
Un uomo legge il Corano in una Moschea di Peshawar, in Pakistan (Credits: Alexandre Meneghini/AP)

“Educazione sessuale per i musulmani“, è questo il titolo inglese del libro con cui Mobin Akhtar sta cercando di offrire un corso di educazione sessuale ai pakistani. Quello in urdu, la lingua locale, è “problemi speciali dei giovani”. Si tratta di una pubblicazione che aiuta gli islamici a vivere la propria sessualità senza infrangere nessun dogma.
Akhtar è uno psichiatra di 81 anni convinto che i tabù sessuali del paese danneggino la salute e la felicità dei giovani. Il medico pachistano ha raggiunto questa consapevolezza lavorando con i sui pazienti, e ha deciso di scrivere questo libro per raggiungere anche tutti coloro che non hanno mai avuto il coraggio di rivolgersi a uno specialista per sfogare il proprio malessere.
“Molti adolescenti, soprattutto i ragazzi, quando raggiungono l’età della pubertà e il loro corpo inizia a crescere credono che i cambiamenti dipendano da qualche malattia”, ha spiegato il dottor Akhtar alla BBC. ”Se poi iniziano a masturbarsi, le famiglie li convincono che questo comportamento è peccaminoso oltre che dannoso per la salute. Molti di questi giovani iniziano a soffrire di depressione, e alcuni tentano addirittura il suicidio. Io stesso ho scoperto il significato della pubertà solo quando mi sono iscritto alla scuola di medicina”.
Nelle scuole e negli ospedali di sesso non si parla. La maggior parte dei medici e degli insegnanti è infatti convinta che un’apertura su questi temi possa avere come unica conseguenza l’incoraggiamento dei giovani ad assumere atteggiamenti “anti-islamici”. Ecco perché lo psichiatra pakistano ha sentito il bisogno di scrivere un libro in cui oltre a fornire informazioni base di educazione sessuale ha spiegato la prospettiva islamica sulle stesse, citando il Corano e le opinioni di Maometto sull’argomento.
Purtroppo, la reazione della società a questa controversa pubblicazione è stata tutt’altro che positiva: la stampa locale ha dipinto il dottor Akhtar come un ciarlatano che ha pubblicato un libro sgradevole che incoraggia la pornografia. Pochissime librerie hanno deciso di metterne in vendita qualche copia, e nessun giornale sembra essere disposto a pubblicizzarlo.
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Claudia Astarita lavora come ricercatrice presso il Centro di Studi Asiatici della Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.
- Lunedì 10 Gennaio 2011

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Commenti
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Il 10 Gennaio 2011 alle 17:37 Tweets that mention Educazione sessuale in Pakistan: uno psichiatra sfida Islamabad - Mondo - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:
[...] This post was mentioned on Twitter by Crissy Crissy. Crissy Crissy said: RT @panorama_it: Educazione sessuale in Pakistan: uno psichiatra sfida Islamabad - http://ow.ly/3B5k5 [...]
Il 10 Gennaio 2011 alle 18:45 indigesto ha scritto:
Credo che l’educazione sessuale si basi su semplici apprendimenti di cui l’umanità si è avvalsa istintivamente fin dalla notte dei tempi col “passa parola”.
Del sesso si è occupata sempre la morale e la religione, spesso brandendolo come arma per poterne assumere il controllo, nell’intento di imporre regole sociali ed anche per fare del proselitismo. La necessità di educare le masse al sesso è dilagata recentemente proprio grazie all’invadenza della psichiatria nei comportamenti (si pensi a Freud) nonchè, nel recentissimo, all’invadenza dei mezzi di comunicazione di massa, iniziata con la TV.
Da qui la sessomania ed il permessivismo ormai imperante.
Cosa poi ci sia da educare è un pò complicato da capire, se non ciò che ne deriva in termini di gravidanze indesiderate, malattie veneree ed atti inconsulti a cui si può essere spinti dal desiderio. Tutte cose a cui ha provveduto da tempo a “regolare” il mestiere più antico del mondo. Da noi, per ragioni d’ipocrisia e malcelati interessi a farne un businnes per la malavita, quanto era ben regolato dalle Leggi è stato smantellato, per cui i derelitti, che trovavano accoglienza nelle cosiddette “case chiuse” con qualche garanzia, restano oggi esposti ad ogni sorta di rischio, quando, i più propensi a delinquere, non si abbandonano ad atti delittuosi riempendo le cronache. Non so come le cose stiano nei paesi musulmani, ma penso realisticamente che abbiano più bisogno di informazioni corrette e “strutture” sociali che di “educazione sessuale” impartita da psichiatri. Poi, si sa, di mestieri, ognuno s’inventa quello che può!
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