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Tucson: che cosa c’è dietro la strage al Vitriol che ha colpito l’America

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  • Tags: Arizona, Barack Obama, democratici, gabrielle giffords, jared lee loughner, obamamania, strage, tucson
  • 5 commenti
Le sei vittime della sparatoria di Tucson: Christina Taylor Green, 9, Dorothy Morris, 76, John Roll, 63; Phyllis Schneck, 79, Dorwin Stoddard, 76, e Gabe Zimmerman, 30 (AP Photo)

Le sei vittime della sparatoria di Tucson: Christina Taylor Green, 9, Dorothy Morris, 76, John Roll, 63; Phyllis Schneck, 79, Dorwin Stoddard, 76, e Gabe Zimmerman, 30 (AP Photo)

Michele ZurleniEra dalla strage di Oklahoma City (1995, ricordate? Sembra un secolo fa, ma non lo è) che l’America non era così colpita, scioccata da un atto di violenza riconducibile a motivazioni (farneticanti motivazioni) politiche che riguardano gli Stati Uniti.

La Storia sembra ripetersi, seppur con un triste contabilità dei morti inferiore a quella che fu registrata quindici anni fa quando Timothy McVeigh fece esplodere un furgone carico di tritolo di fronte a un edificio federale. Allora i morti furono 168. Qui, per adesso, sono sei.

Ci sono alcuni tratti in comune tra queste due stragi. Il clima politico di scontro a Washington, una guerra verbale all’ultimo colpo tra democratici e repubblicani, un presidente considerato dalle frange di estrema destra come un traditore dei valori della Costituzione Americana (allora, l’immorale Clinton, oggi il socialista Obama), il malumore e l’inquietudine di alcuni settori (più conservatori) della società americana, l’agitarsi (di conseguenza) dei gruppi anti governativi (alcuni dei quali sono delle vere e proprie milizie armate), e la possibilità che (come diceva un preoccupato rapporto dell’FBI) qualche incontrollabile cane sciolto, qualche testa calda, qualche mitomane agisse da solo, o fosse spinto a farlo da qualcuno.

Tutti ingredienti che messi insieme, ancora una volta, marcano la Storia di questo paese dove le tensioni sociali e politiche carsicamente compaiono e ricompaiono per sfociare, in alcuni casi, in esplosione di violenza (singola o di gruppo).

Gli investigatori sono sicuri che Jared Lee Loughner abbia avuto dei complici. Ma, già le prime informazioni sul suo (confuso) pensiero politico ci fanno capire quanto fosse imbevuto del clima di odio che (spesso) le forti contrapposizioni politiche riescono a creare. La sua biografia ci dice che negli ultimi mesi, questo 22enne con il viso da bambino era decisamente cambiato.

I compagni del college raccontano che il suo umore era diventato mutevole e che aveva iniziato a esternare il suo pensiero sulla realtà che lo circonda con modalità diverse rispetto al suo passato. Sulla sua pagina di MySpace aveva messo una foto di un libro sulla storia degli Usa sul quale aveva sovrapposto una pistola automatica; poi, aveva caricato strani video su YouTube, tra cui uno intitolato “L’ultimo ricordo di un terrorista” in cui si vede una persona (probabilmente egli stesso) bruciare una bandiera americana.

Barack Obama parla alla Nazione dopo la strage di Tucson (Credits: Ansa/Joshua Roberts)

Barack Obama parla alla Nazione dopo la strage di Tucson (Credits: Ansa/Joshua Roberts)

Accanto a questo, Jared Lee Loughner, aveva lanciato anche la sua battaglia per la purezza (?!) della grammatica, accusando il governo di volerne cambiare le regole e di avere l’intenzione di usarla come strumento di controllo delle menti.

Frasi che aveva ripetuto ai compagni di scuola. Questa sua condizione aveva allarmato la direzione del Pima Community College che aveva proposto la sua sospensione a settembre. Forse aveva allora tentato di entrare nell’esercito, ma senza grande fortuna.

A leggere a posteriori la sua storia, Jared era il candidato migliore per prendere un’arma e andare nel posteggio di un centro commerciale a Tucson per sparare contro uno dei simboli dell’America schierata con Barack Obama, quella Gabrielle Giffords che si era battuta per la Riforma Sanitaria e contro la legge sull’immigrazione dell’Arizona, pro abortista e più volte minacciata per le sue battaglie congressuali, indicata in una (infelice) mappa degli avversari politici da parte di Sarah Palin.

Il giorno dopo la strage di Tucson, la parola più usata è Vitriol. Perché è quella che non si deve sentire più. I toni al vetriolo del dibattito politico non devono essere più usati. Lo ha detto anche uno dei protagonisti di questa tragica storia americana che con la politica ha poco a che fare: lo sceriffo della Contea di Pina, Clarence Dupmik, il quale durante la conferenza stampa ha esplicitamente affermato che alla base del gesto di Jared Lee Loughner potrebbe esserci proprio il Vitriol sparso nei mesi precedenti.

Come abbiamo più volte scritto, la Riforma Sanitaria voluta da Barack Obama è stata per un anno il simbolo delle nuove (ma allo stesso tempo, antiche) divisioni politiche all’interno della società americana, in un crescendo di violenza verbale che (se la cronaca dei prossimi giorni non lo smentirà) ha portato anche a un atto di violenza fisica.

La follia di Jared Lee Loughner, (uguale, ma, allo stesso tempo, così diversa dalla follia di Timothy McVeigh), per paradosso, è forse il fattore che può definitivamente porre fine alla stagione del Vitriol in politica e aprire (nel modo più tragico possibile) una nuova fase della storia politica americana dell’era Obama: un’epoca dedicata alla ricerca se non dell’unità, almeno del compromesso con l’avversario che non verrà più considerato il nemico.

—-

Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

  • michele.zurleni
  • Lunedì 10 Gennaio 2011

Vedi anche:

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Commenti

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Il 10 Gennaio 2011 alle 17:45 Tucson: che cosa c’è dietro la strage al Vitriol che ha colpito l’America | Politica Italiana ha scritto:

[...] via http://blog.panorama.it/mondo/2011/01/10/tucson-che-cosa-ce-dietro-la-strage-al-vitriol-che-ha-colpi… AKPC_IDS += “25328,”;Popularity: unranked [?] Posted by admin on gennaio 10th, 2011 Tags: America, Estero Share | [...]

Il 10 Gennaio 2011 alle 22:07 anna.one ha scritto:

Quante inesatezze! E’ sempre piu’ chiaro che invece il pazzo era uno della left che ce l’aveva dal 2007 con la Giffords (moderata ex repub, blue dog, che era contro l’agenda radicale della Pelosi, che oppone la causa fatta dalla WH contro l’Arizona e per questo fu attaccata dai moonbats del Daily Kos, tra gli altri)!

Sono stati proprio lo sceriffo Dupmik (liberal) e i dems ad accusare senza aver nessuna prova il Tea Party, Rush e Sarah Palin in particolare, che l’hanno buttata in politica ed ora sono criticati da quasi tutti!

E’ il loro mantra: “Never let a good crisis go to waste”! Puzza di political opportunismo e hanno gia’ incominciato a proporre leggi che vanno contro il Primo Amendamento! Che si vergognino!

Dov’erano quando succedeva questo..

http://michellemalkin.com/2011.....2000-2010/

Il 10 Gennaio 2011 alle 22:27 anna.one ha scritto:

“… e più volte minacciata per le sue battaglie congressuali, indicata in una (infelice) mappa degli avversari politici da parte di Sarah Palin”.

 hmmm..come questa?

http://hillbuzz.files.wordpres.....demmap.jpg

Il 11 Gennaio 2011 alle 7:07 anna.one ha scritto:

“Era dalla strage di Oklahoma City (1995, ricordate? ….La Storia sembra ripetersi…”

Certo, McVeigh e’ stato, ed e’ tutt’ora, ritratto come un pazzo “conservatore-cristiano”, in realta’ era tutt’altro.

Per i confusi, partigiani, disinformati, pigri e guidati dall’agenda dei MSM egli sara’ sempre un “Conservative Christian Crusader” quando in realta’ commise l’attacco in risposta alle incursioni nel Branch Davidian a Waco esattamente fatto 2 anni prima all’esatta data.

McVeigh era un anarchico, politicamente confuso e non un conservatore e tantomeno cristiano.

Loughner uno schizofrenico, un dope…politicamente e non solo, confuso, non conservatore e nemmeno cristiano, che proprio lo sceriffo supercop Dupnik sembra gia’ conoscesse ma gli sfuggirono le red flags, sopratutto il fatto che aveva gia’ minacciato di morte molti in Pima County, inclusi staff del College.

Ma il piano dei dems e’ sempre lo stesso.
Un’operativo dem, che oggi da la colpa alla “surriscaldata retorica” della destra per la sparatoria ha detto che Obama dovrebbe attentamente ma con forza fare quello che fece Clinton, cioe’ abilmente “pin” l’attacco a Tucson sul Tea Party.

Esattamente come Clinton abilmente fece quando “pinned” l’attentato di Oklahoma City sulla milizia e sugli anti-governo e commentatori conservative…

Clinton in un discorso in Minneapolis:”…. denounced conservative commentators with “loud and angry voices” who he said “spread hate” and “leave the impression…by their very words, that violence is acceptable.”

Allo stesso tempo, privatamente i political advisers di Clinton si fregavano le mani: “The tragedy had been good for the president’s standing. Dick Morris, then Clinton’s top consultant, wrote the president a memo shortly after the bombing about how to maximize the advantage: “A. Temporary gain: boost in ratings. B. More permanent gain: Improvements in character/personality attributes—remedies weakness, incompetence, ineffectiveness found in recent poll. C. Permanent possible gain: sets up Extremist Issue vs. Republicans.”

E Clenis vinse le elezioni, si’, non c’e’ dubbio la Storia sembra ripetersi, vedremo se la tragedia sara’ “good” anche for Barry e i dems!

Il 12 Gennaio 2011 alle 17:48 anna.one ha scritto:

La risposta della ex Gov. dell’Alaska, Palin, you know l’istigatrice…

http://www.facebook.com/note.p.....7510653434

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