
Barack Obama firma la Legge di Riforma Sanitaria (Credits: LaPresse/J. Scott Applewhite)
La promessa fatta durante la campagna elettorale per il midterm era stata solenne: l’elimineremo quando avremo riconquistato il Congresso. L’operazione è riuscita solo a metà: il GOP ha vinto le elezioni in novembre, ma senza raggiungere il numero di voti necessario per cancellare la riforma sanitaria di Barack Obama.
Nonostante questo, i repubblicani hanno deciso che le promesse vanno mantenute e quindi, come primo atto del nuovo Congresso, hanno presentato alla Camera dei Rappresentanti (dove hanno la maggioranza) una legge per abrogare l’Health Care Law Act.
La discussione e il voto (rinviati per una settimana a causa del massacro di Tucson) non riserverà sorprese. Mercoledì, dopo l’approvazione dell’abrogazione (sorry per il voluto gioco di parole), il testo andrà al Senato dove la maggioranza (risicata) democratica lo bloccherà per mesi e mesi senza farlo passare. E se anche questo dovesse mai accadere, Obama metterà il veto alla legge voluta dai repubblicani.
Il GOP sa bene quale è l’iter e quante siano le (scarse, nulle) possibilità che il Repealing the Job-Killing Health Care Law Act (come è stato nominato il disegno di legge, con un’espressione che è stata modificata perché ritenuta inopportuna dopo la strage dell’Arizona), possa, alla fine, passare.
Ma nel presentarlo, i lawmaker repubblicani sanno di poter raggiungere lo stesso un risultato: tenere la questione all’ordine del giorno del dibattito politico per i prossimi mesi, quelli decisivi in vista dell’anno delle presidenziali.
Il duello inizia (o riprende) solo adesso. Barack Obama ha chiesto al GOP di fare marcia indietro e ha promesso di cooperare con entrambi i partiti per eventuali miglioramenti della legge. E’ probabile che su questo tema lo scontro sia (sarà) molto aspro.
Le tesi delle due parti sono ben note. I repubblicani affermano che la riforma di Obama cancellerà almeno un milione e mezzo di posti di lavoro nei prossimi anni. Secondo i democratici, invece, ne creeranno almeno 300.000.
Per il GOP, l’assistenza sanitaria voluta dal presidente concorrerà a sfondare il deficit pubblico di diverse decine di miliardi di dollari, “ci condurrà alla bancarotta”, ha detto Paul Ryan, presidente della Commissione Bilancio della Camera. Al contrario, la Casa Bianca pensa che la riforma possa far risparmiare un sacco di soldi alle casse federali e dei singoli Stati.
Anche sulle altre due questioni di fondo (se la riforma aumenterà il costo delle polizze per gli assistiti e se, contemporaneamente, diminuirà la qualità delle prestazioni) le risposte sono diverse a seconda di chi le fornisce.
Nella controffensiva (mediatica) preventiva contro i repubblicani, la Casa Bianca ha diffuso uno studio secondo il quale se (mai) dovesse passare l’abrogazione della riforma sanitaria dei repubblicani almeno 100 milioni di americani perderebbero la possibilità di avere una polizza di assistenza medica.
Quella iniziata alla Camera dei Rappresentanti è solo l’inizio della battaglia del GOP per cancellare la riforma di Obama.
—
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
- Mercoledì 19 Gennaio 2011


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