
(Credits: Ansa)
Meno fondi per il Pentagono ma a calare per ora sono solo le spese belliche necessarie ad alimentare i fronti iracheno e afghano. Il bilancio presentato dalla Casa Bianca per la Difesa per l’anno fiscale 2012 vedrà scendere la spesa militare complessiva a 671 miliardi di dollari contro i 708 dell’esercizio finanziario 2011 ma a ben guardare caleranno solo gli stanziamenti strettamente legati alla guerra.
Per l’anno prossimo, Barack Obama presenta al Congresso un bilancio Difesa ordinario di 553 miliardi di dollari, 22 miliardi in più rispetto a quest’anno anche se in realtà, al netto dell’inflazione, si tratta in termini reali di una sostanziale conferma della spesa militare corrente in attesa che entrino in vigore i tagli previsti dal Segretario alla Difesa Robert Gates per i prossimi quattro anni.
Tagli dell’entità di 76 miliardi di dollari che interesseranno tra l’altro il nuovo mezzo anfibio dei marines, una parte del programma di acquisizione dei nuovi cacciabombardieri jet F-35 (congelando la versione a decollo corto/atterraggio verticale) , e il sistema mobile di difesa contro i missili balistici MEADS. Gli ultimi due programmi coinvolgono direttamente anche l’Italia e altri partner europei.
Per il 2012 ora l’unica vera riduzione delle spese militari sarà rappresentata dai fondi per le missioni in Iraq e Afghanistan, in calo l’anno prossimo a 118 miliardi contro i 159 spesi quest’anno. La conclusione ormai imminente dell’impegno militare in Iraq consentirà di risparmiare ben 41 miliardi anche se gli statunitensi continueranno a mantenere un piccolo gruppo di istruttori a Baghdad e non meno di 7 mila contractors i cui costi ricadranno però in gran parte sul Dipartimento di Stato.
Per l’anno fiscale 2012 le previsioni della Casa Bianca indicano un fabbisogno di 107 miliardi per la missione in Afghanistan e 11 per quella in Iraq, contro i 185 miliardi spesi complessivamente per i due conflitti nel 2008, ultimo anno dell’Amministrazione di George W. Bush.
In prospettiva, sono attesi risparmi anche sul fronte afghano grazie alla progressiva riduzione delle forze statunitensi (al momento circa 100 mila soldati) che il generale David Petraeus, comandante delle truppe alleate a Kabul, ha confermato a partire dal prossimo luglio, subito dopo l’avvio della prevista transizione delle responsabilità della sicurezza alle forze afghane in alcune aree del Paese asiatico.
Nonostante queste sfumature non certo irrilevanti e l’impellente necessità di Washington di ridurre il deficit federale tagliando la spesa pubblica si tratta comunque del primo taglio alle spese militari statunitensi dal l’11 settembre 2001.
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- Mercoledì 16 Febbraio 2011

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Il 16 Febbraio 2011 alle 18:48 Meno soldi al Pentagono ma solo perchè la guerra in Iraq è finita | Notizie Più ha scritto:
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