
(Credits: Epa/Abedin Taherkenareh)
Un gran numero di forze anti-sommossa e di miliziani Basiji è stato schierato nel centro di Teheran, dopo l’annuncio dell’opposizione a tornare in piazza nel settimo giorno della morte di due giovani uccisi negli scontri. Le mobilitazioni sono iniziate al grido di Dio è grande utilizzato dall’opposizione dell’Onda verde.
Nonostante la pioggia, centinaia di persone si sono radunate davanti alla sede della rete televisiva Irib, considerata una delle principali voci della propaganda del regime. Secondo diverse fonti ci sarebbe stato un morto.
Ai media stranieri presenti a Teheran è proibito riferire delle proteste. Secondo Human Rights Watch per disperdere la folla le forze di sicurezza hanno usato armi da fuoco e lacrimogeni.
E a scendere in strada non sono solo gli abitanti di Teheran ma anche quelli di Mashhad, Shiraz, Isfahan e Tabriz.
Intanto i due principali leader dell’opposizione, Moussavi e Karrubi sono ancora agli arresti domiciliari.
E oggi pomeriggio è stata arrestata Faezeh Hashemi, figlia del potente Rafsanjani. Faezeh ha preso parte alle dimostrazioni, è stata rilasciata nel giro di qualche ora ma il suo arresto è segno di una crescente tensione ai vertici della Repubblica islamica.
Ma non sono soltanto le manifestazioni a fare notizia. Durante il fine settimana sono stati liberati i due giornalisti tedeschi, arrestati mentre intervistavano l’avvocato di Sakineh, la donna in un primo momento condannata alla lapidazione per adulterio.
In diplomazia, l’Iran sfida Israele con l’arrivo, previsto per oggi, di due navi militari nel Mediterraneo.
I rapporti tra Teheran e il Cairo erano stati interrotti nel 1979, dopo il trattato di pace tra l’Egitto e Israele e la rivoluzione khomeinista. Il passaggio delle navi attraverso il Canale di Suez sarà il primo dal 1979.
Si tratta di una vecchia fregata militare che risale agli anni Sessanta, e di una nave d’appoggio per trasportare carburante, munizioni e rifornimenti. Sono dirette in Siria, alleato dell’Iran, e al di là della provocazione, non rappresentano una minaccia né per Israele né per la nato.
Da un paio d’anni la marina iraniana è uscita dalle acque del Golfo per schierare la Decima Flottiglia nel Golfo di Aden nell’ambito delle operazioni internazionali contro i pirati somali.
L’Iran fa notizia anche a Berlino, dove l’Orso d’oro è andato al film Nader e Simin, una separazione, in cui il regista Ashgar Farhadi mette in luce le contraddizioni tra modernità e tradizione.
Il posto vuoto, sul palco, era per Jafar Panahi, il regista in carcere per aver sfidato – con la sua arte – la leadership della Repubblica islamica.
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Farian Sabahi, docente presso l’Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere.
- Lunedì 21 Febbraio 2011

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