
Zuppa delle sette erbe (Credits: Zuma/LaPresse)
In Giappone oggi le famiglie hanno gustato la famosa “Zuppa delle sette erbe” (Nanakusa-gayu), che dovrebbe portare loro fortuna e salute per l’anno appena cominciato. Il 7 gennaio, infatti, si celebra la “Festa dell’Uomo” (Jinjitsu), per ricordare la data in cui, secondo le antiche tradizioni locali, avvenne la creazione degli esseri umani. Un tempo si trattava di una festa importante, nel corso della quale era abitudine comportarsi in maniera particolarmente compassionevole: venivano condonate le pene ai criminali e ognuno cercava di dimostrarsi generoso verso il prossimo.
Oggi le vecchie consuetudini si sono perdute, ma è sopravvissuta l’abitudine a cucinare la famosa zuppa. Si tratta di una tradizione molto antica: ve ne sono tracce già nelle memorie scritte oltre mille anni fa da una dama di compagnia dell’Imperatrice, nelle quali viene descritta la ricetta. La preparazione della pietanza avviene, oggi come secoli fa, secondo un preciso rituale. La notte del 6 gennaio chi è incaricato di cucinare – di solito, la donna – deve appoggiare un cucchiaio per il riso (che si chiama, appunto, nanakusa) e un pestello su un tagliere, posizionandoli in modo da creare una figura che, sempre secondo la tradizione, è di buon augurio. Il mattino dopo, alla cuoca tocca sminuzzare le sette erbe (seri, nazuna, gogyo, hagobera, hotokenoza, suzuna e suzushiro: ortaggi poco noti dalle nostre parti, ma che in Giappone si possono facilmente trovare al supermercato, anche confezionate tutte insieme). Nel farlo, deve intonare un canto che è ispirato al prossimo ritorno degli uccelli migratori dalla Cina. Al brodo ricavato dalle sette erbe si deve aggiungere del riso cotto molto a lungo, fino a diventare pastoso. Si può consumare in famiglia o anche a uno dei templi in cui viene celebrata la Festa dell’Uomo, come quello di Kyriu, a poca distanza da Tokyo, dove stamattina all’alba sono state distribuite centinaia di ciotole di zuppa.
Gli ingredienti che la compongono hanno ottime proprietà digestive e la Zuppa delle sette erbe è una pietanza molto leggera , che probabilmente veniva cucinata per riequilibrare l’organismo dopo le libagioni consumate durante le feste per la fine dell’anno, durante le quali, un po’ come da noi, le tavole delle famiglie giapponesi vengono riempite di portate ipercaloriche. La consumazione della zuppa ha progressivamente acquisito un valore sacrale: sorbirne una porzione, un tempo, significava assicurarsi buona salute per i dodici mesi venturi.
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Claudia Astarita lavora come ricercatrice presso il Centro di Studi Asiatici della Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.
- Venerdì 7 Gennaio 2011

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Commenti
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Il 8 Gennaio 2011 alle 18:31 indigesto ha scritto:
Sarebbe opportuno indicarci, gentile Professoressa, con i nomi usati dalle nostre parti, questi ortaggi, se pur poco noti. Se non adeguatamente indirizzati gustarli diventa qualcosa di “irragiungibile”! Saluti.
Il 9 Gennaio 2011 alle 11:08 Tweets that mention La zuppa delle sette erbe che porta fortuna nel nuovo anno - Mondo - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:
[...] This post was mentioned on Twitter by Medifocus. Medifocus said: La zuppa delle sette erbe che porta fortuna nel nuovo anno http://bit.ly/eBuvPO [...]
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