesso a capo del Brasile c’e’ una comunista che vorra` di sicuro introdurre nel suo Paese tutta la spazzatura della idelogia di cui si fa portatrice. Peccato che il ” volemose bene ” e cerchiamo di non far del male agli altri non era nei suoi principii quando era una guerrigliera ( terrorista ). What a clown!!!
Il 28 Dicembre 2010 alle 18:21 p.a.d ha scritto:
Mr. Manzo, che si dice dalle sue parti sull’intenzione di Dilma di opporsi all’asilo politico a Battisti e concederne invece l’estradizione in Italia?
Quantomeno terrebbe fede ai propositi esternati qualche mese fa… Ma pare che il suo “tutore” Lula sia ancora dell’avviso di ostacolare l’operazione!
Mi chiedo in cosa siano consistite le intercessioni della “bella” Carla Bruni, da sempre paladina degli ideali terroristici e delinquenziali del peggior lignaggio, per vedere un personaggio come Lula che si spaccia sempre per saggio ed equilibrato fare tanta resistenza al rilasciare un delinquente alla giustizia italiana. Tanto più che se c’è un paese che non può certo dirsi felice in fatto di giustizia è proprio il Brasile… viste le premesse di questo stesso articolo.
;)
NOTA PER FUMIN
È una domanda che pongo direttamente al sig. Manzo, e quindi non si spertichi in uno dei suoi soliti ritornelli.
Tanto lo sappiamo già che quando si parla di delinquenti, ,ei è l’eterno loro sostenitore… Che siano piccoli o importanti come un presidente di un qualunque paese di questo mondo, soprattutto dell’America Latina. :)
Il 29 Dicembre 2010 alle 21:11 pasalaam ha scritto:
Gentile signor Manzo,
sono certo che non me ne vorrà di uscire un po’ dall’argomento, pur restando in Brasile, pese che lei sembra conoscere bene.
È di oggi la notizia che, dopo lunghi tentennamenti, il “Presidente dei poveri”, da noi più conosciuto come “Lula-hop” ha deciso di negare l’estradizione del pluriassassino Battisti.
Secondo la stampa, inoltre, la decisione di Lula sarebbe contraria alla sentenza emessa dal Supremo tribunale federale brasiliano che, nel 2009 aveva autorizzato l’estradizione.
Mi asterrò dal commentare il comportamento di un difensore del diritto che ignora una sentenza per proteggere un assassino ma mi farebbe piacere avere la sua opinione.
Cordiali saluti e buon capodanno (nd Manzo oggi ne ho scritto su tra gli altri La Stampa, pezzo più di cronaca, ed Europa, più di analisi, nelle prossime ore, quando avremo l’ufficialità della decisione di Lula con annesse motivazioni conto di farlo anche qui. Contraccambio gli auguri!)
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.