
(Credits: Ap Foto/Hasan Jamali)
Il Bahrein seppellisce i suoi morti. Dopo la Tunisia, l’Egitto e lo Yemen è il turno del piccolo arcipelago nel golfo Persico. In migliaia sono accampati nella piazza delle Perle (nel cuore della capitale) per protestare contro il re. Finora ci sono stati due morti e per la prima volta il sovrano è andato in tv a chiedere scusa. Ma non è bastato per placare la rabbia della folla.
Oggi si terrà il funerale di Fadhel Salman Matrook, 31 anni, una delle due vittime delle “giornate della rabbia”. Un altro ragazzo di 21 anni è stato sepolto lunedì scorso. In occasione delle celebrazioni funebri sono previsti nuovi cortei e manifestazioni. Insomma, piazza Tahrir al Cairo ha fatto scuola e adesso anche nel Bahrein i manifestanti anti-re hanno trovato il loro luogo simbolo e hanno piantato le tende al centro della capitale.
In una eccezionale comparsa televisiva, lo sceicco Hamad bin Al Khalifa ha espresso le sue condoglianze per “la morte di due dei nostri figli” e ha annunciato che una commissione indagherà sulle circostanze dell’uccisione dei due ragazzi. Il re ha poi dichiarato di aver dato mandato ai legislatori di riformare le leggi del regno e ha aggiunto di ritenere “legali” le proteste di piazza.
Ma le parole dello sceicco sono state definite troppo “tardive” ai microfoni di Al Jazeera da parte di Nabeel Rajab, il presidente del Centro per i Diritti Umani del Bahrein. E a nulla è valso anche il tentativo del re di arginare la sommossa attraverso una donazione alle famiglie di circa mille dinari, duemila euro. La gente chiede riforme politiche, sociali ed economiche e non già un assegno una tantum.

(Credits: Epa/Mazen Mahdi)
Lo scontro ruota attorno alle ataviche tensioni tra sciiti e sunniti ed è proprio il gruppo di opposizione sciita nel Paese (Wefaq) che sta guidando la protesta. Con loro il governo si dovrà confrontare per qualsiasi genere di decisione. I manifestanti chiedono, infatti, una riforma costituzionale che garantisca la rappresentanza della maggioranza sciita, laddove per due secoli e mezzo ha governato la dinastia sunnita dei Khalifa.
E dall’America arrivano parole di “preoccupazione”. In una nota il portavoce del Dipartimento di Stato, P.J. Crowley, chiede a tutte le parti “di porre un freno agli incidenti ed evitare ogni violenza”. Intanto, il New York Times mette sotto la lente d’ingrandimento la “doppia” strategia dell’Amministrazione di Barack Obama, sostenendo che mentre in Iran la Casa Bianca si rivolge direttamente alla piazza, incoraggiandone la protesta, nei Paesi “amici”, Obama preferisce invece parlare con i leader politici e suggerirgli di “ascoltare la voce del popolo”.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e sud del Caucaso.
- Mercoledì 16 Febbraio 2011


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Il 16 Febbraio 2011 alle 16:45 Bahrein, nella piazza delle Perle in migliaia contro il re | Politica Italiana ha scritto:
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