
- (Credits; Ap Foto/Ahmed Ali)
L’Egitto brucia. Le forze di polizia hanno reagito alle manifestazioni anti-Mubarak che sono scoppiate in tutto il Paese alla fine delle preghiere del venerdì. Due morti al Cairo e uno a Suez, dove la città è al momento assediata dalla folla inferocita.
Gridano a Mubarak di andare via, chiedono libertà, democrazia e riforme. Un fiume in piena di giovani e anziani si è rovesciato nelle strade e nelle piazze egiziane subito dopo il termine delle preghiere del venerdì. La polizia ha prima lanciato gas lacrimogeni, poi ha sparato proiettili in aria e, infine, ad altezza d’uomo. Ma gli scontri proseguono e la gente marcia verso il palazzo presidenziale, dove Hosni Mubarak è arroccato. Secondo Al Arabiya il raìs dovrebbe parlare tra poco. Intanto, l’esercito ha affiancato la polizia per arginare le proteste.
Nella capitale sono morti due manifestanti, uno a Suez. Ma le proteste stanno incendiando tutto il Paese, da Alessandria ad Assuan e Mansoura. Proprio ad Alessandria, roccaforte dei Fratelli Musulmani, questi ultimi hanno indirizzato le manifestazioni, nonostante gli arresti di questa notte volti a decapitare la leadership dell’organizzazione.
All’uscita da una moschea, l’ex direttore dell’Aiea e premio Nobel Mohamed elBaradei è stato bloccato dagli agenti governativi. Inizialmente si era sparsa la voce che fosse stato portato in carcere, ma poi le autorità hanno rilasciato un comunicato in cui sostengono che il leader dell’opposizione è agli arresti domiciliari.
L’Egitto è isolato. Internet è bloccato e così le linee telefoniche. Quattro giornalisti francesi sono stati arrestati. Il bollettino dei morti è salito a 7 persone in quattro giorni di manifestazioni, ma gli scontri continuano.
Profonda preoccupazione dagli Stati Uniti, che seguono con apprensione l’evolversi della situazione e, prima con Hillary Clinton e poi con il presidente Barack Obama, hanno esortato Mubarak a scegliere la via di una soluzione pacifica delle proteste. Purtroppo, almeno finora, sono rimasti inascoltati. E anche in Giordania la gente è scesa in piazza. Chiedono pane e riforme. Sono un fiume inarrestabile e seguono l’esempio di Tunisia ed Egitto.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e sud del Caucaso.
- Venerdì 28 Gennaio 2011

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Commenti
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Il 28 Gennaio 2011 alle 18:54 Egitto in fiamme, tre morti, ElBaradei agli arresti domiciliari | Notizie Più ha scritto:
[...] the rest here: Egitto in fiamme, tre morti, ElBaradei agli arresti domiciliari Segnala presso: Articoli CorrelatiEgitto in fiamme, tre morti, ElBaradei agli arresti [...]
Il 29 Gennaio 2011 alle 15:03 carlo.tosi ha scritto:
Speriamo solo di non arrivare a questo anche noi. Speriamo che la barbarie politica attuale non spinga il paese verso una specie di guerra civile, anche se le premesse ci sono tutte…
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