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Gheddafi pronto al martirio, la Merkel parla di nuove sanzioni

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  • Tags: Angela Merkel, Eni, GreenStream, Libia, martirio, Muammar Gheddafi, nicolas sarkozy, rivolte islam, sanzioni, Tripoli, world news
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(Credits: Epa/Wael Hamzeh)

(Credits: Epa/Wael Hamzeh)

Anna Mazzone

ULTIM’ORA - (19.18) Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, parlerà pubblicamente nelle prossime ore, oggi o domani, sulla situazione in Libia. Lo indicano fonti della Casa Bianca. Il suo portavoce, Jay Carney, ha oggi ribadito che il presidente condanna ”con forza” le violenze in Libia, ricordando che gli Usa lavorano di concerto con le Nazioni Unite, per fare pressione su Tripoli e senza escludere l’ipotesi di sanzioni. ”Continuiamo a lavorare con l’Onu - ha detto Carney -.
Diverse opzioni sono allo studio, tra cui le sanzioni ma non solo”. (ANSA)

(18:20) Sempre via Twitter, l’inviato della Cnn in Libia, Ben Wedeman, ha riferito che l’Est della Libia è costellato di bandiere verde-rosso-nero pre-Gheddafi. Secondo quanto annunciato da una radio anti-Gheddafi, ”per il regime è cominciato il conto alla rovescia”. (ANSA).

- (16:40) Ci sono almeno 10.000 morti e 50.000 feriti in Libia: lo scrive Al Arabiya su Twitter, citando un membro della Corte penale internazionale. (ANSA).

Il Colonnello chiama alle armi il suo popolo e l’Europa si divide. Dopo il discorso di Muammar Gheddafi che si è detto pronto al martirio pur di restare a capo della Libia, l’Europa reagisce. La più dura è Angela Merkel, che da Berlino ipotizza nuove sanzioni. Intanto, bloccato il gasdotto GreenStream dell’Eni.

“Un discorso molto spaventoso“. Non usa mezzi termini la cancelliera tedesca Angela Merkel che commenta duramente il discorso di Muammar Gheddafi, in cui il raìs sprona i suoi fedelissimi a morire e spargere sangue. In Libia è il caos. Le notizie ufficiali filtrano con il contagocce, ma quel che è certo è che le testimonianze dal posto descrivono un Paese in fiamme, diviso a metà, tra il popolo in piazza contro Gheddafi nelle “città liberate” e i sostenitori del Colonnello.

Da Berlino arriva anche la notizia che si starebbe pensando a un nuovo round di sanzioni da imporre alla Libia con il consenso della comunità internazionale e in Francia piovono critiche contro Nicolas Sarkozy, accusato di essere troppo “morbido” con i regimi dell’area medio orientale.

Ma è pur vero che la Germania dipende poco dal petrolio libico, per il 7% dei suoi approvvigionamenti. Al contrario, Italia e Francia sono altamente dipendenti dall’oro nero e dal gas del Colonnello. Interrotta la fornitura di gas tramite il gasdotto GreeStream, che rifornisce l’italiana Eni del 10% degli approvvigionamenti di metano (anche se le stime non ufficiali parlano una percentuale più alta, del 25%). Adesso quindi l’Europa comincia a tremare e ha paura di restare al freddo, nonostante i colossi petroliferi cerchino di gettare acqua sul fuoco.

E c’è un’altra emergenza che fa tremare Roma; secondo le previsioni degli analisti, presto in arrivo sulle coste italiane circa trecentomila immigrati libici, in cerca di una via di fuga dal Paese.

—

Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e sud del Caucaso.

  • anna.mazzone
  • Mercoledì 23 Febbraio 2011

Vedi anche:

  • Raid aerei sulla folla, Tripoli in fiamme, centinaia di vittime. Smentita la fuga di Gheddafi
  • Libia ancora in fiamme. Gheddafi sempre più solo va in tv per pochi secondi
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Il 23 Febbraio 2011 alle 13:24 Gheddafi pronto al martirio, la Merkel parla di nuove sanzioni | Notizie Più ha scritto:

[...] here: Gheddafi pronto al martirio, la Merkel parla di nuove sanzioni Segnala presso: Articoli CorrelatiGheddafi: “Resterò fino alla morte. Schiacciate i [...]

Il 23 Febbraio 2011 alle 14:58 indigesto ha scritto:

Da quando la faccenda del nucleare fu “risolta” in modo pecoreccio dai precedenti governi, aizzando l’opinione pubblica in accordo coi petrolieri, l’Italia ha costantemente avuto bisogno di importare energia e prodotti energetici. Sono stati pertanto trattenuti buoni rapporti con tutti quei paesi in possesso di fonti energetiche quali gas e petrolio.
Va da sè che porsi tanti interrogativi sulle tipologie dei governi di questi paesi, soprattutto quando instabili per complicati motivi quali permangono da sempre nei paesi arabi, è puro esercizio retorico!
Si vede che le masse “etiche” del nostro paese, manovrate da interessi di vario genere, non sono ancora soddisfatte dei guasti prodotti finora e trovano ogni pretesto per condizionare ancora una volta la prudente lettura degli eventi.
Il “tanto peggio tanto meglio” è un cancro della nostra società durissimo da estirpare. Ne avremo conferma anche in occasione della ripresa dell’invasione da parte dei “profughi” islamici, a cui gli eventi, dovuti a lotte intestine nei vari paesi di origine, forniranno le solite “buone ragioni” per complicarci ulteriormente l’esistenza. E l’industria della “accoglienza” incrementerà il suo..fatturato!

Il 23 Febbraio 2011 alle 18:18 anna.one ha scritto:

Mah, delle sanzioni il “mad man of the Middle East” (Reagan) se ne infischierà, oggi si viene a sapere con certezza che è stato lui ad ordinare l’attentato di Lockerbie, terrorista era, terrorista rimane, ora contro il suo stesso popolo che, come dal suo messaggio di un minuto, è determinato a punire. Da alcune fonti militari sembra che la sua strategia per restare al potere è quella di consolidare la sua presa su Tripoli e poi usarla come base per le operazioni militari per riconquistare il controllo del resto del paese, compresa la Cirenaica.

La sua Air Force è cruciale per recuperare la Cirenaica, le città costiere di Bengasi e Tobruk dai ribelli, solo una fly-zone potrebbe riuscire a fermarlo. Ma chi la implementerà? Nel frattempo, mentre all’UN..discutono.. Libya si avvia a diventare un’altra Rwanda.

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