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Militari governativi durate un'operazione (Credits: Giampaolo Musumeci)
L’1 e il 2 gennaio a Fizi, 30 km circa da Baraka, sud Kivu, Repubblica Democratica del Congo, sono state violentate 62 donne. Due notti di orrore e violenza. Dopo settimane di indagini (e già questa è una notizia per il Congo), la corte militare di Bukavu ha avuto la mano pesante verso 9 militari delle Fardc (armata congolese) ed ex CNDP (movimento ribelle tutsi ora integrato nei governativi) responsabili degli stupri.
Un colonnello, due maggiori e un sottotenente sono stati condannati a 20 anni di prigione (per loro il procuratore Laurent Mutata Luaba aveva chiesto la pena di morte), tre caporali e due soldati a 15 e 10 anni rispettivamente. Tutti per crimini contro l’umanità, stupro, atti inumani e terrorismo. Una condanna esemplare, la prima di questo genere in RDC.
I condannati sostengono di aver ricevuto gli ordini dal colonnello Daniel Kibibi Mutware, 46 anni, ex ufficiale del Cndp (Consiglio Nazionale di Difesa del Popolo, guidato fino a due anni fa da Laurent Nkunda) il quale respinge le accuse e sostiene che gli uomini hanno agito di testa loro e senza rispettare gli ordini. In realtà, molti testimoni accusano lo stesso colonnello di aver partecipato agli stupri in prima persona.
Pochi giorni prima delle violenze, a Fizi, un militare aveva ferito con un colpo di arma da fuoco un civile, dopo un acceso litigio. Gli uomini del villaggio avevano lapidato il militare responsabile del gesto e alcuni uomini della compagnia di di Fardc di stanza nel villaggio avevano deciso di vendicarsi.
Secondo i testimoni però quasi tutti i 150 militari presenti avrebbero partecipato alle violenze. L’alto Commissario per i diritti umani dell’Onu Navi Pillay ha chiamato il governo a far cessare le violenze, mentre da parte sua Kinshasa denuncia una vera e propria campagna denigratoria dell’Onu verso le sue forze armate.
La verità è che senza una riforma dell’esercito congolese, un’armata brancaleone che non rispetta alcuno standard internazionale, che non ha alcuna disciplina, che non controlla i propri effettivi, sarà difficile che episodi del genere non accadano ancora.
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Giampaolo Musumeci fotografo, giornalista e videoreporter si occupa di guerre e questioni africane. Collabora con giornali, radio e tv italiane e internazionali, tra cui SkyTg24, Channel4, Independent, Die Zeit. Su Radio24 conduce il programma di attualità internazionale “Nessun luogo è lontano”.
www.giampaolomusumeci.com
- Mercoledì 23 Febbraio 2011


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