
Barack Obama (Credits: LaPresse/Pablo Martinez Monsivais)
Aveva lanciato un appello via radio tre giorni fa, nel suo discorso del sabato mattina: sono pronto a collaborare con tutti quelli che lo vorranno. Un calumet della pace offerto alla vigilia della prima seduta del 112°Congresso, quello uscito dalle elezioni di Medio Termine.
La risposta è stata una serie di bordate e cannonate che fanno capire come il GOP abbia deciso di fare la guerra a Barack Obama, senza alcuna possibilità di tregua. Una dimostrazione di muscoli, ma anche un messaggio ai deputati e senatori del Tea Party contro l’establishment.
L’immagine di un presidente vincente - come era uscita dalle cronache del Palazzo negli ultimi mesi di vita del 2010 e del precedente Congresso, dopo le vittorie di Obama sul Trattato Start, sull’abolizione del veto per i gay dichiarati nelle forze armate e sugli sgravi fiscali - deve essere cancellata da parte dei repubblicani.
Sbarcano (o tornano a Capitol Hill) con l’intento di lanciare una controffensiva in grande, grande stile. Il primo obiettivo è la Riforma Sanitaria. Vorrebbero votare una revisione della legge approvata solo qualche mese fa prima del Discorso sullo Stato dell’Unione che Barack Obama terrà verso la fine di gennaio. Il primo voto si terrà il 12 gennaio. Sarà la prima, vera prova di forza.
I lawmakers del GOP affermano di avere i numeri sufficienti per poter bypassare il veto della presidenza grazie ai voti di alcuni democratici moderati. In realtà, queste dichiarazioni hanno più il sapore della propaganda che altro. Rimane (di fronte all’opinione pubblica) il messaggio di un partito repubblicano deciso a lanciare all’assalto alla fortezza Casa Bianca, con l’obiettivo di impedire a Obama di governare.

Il futuro Speaker della Camera John Boehner (Credits: LaPresse/Haraz N. Ghanbari)
Una guerra che ha anche il suo inno: Undo it, la canzone della cantante country Carrie Underwood, una delle hit del momento. Un testo non certo scelto a caso. Dopo averne subite di tutti i colori, la protagonista della canzone si “disfa” del rapporto con il suo disastroso partner.
Gli altri obiettivi che i repubblicani vogliono colpire a suon di votazioni sono stati elencati dal prossimo Speaker della Camera, quel John A. Boehner che prenderà il posto della democratica Nancy Pelosi: programmi d’aiuto federali, i limiti delle emissioni previsti per le raffinerie di petrolio e altre leggi che, secondo il GOP, sono anticostituzionali e che, quindi, devono essere riviste.
La controffensiva sarà molto forte. La vigilia dell’attacco è stata caratterizzata dal lancio di potenti missili verbali. Il più esplosivo è stato sparato da Darrell Issa, futuro presidente della Commissione della Camera che si occupa di supervisionare le Riforme Federali, che ha definito quella guidata da Obama “una delle più corrotte amministrazionì” (nella storia degli Usa).
Issa, californiano, ha annunciato un’inchiesta sulle spese del budget federale sostenute dal governo Obama negli ultimi due anni. Un’azione che sembra avere nel mirino più che eventuali casi di corruzione, gli sprechi fatti, o gli stanziamenti decisi dall’amministrazione. Anche in questo caso, un segnale politico di guerra da parte del GOP nei confronti della Casa Bianca.
Basta regalare vittorie parlamentari a un presidente che era in difficoltà. D’ora in avanti, i repubblicani spareranno ad alto zero.
——
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
- Martedì 4 Gennaio 2011

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Commenti
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Il 4 Gennaio 2011 alle 18:27 anna.one ha scritto:
LET’s ROLL!!!
I repubs devono mantenere le promesse fatte!
LOL bella la “vittoria” di Obama sul trattato START, come previsto sta facendo una…”figuraccia” :)
Un funzionario della camera bassa della Duma dice che, come sancisce il nuovo trattato di riduzione delle armi strategiche, START, il parlamento russo riafferma che il trattato limita i piani americani per la difesa missilistica, contrariamente alla posizione espressa da funzionari degli Stati Uniti.
Il portavoce della Casa Bianca Tommy Vietor dice all’ ABC News, “Il Presidente ha inviato una lettera al Senato il 18 dicembre che dice: ‘Il Nuovo trattato Start non pone alcuna limitazione per lo sviluppo o la distribuzione dei nostri programmi di difesa missilistica.’ Questo resta il caso “. …
Nel mese di aprile, Sergei Prikhodko, consulente senior del presidente Dmitri Medvedev ha affermato : ” i negoziatori hanno dovuto inserire la connessione indissolubile tra offensiva strategica e strategico degli armamenti difensivi (difesa missilistica IE) nel Trattato. Questo e’ stato soddisfatto con successo e l’importanza di questo collegamento, quando la riduzione degli armamenti strategici offensivi saranno inclusi nel trattato ed essere giuridicamente vincolanti … il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov aveva anche affermato che” il collegamento con la difesa missilistica e’ chiaramente espresso nel secondo e viene giuridicamente vincolante. ”
Ora Obozo dice che si sbagliano!
Bella confusione, awesome “smart power” di Barry, senza contare dei negoziatori!
Ora e’ quasi certo che Barry dovra’ armeggiare sulla difesa missilistica con i russi che potrebbero ritirarsi prima delle elezioni, cio’ e’ gia’ un motivo d’imbarazzo e il trattato non sopravvivera’ la sua presidenza!
Il 4 Gennaio 2011 alle 18:48 Tweets that mention Stati Uniti: spirito bipartisan bye bye. I repubblicani dichiarano guerra a Obama - Mondo - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:
[...] This post was mentioned on Twitter by Riviste Italiane. Riviste Italiane said: Rivista: Stati Uniti: spirito bipartisan bye bye. I repubblicani dichiarano guerra a Obama http://ow.ly/1aINhD [...]
Il 4 Gennaio 2011 alle 23:45 Stati Uniti: spirito bipartisan bye bye. I repubblicani dichiarano guerra a Obama | Politica Italiana ha scritto:
[...] via http://blog.panorama.it/mondo/2011/01/04/stati-uniti-spirito-bipartisan-bye-bye-i-repubblicani-dichi… AKPC_IDS += “25064,”;Popularity: unranked [?] Posted by admin on gennaio 4th, 2011 Tags: America, Estero Share | [...]
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