
Ehud Barak, ex leader del partito laburista (Credits: AP Photos/Dan Balilty)
Il ministro della Difesa Ehud Barak - uno che ha organizzato, tra le altre cose, l’operazione Piombo Fuso - ha lasciato ufficialmente il Partito laburista israeliano. Obiettivo: formare una nuova forza politica che giuri fedeltà al primo ministro (conservatore) Benjamin Netanyahu. Bene. Era ora. Dopotutto, che cosa c’entrasse uno come Barak con la sinistra non lo si è mai capito.
O forse sono io che mi confondo? Nell’Israele che ho conosciuto io, quelli di sinistra erano quelli contrari (beh, più o meno) alle guerre, ma soprattutto contrari all’espansione delle colonie nei Territori Occupati. I sostenitori duri e puri, insomma, della formula “terra in cambio di pace” che era stato lo slogan di Yitzhak Rabin.
Barak invece ha portato il suo partito in un’improbabile coalizione non solo con i conservatori del Likud (il partito di Netanyahu) ma anche con gli ultra-nazionalisti di Yisrael Beitenu (Israele è casa nostra, il nome è già tutto un programma), la formazione politica del controverso ministro degli Esteri Avigdor Lieberman.
In molti, tra gli elettori di sinistra ci erano rimasti non poco male: dopotutto uno non vota Laburista per vedere Netanyahu e Lieberman al governo. Barak avrebbe potuto tentare di formare una coalizione con il partito centrista Kadima, ma non l’ha fatto, lasciando alcuni di stucco.
Adesso invece c’è poco da stupirsi: Barak ha semplicemente formalizzato la sua metamorfosi nel corso degli anni: da politico di sinistra, a politico di destra. Non è un reato, per carità. Ma era ora che se ne assumesse le sue responsabilità.
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Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese. Ha scritto reportage da Israele, Libano e altri Paesi mediorientali. Per Marsilio ha pubblicato Karma Kosher
- Martedì 18 Gennaio 2011

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