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Stati Uniti-Cina: quale voto dare a Barack Obama? - L’ANALISI

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  • Tags: Barack Obama, Cina, economia, Hu-Jintao, obamamania, Stati Uniti
  • 22 commenti
Barack Obama e Hu Jintao (Credits: Ansa/Alex Wong)

Barack Obama e Hu Jintao (Credits: Ansa/Alex Wong)

Michele Zurleni

Come è stata la performance di Barack Obama con il Drago Cinese? La visita di Hu Jintao ha già avuto il suo acme con gli incontri alla Casa Bianca con il presidente americano e, dopo le cene private e ufficiali e la conferenza stampa, è già tempo per un primo bilancio della “prova” fornita da Obama.

Difficile dare voti, ma qualche commento della stampa statunitense ci aiuta a capire come è stata valutata la due giorni con il “Nemico”. Tutti puntano sull’intervento sui diritti umani. Un richiamo gentile ma molto chiaro, è stato definito. Che Obama avrebbe affrontato la questione, si sapeva da tempo. L’attesa era sui toni. Attendevano di sentirli i suoi critici di destra e di sinistra. Sia i repubblicani sia l’ala liberal del partito democratico volevano che il presidente fosse esplicito con Hu Jintao.

Obama lo è stato (e quindi li ha accontentati), ma, secondo alcuni con un atteggiamento diplomatico che non lo ha esentato dalla critica di essere (stato) così rispettoso dell’ospite cinese da apparire alla fine quasi prudente.

Durante la conferenza stampa, Obama ha detto che gli americani hanno a cuore alcuni valori universali: la libertà di parola, di religione e di manifestazione del pensiero. Il presidente cinese ha fatto una piccola (grande) ammissione sulla necessità che il suo Paese faccia ancora passi in avanti in questo campo.

Ma al Washington Post non è piaciuto come Obama abbia cercato di sollevare dall’imbarazzo il suo ospite delle domande poste dai cronisti  quando si è precipitato a dire, precedendo la risposta di Hu Jintao, che la questione dei diritti umani non avrebbe messo in discussione le relazioni tra i due Paesi.

Una frase sorprendente perché, scrive il WP, l’amministrazione aveva fatto sapere che sarebbe invece stata La Questione del vertice. Una risposta, quella di Obama, troppo realista per il quotidiano della capitale. Che però chiarisce in modo esemplare quale sia la strategia che la Casa Bianca ha deciso di adottare con Pechino.

Il nuovo equilibrio (per necessità) tra i due Paesi - che si potrebbe sintetizzare con il giudizio del Wall Street Journal neither friend nor foe (né amici, né nemici) - è fatto di piccoli passi di avvicinamento e grandi distanze impossibili da colmare, di interessi divergenti (in una prospettiva futura) e dell’immediato interesse a non provocare grossi danni a vicenda. Obama si è dimostrato abile nel navigare in questo “spazio politico”, portando a casa alcuni risultati, utili anche sul fronte interno.

La comunità degli affari statunitensi è parzialmente soddisfatta di come l’amministrazione ha gestito la vista di Hu Jintao. I contratti firmati dalla Boeing per 19 miliardi di dollari, le commesse nel campo dei trasporti e dell’energia e in altri settori (per un totale di 45 miliardi di dollari) si sono rivelati una buona notizia nel mare di difficili rapporti finanziari tra Washington e Pechino (se si pensa alla guerra sulle valute e sulle proprietà intellettuali).

Più in generale, Barack Obama sembra essere riuscito a interpretare in modo virtuoso la parte del monarca di un Paese in fase declinante alle prese con il sovrano della potenza emergente. Questo gli americani sembrano averlo compreso anche se pochi di loro scommetterebbero sull’efficacia della politica adottata.

Se però nascerà un nuovo equilibrio (come appare ora) questo sarà anche grazie a Barack Obama e al suo approccio. Un misto di pragmatismo, idealismo, necessità, con una modulazione dei toni nei confronti di Pechino decisa sulla base della contingenza della situazione, delle possibili ripercussioni, delle forze da mettere in campo.

Se si pensa a un voto, per ora, Barack Obama sembra essersi conquistato una sufficienza più che piena. Ma il giudizio, ovviamente, non può essere ancora definitivo.

—

Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

  • michele.zurleni
  • Giovedì 20 Gennaio 2011

Vedi anche:

  • Per salvare il legame con l'Asia gli Stati Uniti devono rinunciare ai diritti umani
  • Stati Uniti: Barack Obama va alla guerra contro la Corea del Nord?
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  • Cina e Usa: tra sfiducia e contenimento
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Commenti

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Il 20 Gennaio 2011 alle 22:07 anna.one ha scritto:

Hey, parliamo prima della Mrs. President MO, che incoraggia gli studenti americani ad imparare il chinese..di questo passo, e se BO sara’ rieletto, ne avremo bisogno…. ;)

I risultati di BO? Ummm sembra nessuno, visto che anche i $45 miliardi trade agreement era già stato fatto, incluso l’affare di $19 miliardi con Boing. Diritti umani? Hmmmm che dire, il vincitore del Nobel Peace Prize del 2009 che da uno State Dinner in onore di un uomo che ha il vincitore del premio nel 2010 sotto arresto domiciliare e che anche il WAPO fa notare, aiuto’ HU a non rispondere ad una domanda “imbarazzante”.

Comunque BO é riuscito ad ottenere qualcosa di molto importante…

http://twitter.com/jaketapper/.....266174464#

Il 21 Gennaio 2011 alle 15:51 e.fumagalli ha scritto:

Negli USA la salute non è un diritto umano.

Il 21 Gennaio 2011 alle 18:53 anna.one ha scritto:

LOL

Fumin, che “piacere” rileggerla, si sentiva la manzanza dei suoi OT!!!

NO, l’assistenza sanitaria (penso sia a questo che si riferiva, perche’ se fosse “salute” mi verrebbe ancor più da ridere), non è un diritto umano, è semplicemente un desiderio umano e, se una persona ha il diritto di costringere qualcuno a servirlo senza pagarlo cio’ sarebbe molto vicino alla..schiavitù.

..life, liberty and the pursuit of happiness..questo vuol dire che non hai la garanzia alla felicità, ma l’abilità di cercarla.

Alcuni, specie i libtards, credono che tutto quello che vogliono é un diritto e quel diritto significa che altre persone hanno la responsabilità di aiutarli a exercise quel diritto. L’assistenza sanitaria non é un diritto ma anche se lo fosse, non vuol dire che il resto della società ha la responsabilità di provvederlo. Si ha solo il diritto d’essere prosperi e tener cura di se stessi.

Il 21 Gennaio 2011 alle 22:45 anna.one ha scritto:

Negli USA si muore “sotto i ponti o sui marciapiedi” se non hai “soldi” o cosi’ i soliti ignari dei fatti vogliono far credere, allora chi mi spiega questo?!

http://www.foxnews.com/politic.....la-county/

$600 milioni e solo per gli illegali e in una sola contea!

Il 22 Gennaio 2011 alle 11:33 e.fumagalli ha scritto:

Ha ottenuto una miseria, quei 45 miliardi di commesse rappresentano il 50% di un mese di importazioni cinesi e due alti esponenti del governo non accettarono l’invito a cena del cinese sostenendo che la Cina esporta troppo negli USA, come se i cinessi obbligassero gli yankee a comprare da loro. Alla richiesta dei giornalisti Hu rispose “Chiedetelo a Obama”. Tutto da ridere.

Il 23 Gennaio 2011 alle 7:30 anna.one ha scritto:

Fumin, mi raccomando non si dimentichi, l’appuntamento e’ alle 11:45 in Corso Vittorio Emanuele…

http://blog.erlingsson.com/?p=.....4536

Il 23 Gennaio 2011 alle 20:58 anna.one ha scritto:

Obozo ha perso un useful idiot, Olbermann é stato licenziato….

http://www.youtube.com/watch?v.....r_embedded

Il 24 Gennaio 2011 alle 15:09 e.fumagalli ha scritto:

Anna ricordo alcune cose: La Cina in declino dopo leggera flessione, nel 2010 cresce del 10,5% (un sogno yankee) In Afghanistan una prossiama offensiva dove tu li aspettavi nelle via di fuga, e stanno fuggendo gli USA e l’offensiva una bella fregatura di falsi taliban che spillarono una montagna di dollari agli imbranati della CIA. La tua euforia prima delle elezioni di medio termine e ora non cambia niente, anzi peggiora. Per chi pigia sui bassi salari cinesi, è dura sapere che li hanno aumentati del 20 al 30% Decisione governativa e, come disse Hu, l’inflazione loro la controllano noi no. Non illuderti le commesse cinesi servono solo per sbarazzarsi di dollari che non li vuole più nessuno e vi affogheranno, altro che la marea nera del golfo quella nessuno la ferma. Non è stampando dollari che ci si arricchisce. Ci giocherete a Monopoli. Divertiti con le tue previsioni e i link fasulli la realtà è ben altra, te ne accorgerai non avere fretta, arriva.

Il 24 Gennaio 2011 alle 17:49 anna.one ha scritto:

GM ha venduto più cars (e trucks) in China, nel 2010, 2.35 milioni, 136.000 in più di quelle vendute negli USA.

China lentamente stà diventando da l’assembly line del mondo intero al secondo più grande consumer market…se prima le sue “bolle” non scoppiano e non succede un’altra Tiananmen rivolta.

Il problema non é che esporta troppo negli USA, gentile mr. fumin, il problema é che non pratica fair trade, non vuol aprire i suoi mercati ai beni occidentali, ha una moneta artificialmente bassa e continua a rubare spudoratamente patents occidentali e altre forme di intellectual property.

Oh, gli esponenti del governo sono tre, House Speaker Boehner, Sen. Majority leader Reid e Senate Minority leader McConnell non andarono al dinner party perché avevano altri impegni più importanti, ma Reid e Boehner hanno avuto un separato meeting con Hu on Capitol Hill.
Ma lei dove si informa? :)

Il 24 Gennaio 2011 alle 23:24 anna.one ha scritto:

“…, come disse Hu, l’inflazione loro la controllano noi no.”…really fumin? Oppure con “noi” si riferisce a “voi”, gli euros? LOL

http://www.tradingeconomics.co.....symbol=CNY

Negli USA l’inflazione é average del 1.6%, ma dopotutto come lei ha già scritto un alto tasso di inflazione, come esempio in Venezuela che é al 35% circa, é “a good thing”, cosi’ HU non si preoccupa, anzi…

mi permetta…ROLF

Il 24 Gennaio 2011 alle 23:40 anna.one ha scritto:

Oh, dimenticavo, quote fumin: “Per chi pigia sui bassi salari cinesi, è dura sapere che li hanno aumentati del 20 al 30%”

Ahhh, ancora con sti’ aumenti, ci sa dire se sono stati fatti in tutti i settori? Perché non ci da qualche link non “fasullo”… come i miei?!!

Mr. fumin, la considera una bella notizia per Beijing l’essere costretti, dopo che i poveri lavoratori si suicidarono, ad aumentare degli stipendi che oggi sono da..suicidio?

Ma non le sembra che aumentando gli stipendi dovranno aumentare il prezzo dei prodotti che ..”montano” e Walmart, esempio, per prima cercherà manodopera a buon mercato che so…in Vietnam?

Just asking! LOL

Il 25 Gennaio 2011 alle 11:21 jimmie01 ha scritto:

Sai che bell’ aumento dei salari cinesi!! Da due dollari a giorno ( 16 ore lavorative, non 8 ) a due dollari e 40 centesimi, due dollari e sessanta. C’e’ da diventare ricchi nel giro di un anno.Stai sintonizzato, fumagalli, che un bel giorno ti sveglierai e sentirai il satrapo cinese di turno annunziare che il comunismo ha fallito. Come e` accaduto a Cuba.

Il 25 Gennaio 2011 alle 19:14 anna.one ha scritto:

Caro jimmie, l’aumento ora permettera’ alla mrs. Wei Xiao Yang di lavarsi i capelli per la prima volta con uno shampoo…della Procter & Gamble….

http://features.blogs.fortune......n-2-a-day/

Di questo passo presto potrà usare anche il dentifricio della compagnia…americana, progresso my friend!

ROLF

Il 25 Gennaio 2011 alle 23:37 e.fumagalli ha scritto:

Anna, del Venezuela parla dei 500 mila ragazzi strappati alla miseria e delinquenza, tolti dalle ranchos, (favelas) E’ una iniziativa nata nel 2004, in piena era Chavez, sponsorizzata da Abbado che indirizzano quei giovani alla musica. Lo ignori o ti da fastidio. In Italia ne parlano poco negli USA che dicono. Al tuo amico di Trenton dille di non preoccuparsi, Cuba ha un avvenire, gli yankee no,vi sono rimasti solo l’Honduras e Israele (tiepida) e la Colombia incerta. Auguri,non abbiate fretta.
P.S. Non mi nutro di link, converso con persone che conoscono la Cina in diretta e ad alto livello, non giornalisti che dipendono dalle agenzie. Presto avrete novità che non vi faranno piacere, dall’estremo oriente. Ciao ciao.

Il 26 Gennaio 2011 alle 0:18 e.fumagalli ha scritto:

Anna, a essere seri, vi vedo molto vicini alla Repubblica di Weimar, un chilo di pane 4 milioni di marchi. Se lo yuan cinese scalza il dollaro, come del resto prevede Bernanke da due anni, per voi negli USA un chilo di pane varrà 4 milioni di dollari. Tu non sei una cretina come i tuoi due amichetti, incapaci di intendere e di volere, qualcosa ne capisci, pensaci. Immagina le tonnellate di biglietti sparsi per il mondo, se nessuno più li vuole, sarete obbligati a riprenderverli e quella è una valanga che vi sommergerà affogandovi. Weimar la risolse con Hitler finanziato dal capitale inglese che, come saprai, era in prevalenza ebraico, voi non avete nessuno che può salvarvi. Prova a pensarci e tienti forte. Lascia perdere i link e ragiona con la tua testa, se in grado di ragionare. Tra l’altro Hitler vi risolse pure il problema del 29. Nel 1040 gli USA avevano ancora il 41% di disoccupazione, si ripresero con la seconda guerra mondiale e pure grazie agli investimenti dei gerarchi tedeschi con le rapine agli ebrei d’Europa. Lo dovresti sapere, non sono link.

Il 26 Gennaio 2011 alle 4:48 e.fumagalli ha scritto:

anna sto ascoltando in diretta i discorso di Obama sullo stato dell’Unione di oggi 25 gennaio: words, words, words dico bene? Parole, parole, parole. Quello è ancora convinto di essere capo di una nazione di super man holliwoodiani. Cerca di convincere gli yankee che i treni cinesi siano migliori degli aerei. Dice che gli USA sono proprietari di più brevetti al mondo.E’ vero hanno fatto incetta di cervelli da tutto il mondo. Peccato che non siano del popolo yankee ma dei privati che non hanno patria e ne religione e non è affatto vero che l’operaio USA sia il più produttivo al mondo, se si riferisce agli schiavi con i quali si arricchirono i latifondisti è vero ma non al giorno d’oggi.Io nei paesi latini, ero chiamato proprio per cambiare il metodo USA. importato dai titolari laureati negli USA, nel mio settore naturalmente e la differenza c’era. Parole, parole, parole.

Il 26 Gennaio 2011 alle 5:25 e.fumagalli ha scritto:

Hai ragione Anna, OB è tutto andato, dice che in Iraq la situazione è migliorata, solo una cinquantina di morti l’altro ieri e tifa per la rivolta i Tunisia e in Egitto ma sia Ben Ali che Mubarak erano filo USA che cavolo sta dicendo.Senza tante parole, non poteva convocare quei 9 che tutti gli ultimi mercoledì del mese si incontrano a Wall Street per decidere dove e come andare a delinquere e puntandogli una pistola alle tempie (tanto le armi sono libere no?) dicendogli “Se non investite qui premo il grilletto” Risolveva subito il problema job,job,job corri cavallinno….

Il 26 Gennaio 2011 alle 18:10 anna.one ha scritto:

Concordo con chi ha scritto: “…a flatulent farrago of falderol”

Mi è piaciuto in particolare :”…democratic aspiration of all people”, riguardo i fatti in Tunisia.

Really mr.O? Anche in Egitto? Si, per una volta concordo con fumin! Ma cio’ dimostra ancora una volta che fool abbiamo in charge della foreign policy.

Mai un uomo ha rigurgitato platitudes senza senso (un’altra è “the Sputnik moment”) come O nella sua tediosa e trita copia dei suoi precedenti SOTU discorsi, entrambi provati inefficaci, senza senso e vani.

Per fortuna negli USA si possono cambiare le direzioni di un governo andando alle urne, senza violenza, se le policies di Obozo non cambieranno, in due anni il popolo americano lo sostituirà. Gli USA hanno ancora un GDP che è tre volte quello della China e la più grande economia mondiale, informo chi crede che siamo sull’orlo del collasso, inoltre come già scritto possiamo cambiare i nostri leaders democraticamente.

Riguardo l’Iraq e i 50 morti causati dall’Al Qaeda, sembra che in Russia, con l’ultimo attentato, la situazione è analoga.

La risposta repu al SOTU:

http://budget.house.gov/News/D.....tID=221249

Il 26 Gennaio 2011 alle 18:32 anna.one ha scritto:

Si, negli USA se non ci piace la direzione imposta da un presidente, ogni 4 anni abbiamo la possibilità di..sterzare o fare dietrofront civilmente, mentre in China..remember Tiananmen…

http://interested-participant......-chen.html

Immagino solo che cosa succederà se non potranno, come previsto, rallentare la crescita del GDP che è stata, nel 2010, del 9.8% malgrado le misure fiscali per contenerlo. Ora sono costretti ad aumentare la stretta fiscale per combattere l’inflazione che, secondo mr. fumin è “a good thing”, se poi l’estrema fringe sinistra avrà il sopravvento…beh, trovo tutto molto interessante…

Il 26 Gennaio 2011 alle 18:40 anna.one ha scritto:

OT…sapete qual’é il nostro problema..

http://www.ktla.com/news/landi.....8047.story

ok.. ok…lo so, non e’ politically correct…ok!

Il 26 Gennaio 2011 alle 18:46 anna.one ha scritto:

..strano che non vengano pubblicati in Italia…

http://www.thesmokinggun.com/d.....aught-tape

Il 27 Gennaio 2011 alle 10:35 p.a.d ha scritto:

Prima di uscire sulle vette, vorrei dire al fumin che per i prodotti cinesi non tira più aria buona nemmeno in Italia e, anzi, pare sia l’Italia, ora, a fare affari con una Cina che “compra” e “crea” tecnologie dall’estero! Che poi ne copi anche parecchie per spacciarle come proprie, è un’altra storia. Se vivesse un po’ di più all’aria aperta e frequentasse il mondo veramente, si accorgerebbe di quante cose stanno rientrando in Europa a livello produttivo, dopo che ci si è accorti che per molte cose il risparmio sulla produzione coincideva con un risparmio sulla qualità assai malvisto dalla clientela europea, abituata a ben altri standard qualitativi.
In USA la produzione automobilistica cinese è vista alla stregua di una fornitura di bare su quattro ruote, si rassegni. Ogni nazione hai i propri cicli di alti e bassi, e mi sa tanto che la sua amata Cina stia entrando nella galleria che porta in basso mentre un passettino alla volta i paesi noti per per la loro capacità di risorgere senza scadere in “piazze Tienamnem” od in rivolte per il pane, tipiche dei posti che lei giudica fra i più “democratici”, stanno riprendendo fiato.

Forse è questo che la agita tanto: il fatto che le cose non stiano e non vadano affatto come nella sua prolifica testina se le vuole immaginare! ;)

Che pessimista, però… Buona giornata a tutti.

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