
Bandiere a mezz'asta a Washington per le vittime della strage di Tucson (Credits: Ansa/Jim Lo Scalzo)
La retorica politica infuocata degli ultimi mesi ha armato la mano di Jared lee Loughner? Oppure, il 22 enne studente di college con evidenti segni di squilibrio mentale avrebbe - in ogni caso - compiuto la strage di Tucson anche senza i toni al Vitriol della battaglia tra i repubblicani e i democratici, senza il violento scontro verbale tra opinionisti radicali di destra e l’amministrazione Obama?
Per gli editorialisti liberals come Paul Krugman la risposta è: la pistola di Jared è stata caricata con l’odio degli ultra-conservatori alla Tea Party nei confronti di Obama; per i commentatori del campo opposto, invece, ci troviamo di fronte a un ragazzino andato fuori di testa che avrebbe potuto compire una strage a scuola, come al supermercato, come al rally della rappresentante più in vista dei democratici in Arizona.
E per gli americani? Per la maggioranza di loro, il 57% degli interpellati, dice un sondaggio della CBS News, non è stato il clima di odio a spingere Loughner a sparare alla testa a Gabrielle Giffords e a uccidere altre sei persone.
Il 32%, invece, crede che la colpa sia stata proprio della retorica violenta del dibattito politico. La rilevazione spiega che i meno convinti della teoria dell’odio politico siano gli elettori repubblicani (il 69% la boccia), mentre, come era logico, ne siano sicuri invece i democratici (lo pensa il 49%). Più interessante il dato degli indipendenti: il 56% pensa che Jared sia solo un pazzo e che lo scontro tra Obama e il GOP abbia poco a che fare con la sua follia.
Charles Krauthammer, uno degli opinionisti del Washington Post, ha definito “senza senso, scurrile e senza alcuna prova logica” la tesi sostenuta dai liberals secondo la quale dietro la strage ci siano (state) le parole di Sarah Palin, Glenn Beck e del Tea Party. Clima d’odio? Loughner è solo un paranoico che faceva paura ai suoi stessi compagni di classe, scrive Krauthammer, il quale cita il racconto di una ragazza che sedeva apposta nel banco vicino alla porta della classe per scappare in tempo perché aveva la sicurezza che - un giorno o l’altro - Jared si sarebbe presentato a scuola con una pistola per fare una strage.
Clima d’odio? Ma - scrive ancora il columnist del Washpost - Loughner era fissato con Gabrielle Giffords da alcuni anni, come ha rivelato un amico del ragazzo, almeno dal 2007, da molto prima che nascessero il Tea Party e lo stellone di Sarah Palin e il programma televisivo di Glenn Beck. Non c’è movente politico, dice Krauthammer, ma solo una mente malata.

Barack e Michelle Obama osservano un minuto di silenzio per le vittime della strage di Tucson (Credits: LaPresse/J:Scott Applewhite)
Usare l’arma della retorica violenta è solo strumentale, fa parte delle “cattive abitudini” della politica americana” ed è, per l’editorialista, un’arma a doppio taglio, basti pensare ad una frase usata da Barack Obama nel 2008 (e citata da molti in questi giorni): “Se qualcuno porta un coltello per la lotta, noi avremo una pistola in mano”.
Dall’altra parte, invece, non solo Krugman è stato esplicito nel dire che sono state usate troppe parole a sproposito. Bill Clinton ha invitato a moderare i toni, Brad Sherman, un deputato democratico ha detto che se non questa, sicuramente la prossima strage sarà causata dalla retorica infiammata.
Lo sceriffo della Contea di Pima, Clarence Dupnik - l’uomo che ha arrestato Loughner - ha detto che all’origine del massacro ci sono i sermoni anti-democratici di Rush Limbaugh, il re dei conduttori di talk show conservatori. Un giudizio molto duro, condizionato dal fatto che Dupnik oltre che a essere un pubblico ufficiale è anche (stato) un sostenitore attivo della campagne elettorali della Giffords.
Opinioni diverse, contrapposte. Esiste una sintesi? Pare che Jared Lee Loughner avesse partecipato a un recente incontro pubblico con la Giffords, le avesse fatto una domanda sull’amministrazione e fosse rimasto molto deluso dalla risposta. Lui già farneticava ed era convinto che il governo volesse controllare le menti degli americani attraverso modifiche della grammatica inglese.
Difficile entrare in una mente come quella di Jared. Un fatto è certo, però: l’obiettivo di Loughner era la Giffords e non altri. Perché parlamentare conosciuta e vicina a quel governo che nei deliri del 22 enne dell’Arizona voleva fare del male agli americani. Certo non è una (folle) motivazione politica e ideologica come quella che fu alla base della strage di Oklahoma City. Ma qualcuno, ora, può dire con certezza che il clima del dibattito politico non sia (stato) uno dei fattori scatenanti della follia di Jared Lee Loughner?
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Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
- Mercoledì 12 Gennaio 2011


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Commenti
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Il 12 Gennaio 2011 alle 19:05 Tweets that mention Tucson: chi ha armato davvero la mano di Jared Lee Loughner? - Mondo - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:
[...] This post was mentioned on Twitter by Riviste Italiane. Riviste Italiane said: Rivista: Tucson: chi ha armato davvero la mano di Jared Lee Loughner? http://ow.ly/1aPTTu [...]
Il 12 Gennaio 2011 alle 23:37 anna.one ha scritto:
Se, a cominciare dal supercop (sarc/)Dupnik e dal buffoon (Powerline) Krugman del NY Times, giornalisti e pundits che:”
non dovrebbero fabbricare blood libel” (Sarah Palin) o dai dems che sfruttano la tragedia come fundraiser (Bernie Sanders) o per introdurre la fair doctrine (e tappare la bocca all’opposizione o concorrenza visto che tutti i programmi della left, tipo Air America, falliscono miseramente), non avessero incominciato ad incolpare la destra, Tea Party, Palin e commentatori come Rush senza aver nessuna prova, non ci sarebbe questo can can! Chissa’ se si scuseranno con il pubblico..yeah, right!!!
Ma tant’e’ ed ora, almeno la maggioranza degli americani anche dems, dimostra che ripudia questi ciarlatani.
Osler, un amico di Loughner, incolpa un film che si chiama “Zeitgeist” (alla faccia del rightwing! LOL) per il suo stato d’animo, ma cio’ e’ come incolpare Sarah Palin, la musica, Tea Party, Il Manifesto Comunista, o i videogiochi. Menti sane sono in grado di gestire l’esposizione a tutte queste cose, buone o cattive. Il folle adottera’ ossessioni dove le trova, basta leggere gli sproloqui del pazzo sull’Internet. Come scrive Morrissey, Loughner non e’ un righty o lefty ma e’ un “outie”…from outer space.
Anche se aveva ascoltato Rush o Savage o letto il Manifesto dei commies, cio’ non avrebbero “provocato” o “provocato” la sparatoria, e come quelli che danno la colpa alle armi che..uccidono, allora potrei dire che e’ colpa del computer se faccio, spesso, degli errori :)
Comunque e’ indicativo della mentalita’ dei libtards..non e’ mai la responsabilita’ dell’individuo, la colpa e’ sempre di qualcuno o qualche cos’altro…naturalmente di destra.
Il 12 Gennaio 2011 alle 23:45 Tucson: chi ha armato davvero la mano di Jared Lee Loughner? | Politica Italiana ha scritto:
[...] via http://blog.panorama.it/mondo/2011/01/12/tucson-chi-ha-armato-davvero-la-mano-di-jared-lee-loughner/ AKPC_IDS += “25445,”;Popularity: unranked [?] Posted by admin on gennaio 12th, 2011 Tags: America, Estero Share | [...]
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