
Viktor Orban (Credits: Ap Foto/Thierry Charlier)
A Budapest la controversa “legge bavaglio” non verrà cambiata. Alla vigilia della visita del Commissario europeo per le telecomunicazioni, il governo ungherese punta i piedi e difende la scelta del pacchetto di norme che puniranno con multe salatissime chi andrà contro “l’interesse, la morale e l’ordine pubblico”.
L’Europa è “molto preoccupata” su un argomento cui da sempre è estremamente sensibile: la libertà di stampa. Secondo le voci, alimentate soprattutto da Gran Bretagna, Germania e Lussemburgo, la nuova legge sui media votata dalla maggioranza conservatrice del premier ungherese Viktor Orban, rischia di mettere un bavaglio alla libertà dei giornalisti e limitare il loro “campo d’azione”. Le multe per le tv e i broadcast che calpesteranno le nuove norme arrivano a sfiorare il milione di dollari, centomila quelle per la carta stampata. Nascerà inoltre una nuova authority di controllo e vigilanza, e anche su quest’ultima e sulla sua imparzialità si concentrano le preoccupazioni del mondo dei media.
La paura dell’opposizione è che sotto la bandiera dell’ordine e della morale pubblica si possa in realtà nascondere la volontà di regolare i conti con gli avversari politici, spegnendo la loro voce e bastonandoli con multe talmente salate da costringere emittenti e giornali ad autocensurarsi. Una grande preoccupazione per la comunità europea che, per voce di Neelie Kroes, Commissario alle telecomunicazioni dei Ventisette, ha espresso la sua “inquietudine”. La Kroes sarà a Budapest venerdì, in occasione dell’inizio della presidenza ungherese del semestre europeo. Una coincidenza, quella delle presidenza di turno, che imbarazza (e non poco) i piani alti di Bruxelles. Ma ci sarebbe anche un’altra spinosa questione sul tavolo magiaro, ossia la tassa anticrisi retroattiva che colpisce le società di distribuzione, telecomunicazione ed energia. Nei giorni passati tredici grandi gruppi europei hanno presentato un ricorso formale a Bruxelles.
Infine, l’Ue è “molto preoccupata” per la nuova authority di controllo sulle telecomunicazioni costituita ad hoc dal governo ungherese, nonostante da Budapest arrivino rassicurazioni che la nuova legge non verrà brandita come una spada per tagliare la testa all’opposizione. Fatto sta che i giornalisti e i media ungheresi sono da giorni in fibrillazione e proseguono le campagne e i sit-in contro le scelte di Viktor Orban, che ha comunque provveduto a far tradurre la nuova legge in inglese, così da poterla distribuire ai media europei, con l’intento di dimostrare l’infondatezza delle accuse che gli sono state rivolte. Insomma, non sarà una visita di piacere quella che Neelie Kroes si appresta a fare nella città sul Danubio.
- Mercoledì 5 Gennaio 2011

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