
Proteste sudcoreane contro l'aggressione dal nord (EPA/KIM HEE-CHUL)
“L’Esercito di Liberazione Popolare deve prepararsi a combattere a fronte di un sempre più probabile deterioramento degli equilibri regionali“, ha dichiarato il Ministro della Difesa cinese nel corso di un’ intervista rilasciata alla televisione di stato CCTV. “La pace non è un dono del cielo“, gli ha fatto eco il generale Liang Guanglie, “e non dobbiamo dimenticarci che anche se oggi c’è pace sotto il cielo, dovremo far fronte a pericoli e paure inevitabili se ci dimentichiamo di prepararci per la guerra”, riassumendo un famoso detto orientale.
Il riferimento alla crisi coreana è evidente, “e anche se”, ci tiene a puntualizzare il generale Liang, “le probabilità di una guerra totale restino oggi ancora relativamente limitate, la Cina non può permettersi di sottovalutare i segnali di allarme legati alle emergenze regionali ne’ le pericolose conseguenze di scontri accidentali tra eserciti di nazionalità diverse”.
“La Repubblica popolare completerà il suo processo di modernizzazione militare solo nel 2050, ma già nel 2020 la meccanizzazione completa dell’esercito e i migliorament ottenuti nel campo dell’intelligence le garantiranno una facile vittoria in conflitti regionali di qualsiasi portata”, ha aggiunto il Generale.
Resta da vedere da che parte potrebbe decidere di schierarsi Pechino nel caso in cui l’Asia venisse seriamente minacciata da una seconda Guerra di Corea. Uno scenario che sembra diventare ogni giorno meno remoto alla luce delle evoluzioni militari decise da Seul e Pyongyang. La seconda avrebbe infatti addestrato nelle ultime settimane 20.000 soldati da aggiungere ai 180.000 militari già parte di corpi speciali che “potrebbero portare a termine”, annuncia con preoccupazione la Corea del Sud, “un pericoloso attacco a sorpresa“.
Dei corpi speciali della Corea del Nord fanno parte tutti quei soldati addestrati per diventae cecchini, assassini, o uomini chiave per infiltrarsi in territorio straniero e mettere fuori uso attrezzature di chiara importanza strategica.
Negli ultimi mesi Seul e Pyongyang hanno fatto più volte tremare il mondo di fronte al pericolo di un conflitto. Anche se qualche giorno fa il Presidente della Corea del Sud Lee Myung-Bak ha rassicurato i membri dei Six Party Talks sottolineando l’importanza di tornare a sfruttare i negoziati diplomatici, non le pallottole, per risolvere la crisi. Ma è evidente che se Pyongyang continuerà a potenziare il suo esercito, Pechino non potrà farsi cogliere impreparata, indipendentemente dagli scenari di alleanze futuri.
- Giovedì 30 Dicembre 2010

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 30 Dicembre 2010 alle 18:22 indigesto ha scritto:
“Si vis pacem para bellum” dicevano dalle parti nostre. E quando decisero che la guerra dovevano farla gli altri in vece loro si ritrovarono i barbari in casa, e ancora ne subiamo le conseguenze.
Fa bene la Cina ad armarsi e fa meglio ad ipotizzare conflitti circoscritti, regionali ossia. Farebbe male la Sudcorea, gentile Professoressa, ad illudersi sulla posizione che prenderà la Cina. Chi nasce tondo difficilmente diventa quadro. Almeno per un pò! Saluti.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.