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Blocco navale e no-fly zone piegheranno Gheddafi? - L’ANALISI

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  • Tags: blocco navale, Guerre di pace italiane, Libia, no fly zone, Nsto, Unione-Europea
  • 9 commenti
(Credits: Ansa/Tg2)

(Credits: Ansa/Tg2)

Gianandrea GaianiMentre sul campo di battaglia continuano le controffensive di Gheddafi a Zawiya, Misurata e Ras Lanuf la comunità internazionale sembra propendere per l’avvio di due diverse missioni militari. La prima, prettamente navale, è stata proposta dall’Italia (che ne avrò presumibilmente il comando) e dovrebbe schierare una quindicina di navi da guerra alleate in acque internazionali ma poco al largo dalle coste libiche per garantire l’embargo sulle forniture di armi al regime di Muhammar Gheddafi decretato dalla Risoluzione 1970 del Consiglio di Sicurezza dall’Onu.

Si tratterebbe quindi di una missione non bellica (se la Marina di Gheddafi non attaccherà le navi alleate), forse anche per questa ragione sollecitata da Roma che non intende impegnarsi in interventi armati sul suolo libico Il blocco navale prevede quindi di ispezionare eventuali navi dirette al porto di Tripoli o in altri scali marittimi controllati dalle forze fedeli al colonnello. La Marina italiana schiera già diverse unità navali nel mediterraneo centro meridionale e dispone di un’intera squadra di corvette e pattugliatori  basati ad Augusta, a queste potrebbero unirsi navi francesi, britanniche, olandesi e tedesche già presenti nell’area.

La copertura aerea verrebbe assicurata dalle basi aeree italiane e dai caccia intercettori F-16 e Typhoon allertati dall’Aeronautica. A quanto sembra di capire il blocco non  riguarderà però i porti della Cirenaica (Tobruk, Derna, Bengasi) controllati dai ribelli ai quali gli Stati Uniti sembrano voler far pervenire aiuti militari attraverso qualche Paese arabo alleato.

Il via libera alle missioni militari potrebbe arrivare già venerdì quando si riuniranno a Bruxelles i leader dei Paesi della Ue e i ministri della Difesa della Nato per valutare l’ipotesi del blocco navale e della no-fly zone, la seconda operazione da tempo in discussione ma bloccata finora dall’opposizione di Russia e Cina al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e alcuni Paesi della Nato starebbero valutando di imporre il divieto anche senza l’autorizzazione dell’Onu ma con il supporto dei principali attori della regione: Lega araba, Nato e Ue. Lo sostiene il Washington Post che cita come fonti alcuni ufficiali statunitensi ed europee.

L’Amministrazione Obama e la Nato puntano a ottenere un largo appoggio internazionale a un intervento militare in Libia ma se all’Onu non si trovasse il consenso di Mosca e Pechino cercherebbero una legittimazione alternativa dai Paesi arabi e dall’Unione europea.

Anche l’intervento in Kosovo e Serbia del 1999 non ebbe l’avvallo dell’Onu ma un’opzione del genere, rappresenterebbe un atto di guerra proprio come quello attuato dodici anni or sono nei Balcani. “Se i Paesi occidentali decideranno di imporre la no fly zone, i libici “prenderanno le armi e combatteranno”  ha ammonito Gheddafi in un’intervista alla tv di stato turca Trt. Un’eventuale decisione, secondo il colonnello, dimostrerebbe “cosa questi Paesi vogliono veramente, e cioè prendere il petrolio”.

Gheddafi sembra avere armi a sufficienza per combattere i ribelli e la sua aeronautica non ha un ruolo decisivo nelle operazioni militari che sono prettamente terrestri. Se i jet fossero bloccati a terra o distrutti dagli alleati le truppe del raìs potrebbero ugualmente contrattaccare i rivoltosi con fanteria, carri armati e artiglierie sufficienti a garantire un’ampia superiorità sugli avversari.

—

Gianandrea Gaiani ha seguito le missioni militari italiane degli ultimi 20 anni. Dirige Analisi Difesa, collabora con i quotidiani Il Sole 24 Ore, Il Foglio e  Libero ed è opinionista del Giornale Radio RAI e Radio Capital. Ha scritto “Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane”
  • gianandrea gaiani
  • Mercoledì 9 Marzo 2011

Vedi anche:

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Commenti

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Il 9 Marzo 2011 alle 19:08 yahuwah ha scritto:

Analisi:
a meno che, sia Russia, Cina (principalmente) non diano il loro benestare a tale evenienza, a meno che quei 4 terroristi finanziati dalla CIA in combutta con AL_QAEDA riescano INVEROSIVILMENTE a dettare legge in Libia (cosa alquanto fantascientifica), NON credo assolutamente che succederà questo.
IL LAVAGGIO DEL CERVELLO INIZIA DALLA CULLA

Il 9 Marzo 2011 alle 20:58 anna.one ha scritto:

“..a meno che quei 4 terroristi finanziati dalla CIA in combutta con AL_QAEDA ”

WOW, accuse piuttosto serie eh, yahuwah, ci puo’ dare le prove che quello che scrive non é..una cosa alquanto fantascientifica?

Guardi che la China sembra sia incline a votare si per una no-fly zone e se cio’ verrà imposto dall’UN, che “analisi” ci dobbiamo aspettare da YHWH o God?

Azzardo: :CIA, China, UN, NATO, EU, Arab League..tutti in comunella con UBL e sui merry jihadists”..right? Down them all to…. The Hague!!!!

Si rassegni, le probabilità sono che si vedrà Qaddafi a Las Vegas in compagnia di Elvis, il che renderà difficile distinguerli.

Il 9 Marzo 2011 alle 21:05 anna.one ha scritto:

Se é vero che l’UN ha imposto un embargo d’armi alla Libya, cio’ non vuol dire che le armi non si possono fornire ai rivoltosi (dopo aver accertato che non sono i prigionieri terroristi dell’Al Qaeda che Qaddafi ha liberato dalle sue prigioni con l’intenzione di farli combattere al suo fianco, il genio).

Infatti, l’embargo é per la Libyan Arab Jamahiriya o il governo Qaddafi, non per i ribelli!

http://www.un.org/News/Press/d.....87.doc.htm

Il 9 Marzo 2011 alle 21:19 anna.one ha scritto:

Purtroppo quello che intendono é:” America, will you please do the heavy lifting? We will try to help with what little we have, but be a good sport”!

http://blog.usni.org/2011/03/0.....-you-wont/

Il 9 Marzo 2011 alle 21:41 anna.one ha scritto:

OT

One for NATO!!!!

L’Iran sta armando il Taliban…e chi mai lo avrebbe pensato?!!

NATO forces intercepted the most powerful Iranian-made rockets ever smuggled to the Taliban in Afganistian, The Associated Press cited an international intelligence official as saying Wednesday. The rockets were to be used for the Taliban’s spring campaign.

NATO troops captured a three-truck convoy carrying 50 122 millimeter rockets in Southern Nirmuz, near the Iranian and Pakistani borders, the official said. The Associated Press reported rockets are capable of being fired up to 13 miles away from the target, and have an 80 foot explosion, a figure double that of what was previous provided to the Taliban from Iran since 2006, the official said.

Il 10 Marzo 2011 alle 17:37 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:

Caravan Petrol, io Libia, tu, se sei bello, ti tirano le pietre.
Premesso che sono scettico dell’Onu e Ue-Nato, che fanno solo burocrazia ma questi raid, si doveva fare subito non per aiutare chicchessia, ma le risorse bene comune dei Popoli. Forse, quel dittatore di Saddan non fece così? Ieri si aiutò pure di difendere Aziz, adesso il Rais nel trovarlo un posto dorato, negando che prima Fiat-Agnelli, ci marciava o no? Nessuno sapeva che sui cingolati Fiat, giunti in Libia ci mettevano torrette con mitragliere e cannoncini o che Gheddafi non possedeva il nono della Fiat? Solo oggi, i Kompagnuzzi non si accorgono che grazie a Berlusconi ci riscaldiamo, usiamo elettrodomestici, industrie lavorano anche col petrolio del Rais? Insomma, per questo offendere e attaccare questo Governo più democratico degli anni passati? Io sono favorevole ad aiutare gli insorti, visto che il loro scopo è la Libertà e il benessere di tutti, compreso noi che usiamo i loro prodotto come loro risollevati economicamente useranno i nostri.
https://profiles.google.com/vincenzoaliasilcontadino/posts/hjVWeiRLca9#vincenzoaliasilcontadino/posts/hjVWeiRLca9
http://vincenzoaliasilcontadin.....zioni.html
http://www.ilgiornale.it/inter.....comments=1

Il 10 Marzo 2011 alle 19:10 anna.one ha scritto:

Anche se la NATO, come fece nei Balcani nel 1999, se ne puo’ infischiare dell’UN ( Russia&China) e creare una no-fly zone, sembra che l’idea sia stata messa da parte, e con buone ragioni, la prima é che probabilmente non servirà granché a fermare Qaddafi.

Domani chi lo sà, ma per il momento sembra si usi molto la diplomazia, infatti ci sono dei contatti tra i governi dell’Egypt e Greece e altri diplomatici a Vienna per un accordo che prevede in cambio dell’arresto delle truppe di Qaddafi in Cirenaica e Bengasi, la resa delle armi dei ribelli. Nel frattempo,come dice Samantha Power, NSC director, gli US stanno fermando il flusso dei mercenari in Libya dal Chad e Niger.

Visto che Sarkozy, (e probabilmente lo faranno presto anche Britain e Turkey), accetta e riconosce l’amministrazione ribelle come legittimo governo é prevedibile che ci saranno “due Libya” e, siccome i maggiori oil fields e raffinerie sono quasi tutte in mano dei ribelli, imo non ci saranno accordi che impediranno a Qaddafi di continuare la sua guerra. Il rischio é enorme per l’Europa, non tanto per gli USA.

Il 10 Marzo 2011 alle 19:50 indigesto ha scritto:

Cara Anna, penso che il maggior rischio per noi sia la incontrollata “fuga” da quei paesi diretta verso le nostre coste. Quanto alle speculazioni sul petrolio da noi sono già iniziate, nonstante che l’Arabia saudita abbia assicurato al mondo di poter colmare la quantità di petroli (modesta) di fornitura libica. Intanto alcune Borse sono in rialzo!

Il 13 Marzo 2011 alle 18:15 anna.one ha scritto:

Arab League: 4 terroristi finanziati dalla CIA!!! The plot thikens!!! :)

http://www.fco.gov.uk/en/news/.....=564631882

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