TGCOM News
Calcioscommesse, indagato anche Bobo Vieri Criscito salta gli Europei, Bonucci resta azzurro - Nel mirino un'organizzazione transnazionale dedita alle combine degli incontri. Coinvolti a vario titolo nomi eccellenti del calcio italiano - Inchiesta "Last Bet" a Cremona: eseguite 19 ordinanze di custodia cautelare, dieci per calciatori . Il gip ha detto no all'arresto del genoano Giuseppe Sculli. Spunta anche il nome di Vieri. Il suo legale: "Assolutamente estraneo".

Panorama.it

Mondo

Scopri il nuovo Panorama
  • Home
  • Edicola
  • Archivio
  • Login
  • Registrati
  • Epoca
Feed Rss
  • Italia
  • Mondo
  • Economia
  • Cult
  • Hitech e Scienza
  • Panoramauto
  • Libri
  • Opinioni
  • Foto
  • Sport
  • Video
  • Newsletter
  • Mobile&Apps
  • Ultimora
  • Poker
 
 

Gli Africani in Libia. Il fattore X dell’emergenza

OkNotizie

Tweet

  • Tags: immigrazione, La mia Africa, Libia, rivolte islam, rotte dell'immigrazione
  • 2 commenti
Bengasi (Credits: AP Photo/Alaguri)

Bengasi (Credits: AP Photo/Alaguri)

Giampaolo Musumeci

Nella crisi libica c’è un fattore X che potrebbe rivelarsi di estrema importanza nei prossimi giorni. La comunità africana subsahariana che occupa le periferie e i vicoli di Bengasi e Tripoli. I somali, etiopi ed eritrei (ma anche nigeriani e ganesi) che affollano le baracche delle città e che sognano l’Europa (e l’Italia).

Prima della sigla degli accordi tra Tripoli e Roma, dalle coste libiche si partiva in massa per Lampedusa. I trafficanti libici hanno avuto buon gioco fino a quel momento a far “chiudere un occhio” o tutti e due, ai guardiacoste libici per far partire i barconi.

Ora che la crisi libica distoglie le forze di sicurezza (quelle ancora fedeli al regime) dal controllo delle coste, il rischio è che gli smuggler rimettano in moto la macchina del traffico di esseri umani su larga scala.

Sono 8.000 i rifugiati (somali, eritrei, etiopi) registrati dall’Unhcr in Libia. Ma la popolazione subsahariana nel Paese maghrebino è molto molto superiore. Si parla, ma sono stime, di centinaia di migliaia, forse un milione e mezzo. Manovali, spesso irregolari, piccoli commercianti, che potrebbero tentare la via dell’Europa. Che ruolo giocheranno nella rivolta?

E poi ci sono le prigioni di Gandufa, Misratah, affollate di subsahariani entrati in Libia clandestinamente. Ora che il dispositivo di sicurezza si sta sgretolando, che fine faranno? Le porte delle prigioni e dei container nel deserto si apriranno?

Intanto, dopo giorni di rumors pare che “la caccia al nero” sia partita: dato che il Colonnello Gheddafi si è affidato a mercenari ciadiani e sudanesi, in alcuni casi bloccati e linciati dagli insorti, il rischio è la facile e tragica equivalenza: nero=nemico. E allora, per tanti, potrebbe essere “Europa a tutti i costi”.

Partendo dalle spiagge di Bengasi, quali le rotte possibili verso l’Europa? Lampedusa, meta tradizionale, ma anche la Sicilia, località: Punta Braccetto e Marina di Ragusa, e Pozzallo dove già si dirigono in massa gli egiziani (dai 3 ai 4 giorni circa il viaggio). E poi, il Salento e le spiagge di Crotone in Calabria. E infine, la Sardegna, soprattutto il sud dell’isola.

Altra rotta, poi, più a est, verso le sempre poco controllate isole greche. Troppi arcipelaghi, troppe isole e troppo pochi i guardiacoste greci. Creta è l’isola più vicina alla Libia.

—

Giampaolo Musumeci, fotografo, giornalista e videoreporter si occupa di guerre e questioni africane. Collabora con giornali, radio e tv italiane e internazionali, tra cui SkyTg24, Channel4, Independent, Die Zeit. Su Radio24 conduce il programma di attualità internazionale “Nessun luogo è lontano”.
www.giampaolomusumeci.com

  • giamp
  • Mercoledì 23 Febbraio 2011

Vedi anche:

  • Libia vista dall'Italia: tra il rischio clandestini e la gioia degli espatriati
  • Gheddafi: "Resterò fino alla morte. Schiacciate i rivoltosi"
  • Gheddafi pronto al martirio, la Merkel parla di nuove sanzioni
  • Gheddafi asserragliato nel bunker di Tripoli, bombardamenti su Al-Zawiya
  • Gheddafi: "Non c'è nessuna rivolta, è tutta una messa in scena di Al Qaeda"
  • L'Islam libico, un buco nero? - L'INTERVISTA
  • Ambiguità e disinformazione protagonisti della crisi libica
  • Libia, festa nell'Est "liberato" e a Bengasi nasce il governo nazionale dei ribelli
  • Lo stallo militare della crisi libica
Gheddafi asserragliato nel bunker di Tripoli, bombardamenti su Al-Zawiya »
« Crisi libica: i militari italiani pronti a intervenire

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 23 Febbraio 2011 alle 17:16 Gli Africani in Libia. Il fattore X dell’emergenza | Notizie Più ha scritto:

[...] post: Gli Africani in Libia. Il fattore X dell’emergenza Segnala presso: Articoli CorrelatiLibia vista dall’Italia: tra il rischio clandestini e la [...]

Il 24 Febbraio 2011 alle 21:34 gianni tavano ha scritto:

Libertà e Democrazia, Effetto Domino

A grandi passi verso un mondo migliore

Venti, trenta, quarant’anni e oltre; democrazie presunte, meglio Regimi Dittatoriali, autoritari e repressivi in mano ai soliti, agli stessi; Rivoluzionari, Dittatori camuffati da Presidenti di Repubbliche non meglio identificate, senza storia nè radici; regni e regimi senza alcuna Libertà ai Popoli, alle genti, a tutti coloro che da pecoroni restano nel gregge a subire tutto e di più da costoro a cui in assoluta buona fede hanno affidato l’incarico, il delicatissimo compito di guidarli verso una Democrazia dagli stessi mai neanche solo cercata, meno che mai realizzata anche solo in minima parte

Proprio così, interi Popoli assiemati in greggi nelle mani di coloro che hanno scelto e fortemente voluto come propri pastori dall’alto dell’assoluto credo nei loro confronti perche’ li conducessero per mano, tutti, verso le Liberta’, la Democrazia, il benessere e la prosperità condivisi delle loro Societa’ seppure ancora in formazione, allo stato embrionale e forse anche e proprio per questo con risultati certamente meglio e piu’ semplicemente e rapidamente raggiungibili

Oggi ormai si e’ tornati indietro ai segnali di fumo nelle comunicazioni tra le genti, paradossalmente anche molto avanti con la Comunicazione in Rete; nei due casi i messaggi le idee le iniziative e tutto quanto e’ Comunicazione sono visibili in modo netto chiaro e rapido da tutti, ovviamente, se interessati a quei contenuti

Oggi grazie soprattutto ai Giovani e per fortuna non solo a loro, ma quasi sempre facendosi guidare da loro, la gente non si accontenta piu’ di promesse ma vuole, pretende, certezze ed assicurazioni, cerca sempre di capire approfondendo spesso il significato delle parole, dei concetti, dei termini, delle promesse con la conseguenza della pretesa immediata della valutazione dei conseguenti fatti in cui fisiologicamente e rapidamente le idee e le iniziative si trasmutano

Una regia che viene da lontano dopo mesi, anni di formazione, tentativi, posizioni sempre piu’ responsabili maturatesi nel tempo anche sulle ceneri di errori e di esperienze spesso negative vissute nel passato piu’ o meno recente da piccoli gruppi spontanei dietro un computer semmai partendo inizialmente da scantinati e garage con rinuncia spesso ai pochi risparmi personali sottratti al gia’ magro bilancio di spesa per la sopravvivenza stessa di ciascuno dei componenti coinvolti

Ogni gruppo costituisce la stessa linfa vitale di altri gruppi sia nell’ambito dei propri Confini Territoriali che oltre le Frontiere, in Paesi anche lontani ma accomunati da uno stesso malessere, un disagio quotidiano di vita a cui ormai fisiologicamente non si può che ribbellarsi per la totale assenza di Democrazia reale in quei Paesi, con Diritti Civili solo teorici, benessere di facciata e corruzione dilagante da parte dei fedelissimi Burocrati di Stato protetti dai Signori, dai Presidenti, dai Regnanti in carica, a cui costoro garantiscono la Gestione del Potere assoluto nelle condizioni di massima sicurezza possibili contro l’eventuale, da loro stessi temuta, ma sempre possibile sollevazione del Popolo

Certo non e’ semplice cambiare le cose, ma ciascuna Societa’ ha in se’, gia’ nel suo DNA, sopiti, gli anticorpi agli Stati Totalitari, alle condizioni estreme di disagio dei Popoli costretti in assenza di Liberta’ e di conoscenza, alle malefatte, ai soprusi, insomma alle Dittature ed al Malgoverno in generale e, quando si eccede, in presenza di particolari condizioni maturantesi nel tempo e spesso contemporaneamente e sinergicamente in ben definite Aree del Mondo, risvegliandosi questi anticorpi portano fisiologicamente e quasi mai purtroppo in maniera indolore al Cambiamento con la conseguenza dell’avvento di una serie di Liberta’ e conquiste in positivo che sono le basi stesse, le fondamenta, della Democrazia gia’ nelle sue prime fasi di vita

Anni passeranno poi perche’ la grande pianta della Democrazia attecchisca, germogli, cresca maturi e si radichi bene al suolo ma quando il processo e’ avviato esperienza vuole ormai e per fortuna che sia irreversibile

Eccoci quindi in Medio Oriente con l’apparente stabilita’ della Siria e la ricerca continua di nuove e migliori condizioni di convivenza in Libano, Giordania ed Israele anche alla luce degli accadimenti recentissimi in Egitto di cui non si possono ancora prevedere gli sviluppi e, nella penisola Araba, in realta’ depresse come lo Yemen o ricche come il Bahrein ed in quasi tutto il centro ed il nord Africa con sommovimenti in atto anche in Marocco ed Algeria oltre alle situazioni in itinere in Egitto Tunisia ed in Sudan senza dimenticare le crisi periodiche ricorrenti in Liberia, Sierra Leone, Senegal, Costa d’Avorio e ad Est Djbouti, Etiopia e Somalia

Non dimentichiamo ancora i grandi Paesi come l’Iraq e l’Afghanistan in fase di democratizzazione da anni al prezzo di migliaia di vite umane ma anche delle mine vaganti in quell’Area come l’Iran ed ancora l’irrequieto Pakistan nelle relazioni con gli altri Paesi confinanti, in particolare con l’India.

La stessa grande Russia, in posizione egemone nell’Area, con i molti conti aperti con alcune delle Repubbliche facenti parte dell’ex Unione Sovietica

C’è ancora molto da fare ma ormai si e’ innescato il processo di cambiamento tanto auspicato da tutte le Società civili e consolidate del globo; si sta andando al galoppo verso la Democratizzazione di molti altri Paesi secondo un processo che vedra’ certamente il mondo impegnato per almeno tutto il prossimo ventennio, periodo necessario anche alle nuove nascenti Democrazie di crescere, maturare, consolidarsi e consentire in prospettiva un auspicabile periodo di Pace serenita’ crescita e prosperità senza precedenti

In queste ore poi ancora la drammatica condizione che sta vivendo il Popolo Libico anch’esso impegnato in un cammino inarrestabile verso la Libertà, la Democrazia e, tutto, al prezzo devastante di migliaia, ancora decine di migliaia di morti con il rischio concreto che, approfittando del disordine, della confusione, tra i rivoluzionari convinti ed in buona fede si infiltrino consolidandosi criminalità e terrorismo e ancora con l’immediata fisiologica conseguenza di esodi di dimensioni “bibliche”, in particolare verso l’Europa, di centinaia di migliaia se non milioni di persone in fuga da quei conflitti, dai loro Paesi d’origine

Ormai nulla piu’ si puo’ davvero da parte di nessuno; non resta che attendere l’esito degli eventi augurando un grosso “in bocca al lupo” al Mondo nella consapevolezza condivisa che alla fine comunque ci ritroveremo a vivere in un Mondo assolutamente non perfetto ma certamente migliore

Gianni Tavano

http://lavoro-solidarieta-prog.....ogspot.com

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO... LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...

I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA

TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT

STORIE DAL MONDO STORIE DAL MONDO

IL MONDO IN CLASSIFICA IL MONDO IN CLASSIFICA

LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO

GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA

SCOMMESSE SUL MONDO SCOMMESSE SUL MONDO

LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO

RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE

FALLIMENTO O SALVATAGGIO FALLIMENTO O SALVATAGGIO

LA PRIMAVERA ARABA LA PRIMAVERA ARABA

INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO

GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE





FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
segui panorama su twitter

 
assicurazione
 
mutui
 
prestiti
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 


I più letti di oggi

  • “Eliminiamo i rifiuti stranieri”: nuove offensiva xenofoba della tv di stato cinese
  • Barack Obama e Mitt Romney: rissa sul posto di lavoro
  • Nell’India globalizzata per gli anziani non c’è spazio
  • Bufera su Ikea: sfruttava prigionieri politici a Cuba e Berlino Est per fare armadi
  • Siria: ecco chi ha nella mani il destino di Assad
  • Marò prigionieri: crolla l’attendibilità dei pescatori indiani - L’ANALISI
  • Attenti alla “dracmatizzazione”, perché l’uscita della Grecia dall’euro avrebbe effetti terribili per tutti
  • La gara ai grattacieli più alti: il One World Center “perde” la guglia (e il primato)
  • Amnesty International: “Leadership mondiali incapaci di difendere i più deboli”
  • Il Medio Oriente non è un “paese” per donne

FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA

LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA

I VOLTI DELLA SETTIMANA I VOLTI DELLA SETTIMANA

Gli ultimi commenti

  • indigesto su Nell’India globalizzata per gli anziani non c’è spazio
  • cantastorione su Mitt Romney piace ai barbieri, Barack Obama ai camionisti
  • cantastorione su La nuova vita del generale Stanley Mc-Chrystal: oggi insegno che in guerra e in affari vale la stessa strategia
  • indigesto su Essere gay in Egitto. Paura, speranza e sfida
  • India: i giovani sfidano con la musica il governo corrotto – Mondo … | Made in India su India: i giovani sfidano con la musica il governo corrotto
  • anna.one su 10 cose che accadono oggi: giovedì 17 maggio
  • anna.one su Mitt Romney piace ai barbieri, Barack Obama ai camionisti

Archivi

  •  2012
    • Maggio 2012
    • Aprile 2012
    • Marzo 2012
    • Febbraio 2012
    • Gennaio 2012
  •  2011
    • Dicembre 2011
    • Novembre 2011
    • Ottobre 2011
    • Settembre 2011
    • Agosto 2011
    • Luglio 2011
    • Giugno 2011
    • Maggio 2011
    • Aprile 2011
    • Marzo 2011
    • Febbraio 2011
    • Gennaio 2011
  •  2010
    • Dicembre 2010
    • Novembre 2010
    • Ottobre 2010
    • Settembre 2010
    • Agosto 2010
    • Luglio 2010
    • Giugno 2010
    • Maggio 2010
    • Aprile 2010
    • Marzo 2010
    • Febbraio 2010
    • Gennaio 2010
  •  2009
    • Dicembre 2009
    • Novembre 2009
    • Ottobre 2009
    • Settembre 2009
    • Agosto 2009
    • Luglio 2009
    • Giugno 2009
    • Maggio 2009
    • Aprile 2009
    • Marzo 2009
    • Febbraio 2009
    • Gennaio 2009
  •  2008
    • Dicembre 2008
    • Novembre 2008
    • Ottobre 2008
    • Settembre 2008
    • Agosto 2008
    • Luglio 2008
    • Giugno 2008
    • Maggio 2008
    • Aprile 2008
    • Marzo 2008
    • Febbraio 2008
    • Gennaio 2008
  •  2007
    • Dicembre 2007
    • Novembre 2007
    • Ottobre 2007
    • Settembre 2007
    • Agosto 2007
    • Luglio 2007
    • Giugno 2007
    • Maggio 2007
    • Aprile 2007
    • Marzo 2007
    • Febbraio 2007
  • Home
  • Fotogallery
  • EPOCA
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
torna su
  • Condizioni di partecipazione
  • Credits
  • Scrivi a Panorama
  • Feed Rss
  • Privacy
  • Gruppo Mondadori
  • Pubblicità
  • Abbonamenti
  • Scopri i siti mondadori
  • R101
Arnoldo Mondadori Editore
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Partita IVA 08386600152