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Sul fronte libico l’Occidente si gioca la faccia

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  • Tags: Gheddafi, Guerre di pace italiane, Libia, Nato, Obama
  • 13 commenti
(Credits: Ansa/Khaled Elfiqi)

(Credits: Ansa/Khaled Elfiqi)

Gianandrea GaianiLa crisi libica rischia di mettere a nudo l’incapacità degli organismi internazionali e dell’Occidente di esercitare un ruolo di leadership e soprattutto di trovare o imporre soluzioni ai problemi di sicurezza globale. Negli ultimi giorni vertici e summit di Nato, Unione Europea e Lega Araba non hanno portato a nulla di concreto se non alle solite dichiarazioni di condanna di Muammar Gheddafi.

Il dittatore libico, fino a un mese or sono ospite gradito ai consessi della Lega Araba e interlocutore di primo piano per statunitensi ed europei sul piano commerciale ed energetico, è diventato improvvisamente un pericolo pubblico di cui liberasi, un despota senza scrupoli invitato a togliersi di mezzo o addirittura da processare. Persino noi italiani che avevano firmato con la Libia un trattato di amicizia con precise clausole militari lo abbiamo “sospeso” rendendo disponibili le nostre basi agli alleati per eventuali attacchi al raìs.

Difficile non comprendere l’ira di Saif al Islam, figlio del colonnello, che oggi ci addita come traditori e minaccia di assegnare i contratti stipulati con aziende italiane ed europee a compagnie cinesi, russe e indiane. Europa e Stati Uniti, memori forse di quanto accaduto in Tunisia ed Egitto, non hanno esitato a scaricare il raìs, corteggiato fino a ieri, per allinearsi con un’opposizione di cui non sapevano nulla ma subito accreditata di scopi liberali e democratici e che soprattutto sembrava in grado di rovesciare in pochi giorni il regime.

Gheddafi invece non è scappato con i lingotti d’oro come Ben Alì, né si è fatto pensionare come Hosni Mubarak ma ha tenuto duro ed è partito al contrattacco, sembra con ottimi risultati militari. Sarebbe quindi lecito aspettarsi che statunitensi, europei e perfino gli arabi corrano in soccorso dei combattenti per la libertà dei quali così affrettatamente avevano sposato la causa. Invece a quanto pare nessuno è pronto a sparare un colpo per loro.

L’Europa si defila fingendo di discutere di una no-fly zone che sarebbe del tutto inutile in un conflitto essenzialmente terrestre. Così come appare inutile il rafforzamento navale varato dalla Nato nel Mediterraneo centrale, considerato che bloccare eventuali navi cariche di armi per Gheddafi non servirà a nulla per almeno due ragioni: Gheddafi può ricevere aiuti militari via terra dai suoi vicini africani e soprattutto dispone già di armi sufficienti a stroncare la rivolta.

Negli anni ‘90 noi europei non fummo in grado di gestire da soli la crisi balcanica (intervennero gli Stati Uniti sotto l’ombrello Nato) nel nostro “giardino di casa” e oggi non siamo in grado di affrontare una crisi nel Mediterraneo. Con tanti saluti a oltre un decennio di aria fritta sulla difesa europea e l’emancipazione strategica da Washington. Abbiamo scelto, forse avventatamente, da che parte stare nel conflitto libico ma non siamo pronti a combattere per quella causa: segno evidente dell’assenza totale di una strategia e del coraggio richiesto a chi guida alcune delle principali potenze economiche e militari mondiali.

Parigi ha tuonato di essere pronta a intervenire anche da sola, ma finora non ci risulta che la portaerei De Gaulle si stia dirigendo verso la Libia con intenti bellicosi. I francesi abbaiano ma per ora non mordono. Gli statunitensi ritengono invece che la questione libica dipenda dagli europei, in teoria perfettamente in grado di combattere da soli le scarne formazioni militari di Gheddafi. E poi il Pentagono non vuole affrontare un altro conflitto e un’altra democrazia da costruire dal nulla in un Paese arabo anche se Obama a parole dice di Gheddafi le stesse cose che George W. Bush diceva di Saddam Hussein.

Solo che Bush mandò i soldati a deporre il raìs mentre Obama tentenna per la paura di assomigliare troppo al suo predecessore, specie agli occhi del suo elettorato. Se nessuno interverrà militarmente e in modo deciso i ribelli libici potrebbero avere i giorni contati. La pochezza e la pavidità delle leadership occidentali rischia di far apparire un gigante il dittatore libico, che almeno ha avuto gli attributi per restare al suo posto e combattere gli avversari. Se vincerà lui ci sarà da ridere. Ve li immaginate europei e americani tornare a sgambettarsi tra loro per aggiudicarsi commesse, contratti petroliferi e forniture di armi al “dittatore impresentabile”?

—

Gianandrea Gaiani ha seguito le missioni militari italiane degli ultimi 20 anni. Dirige Analisi Difesa, collabora con i quotidiani Il Sole 24 Ore, Il Foglio e  Libero ed è opinionista del Giornale Radio RAI e Radio Capital. Ha scritto “Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane
  • gianandrea gaiani
  • Lunedì 14 Marzo 2011

Vedi anche:

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Commenti

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Il 14 Marzo 2011 alle 23:52 fsl ha scritto:

Che l’Europa rimedi un’altra figuraccia internazionale è praticamente scontato.
E’ un’entità destinata al declino.
Il problema libico non riguarda Bruxelles , ma l’Italia molto da vicino e questo dovrebbe farci riflettere.
Qui non stiamo parlando di diritti dell’uomo in remote parti del mondo o di “minacce alla sicurezza” provenienti dal Kafiristan, ma di qualcosa che ci sta di fronte.
All’incapacità dell’UE abbiamo contribuito anche noi e, d’altra parte, come potremmo fare diversamente se non iniziamo almeno a modificare l’art. 11 della nostra Costituzione?
Possibile che solo questo anacronistico articolo non si possa mettere in discussione e sia più intoccabile delle norme sui lavoratori e della suddivisione dei poteri dello stato?
In ogni caso, se l’Europa non sa prendere decisioni, almeno noi, nel nostro piccolo, dovremmo svegliarci.
Non possiamo permetterci che Gheddafi riprenda il controllo della Libia e, cancellando tutti gli accordi stipulati in questi decenni, torni ad essere una nazione nemica.
Non possiamo permetterci di perdere le fonti d’energia che rappresentano un quarto dei nostri consumi.
Non ci sono art.11 che tengano; qui è necessario rendersi conto che se i ribelli di Bengasi sono ritenuti una seria alternativa al regime del colonnello non possiamo lasciarli perdere la guerra o, peggio, lasciare che siano altri ad aiutarli al posto nostro.
L’ONU e la UE non agiscono? Gli USA badano ai loro interessi che non coincidono con i nostri? Benvenuti nel mondo multipolare!
Togliamoci la maschera degli sfigati del 1945, dell’esperienza coloniale, degli aiuti umanitari e del “Bunga bunga”.
Se non è pensabile, al momento, intervenire direttamente nel conflitto possiamo fare molto per impedire che il governo di Tripoli schiacci la rivolta.
Riconosciamo il consiglio di Bengasi e iniziamo a fornire armi ai ribelli, di contrabbando, di straforo, sepolte sotto i pannolini ed i potabilizzatori.
Se l’ONU si sveglierà bene, altrimenti non possiamo permettere che il colonnello perpetui il suo potere tramite la sua schiatta e ci privi delle risorse di gas e petrolio.
Ormai abbiamo fatto la nostra scelta di campo e la famiglia Gheddafi non ci porgerà più mani da baciare, ma altre parti del corpo meno appetibili!

Il 15 Marzo 2011 alle 6:45 anna.one ha scritto:

Le armi, russe, Qaddafi spera gli arrivino dalla Syria, in quanto al petrolio lo vuole dare alla Russia, China e India, deve pur venderlo a qualcuno se vuole avere il denaro per pagare le armi, i mercenari a $2,000 al giorno….etc. etc.

http://www.thenational.ae/feat.....l-industry

I saudi hanno mandato i loro tanks in Bahrain, chissà se con l’Egypt ne manderanno in Benghazi e Cyrenaica? La chiave sembra sia Cairo, dopotutto l’Egytto é già intervenuto in Libya nel 1970 poi, avrebbe una buona scusa: l’evitare un refugee disaster.

Il 15 Marzo 2011 alle 14:41 yahuwah ha scritto:

“La crisi libica rischia di mettere a nudo l’incapacità degli organismi internazionali e dell’Occidente di esercitare un ruolo di leadership e soprattutto di trovare o imporre soluzioni ai problemi di sicurezza globale” ????
Il mondo è cambiato, ma quale leadership, ma quale Occidente, ma quali barzellette…..
Russia, Cina, India, Brasile ed altri sono i veri comandanti di questo disastrato tempo.
I giochi sono piu che finiti, era ora:))

Il 15 Marzo 2011 alle 18:47 anna.one ha scritto:

DEBKAfile’s report che diverse imbarcazioni cariche di armi per i ribelli libici partirono da Mercin nei giorni scorsi per la roccaforte ribelle di Benghasi.
La faccenda non é ancora conclusa.

Il 15 Marzo 2011 alle 19:19 anna.one ha scritto:

“La crisi libica rischia di mettere a nudo l’incapacità degli organismi internazionali e dell’Occidente di esercitare un ruolo di leadership”

Oppure, una teoria potrebbe essere che l’Occidente sa che una vittoria di Qaddafi potrebbe demoralizzare l’intero movimento democratico arabo nella regione.

Che sia per questo che si gira i pollici? Sacrificare Mubarak è una cosa, ma il sacrificio di una chiave base navale US come il Bahrain o il più grande produttore mondiale di petrolio, l’ Arabia Saudita, è qualcosa di completamente diverso. Se Qaddafi vince, sarà ripristinata una stabilità di massima per la regione.

I libs avranno ancora l’Egypt come fonte di ispirazione e gli autocrati avranno Qaddafi. Questa, anche se puzza, è foreign policy.

Il 15 Marzo 2011 alle 19:55 anna.one ha scritto:

Quote fsl: “Ormai abbiamo fatto la nostra scelta di campo e la famiglia Gheddafi non ci porgerà più mani da baciare, ma altre parti del corpo meno appetibili!”

No so fast! Qaddafi ha ancora bisogno di voi…

CAIRO — Libya’s de facto oil minister said Sunday the country’s crude production has fallen “drastically” and that he has reached out to Italian oil giant Eni SpA for help in extinguishing a blaze at an eastern oil facility snatched back from rebel fighters.

The call for help by National Oil Co. head Shukri Ghanem demonstrated the country’s dependence on foreign oil companies’ expertise and the crippling impact of an exodus of that labor force as a result of the fighting in the OPEC member

Chissà, forse sarà Elvis a porgervi il lato B.. ;)

Il 15 Marzo 2011 alle 19:58 anna.one ha scritto:

oops.. Chissà, forse NON sarà Elvis a porgervi il lato B..

Il 16 Marzo 2011 alle 1:40 e.fumagalli ha scritto:

Chi è Quaddafi, dal film i mostri, re di Veneloca. La Russia vende petrolio, non lo compra e la china non è una discesa, la Cina compra dall’Arabia più degli USA, non si fida più dei dollari e seppure non una meraviglia, Gheddafi resta il male minore e le 130 o 140 tribù di cui solo un paio i ribelli, guarda caso le più ricche. Siamo sicuri poi si trovino d’accordo? L’Afghanistan insegna ne vogliamo uno i confini? Per le oche ospiti yankee può star bene ma se guarda in casa sua, non sta meglio che in Libia, Come andiamo nel Wisconsin New Jersey e dintorni? Tutto bene?
yahuwah correggi il tiro io non son te, sono talmente terrorizzati che mi vedono in ogni commento, scarsi in realtà, è un blog di fanatici che rifiutano la realtà.

Il 16 Marzo 2011 alle 6:49 anna.one ha scritto:

oh oh…e come giocherà l’Occidente con Bashar al-Assad?

Se la rivoluzione prende piede in Syria, sicuramente China, Russia, India e Brasile..ed altri.. la vera leadership di “questo disastrato tempo” imporranno soluzioni al problema! (hahahah)

http://www.youtube.com/watch?v.....re=related

Certo che sono tempi interessanti, Saudi Arabia e UAE con il mandare uomini e armi al Bahrain hanno inviato an chiaro avvertimento ai mullahs iraniani. Shias vs. Sunni eh! eh! eh!
Da che parte starà The One? Per il momento va golfing, ma hey, ripensandoci, più BHO passa il tempo in un golf course, meno ne ha to screw things up.

Il 16 Marzo 2011 alle 15:04 indigesto ha scritto:

Perfetta la Sua analisi, egr Dr. Gaiani. Ma una cosa non mi è chiara, di tutta la faccenda. Si tratta di abbattere in ogni caso Gheddafi, che, comunque sia, sta fronteggiando una rivolta interna? o andare in soccorso dei rivoltosi, anche se si ha (o si fa finta di avere) qualche dubbio sulle loro reali intenzioni?
E come si spiega il silenzio dell’UK, che è solito prendere decisioni in certi frangenti, seguite di norma dagli USA, da sempre in soggezione psicologica? Saluti.

Il 17 Marzo 2011 alle 20:37 gek ha scritto:

Non possiamo giocarci quello che già da tempo ci siamo giocato, sopratutto in Europa, sarebbe giusto che tutti si domandassero e pretendessero, di capire che tipo di Europa abbiamo aderito, e che cosa ci aspetterà per il futiro da questo pseudo stato. Parlare Europa Unita solo perchè molti degli stati aderenti hanno la stessa moneta,a mio avviso è ridicolo, e lo si vede ogni giorni nei fatti, negli atti, nel modo di porsi nei confronti degli stati più importanti del mondo, semplicemente ridicoli!

Il 17 Marzo 2011 alle 20:53 anna.one ha scritto:

Tra poche ore sapremo se l’Occidente ha salvato la faccia quando l’UNSC darà il benestare alle forze degli US, UK, France, UAE e Qatar di iniziare le operazioni contro Qaddafi.

Naturalmente la ledership di questo disastrato tempo si dimostra come sempre più irrilevante, infatti Brazil, India..e altri.. come South Africa si asterranno e, China e Russia non useranno il loro potere del veto, cosi’ la risoluzione pare sia cosa fatta.

L’USS Providence é di fronte alle coste della Libya (support attacchi missilistici con Tomahawk) e gli US useranno la base aerea El Mansoura in Egypt per lanciare strikes contro il gov. di Daffi e centri militari in Tripoli.

Beh, meglio tardi che mai, ma aspettiamoci attacchi terroristici di Daffi sia contro interessi americani ed europei..se non lo fanno fuori con un Tomahawk.

Il 17 Marzo 2011 alle 22:56 e.fumagalli ha scritto:

In Egitto e Tunisia fu rivolta popolare al grido di “pane” e il potere si fece giunco, eliminò i simboli ma è tutto da vedere. In Libia fu golpe, è ormai evidente, solo gli “esperti” non se ne sono accorti.

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