
La protesta a Kiev (Credits: AP Photo/Efrem Lukatsky)
E’ scaduto da pochi giorni il concorso più criticato e chiacchierato dell’anno, quello che ha permesso a cinque neozelandesi di “vincere” la loro anima gemella.
L’idea è stata lanciata qualche mese fa da una stazione radio della Nuova Zelanda, Media Work The Rock, che ha messo in palio cinque viaggi in Ucrania per permettere ai vincitori di andarsi a scegliere di persona la loro futura sposa. Ad attenderli a Kiev ci saranno gli operatori di un’agenzia locale “specializzata in incontri per cuori solitari“, pronti a proporre decine di appuntamenti al buio.
L’emittente neozelandese è stata immediatamente accusata di aver svilito e offeso con questa iniziativa il ruolo e la dignità delle donne in generale, non solo di quelle ucraine. Ma i responsabili dell’iniziativa si sono subito difesi precisando che il loro concorso non ha messo in palio dei “corpi femminili” visto che “gli uomini selezionati come vincitori si sono preventivamente impegnati a superare dei test per verificare, prima di “ritirare” il premio, la loro propensione al matrimonio e la loro volontà di impegnarsi seriamente. Del resto”, ha concluso il direttore dell’emittente Brad King, “il nostro concorso non obbliga i partecipanti a sposarsi davvero ne’ costringe le donne selezionate a trasferirsi in Nuova Zelanda contro la loro volontà”.
Le donne ucraine, però, hanno ammesso di non sentirsi ne’ soddisfatte ne’ tutelate da questa spiegazione, e hanno protestato in topless davanti all’ufficio che si occupa di matrimoni a Kiev sventolando cartelli con la scritta “l’Ucraina non è un bordello“.
Lunedì mattina Radio Rock ha reso noto il nome del vincitore, Greg, un produttore di vini. Che ora si sta preparando per volare a Zaporizhia e a Donetsk per godersi il suo “viaggio premio d’amore” di dodici notti in Ucraina. Prima di partire, Greg verrà contattato dall’agenzia “Amore Senza Fine” da cui riceverà le immagini delle ragazze tra cui potrà scegliere quella che potrebbe accompagnarlo per tutta la vacanza. Insieme ad un interprete naturalmente.
Se poi la prescelta riuscirà ad innamorarsi in 12 giorni, sarà cura del vincitore organizzare in fretta e furia il matrimonio e, successivamente, occuparsi dei documenti da richiedere per poter tornare con lei in Nuova Zelanda. Le attiviste che hanno sfilato lunedì a Kiev, invece, hanno preferito augurare al vincitore un “unhappy ending“.
– - -
Claudia Astarita è docente di Relazioni Internazionali dell’Asia Orientale presso l’Università di Bologna. Scrive approfondimenti sull’Asia per Panorama.it, Economy, Il Secolo XIX, East. Ha lavorato quattro anni come ricercatrice a New Delhi e Hong Kong. L’Oriente è la sua passione e coglie ogni occasione per tornare nei luoghi che ama.
- Mercoledì 2 Marzo 2011


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 3 Marzo 2011 alle 12:34 indigesto ha scritto:
Se da una parte ci sono uomini desiderosi di trovare un’anima gemella e dall’altra donne con ugual desiderio, non vedo perchè gli incontri non possano essere organizzati per sorteggio o per lotteria, atteso che i partecipanti al sorteggio siano in possesso delle caratteristiche richieste. Non si capisce, poi, perchè le parte femminile sia stata individuata proprio in Ucraina (di agenzie matrimoniali ne esistono dappertutto). Forse si pensava che quel paese fosse scevro da stupido femminismo? Pare che non lo sia, difatti! anche a giudicare dal modo di manifestare: grazioso quanto si vuole, ma con slogans del tutto inopportuni.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.