
(Credits: Epa/Abedin Taherkenareh)
Oggi ricorre il trentaduesimo anniversario della rivoluzione khomeinista del 1979 e, in queste settimane, gli iraniani guardano – con attenzione - a quanto accade in Egitto. Un po’ tutti, conservatori e movimento verde, rivendicano la paternità delle proteste arabe. Se gli arabi sono scesi in piazza a manifestare hanno tutti i loro buoni motivi, nulla a che vedere con Teheran.
Piuttosto, le proteste tunisine ed egiziane sono state comunque un modo attraverso il quale i leader del movimento verde sono tornati a far parlare di sé, dopo mesi di silenzio.
Per lunedì 14 febbraio il movimento verde ha organizzato una manifestazione, formalmente a sostegno delle masse tunisine ed egiziane ma, si sa, quello dovrebbe essere un pretesto per lamentarsi anche dei vertici di Teheran.
Le autorità iraniane sono consapevoli dei rischi che corrono: vorrebbero vietare le manifestazioni del 14 febbraio ma, dopo essersi congratulati con gli arabi per essere insorti, non vogliono reprimere il dissenso interno in modo tanto evidente, facendo la figura degli ipocriti.
Per ora, in attesa di prendere altre decisioni, la magistratura di Teheran ha messo agli arresti domiciliari Karrubi, un religioso tra i leader del movimento verde.
Ex presidente del parlamento, il settantaduenne Karrubi sarà relegato in casa, almeno fino alla prossima settimana. Nessuno è autorizzato a entrare nella sua abitazione, fatta eccezione per la moglie.
Intanto, le autorità della Repubblica islamica invitano gli iraniani a scendere in piazza oggi (anziché lunedì 14), per commemorare l’anniversario della rivoluzione khomeinista. Creare un’altra occasione, sarebbe infatti un pretesto “per creare un altro fronte, separato, e dar vita a divisioni”.
La notizia di Karrubi ai domiciliari è solo una delle tante che riguardano l’Iran, molte stanno passando inosservate a causa dell’attenzione focalizzata sul nordafrica.
Un altro evento, non irrilevante, è la visita che il Leader Supremo Ali Khamenei ha fatto nella città santa di Qum, dove ha incontrato diversi esponenti del clero sciita. Alcuni mesi fa, Khamenei aveva trascorso una decina di giorni nella città santa. Questo è il quinto viaggio. Non ufficiale. Ma non per questo irrilevante: dietro le quinte si tessono trame che potrebbero portare novità anche nella Repubblica islamica?
- Venerdì 11 Febbraio 2011

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