
(Credits: Epa/Asahi Shimbun)
La terra continua a tremare in Giappone. Altre scosse di 6 gradi sulla scala Richter. E a Fukushima scoppia un nuovo incendio. Intervengono gli elicotteri per gettare acqua sulle fiamme. Cinquanta “kamikaze” tornano nell’impianto per evitare l’Apocalisse. Si cercano i sopravvissuti tra le macerie. I villaggi nel nord-est sono ancora completamente isolati.
Orrore, morte, paura. Sono le tre parole che scandiscono le giornate in Giappone, da quando il Paese è stato squassato dal terremoto e poi sommerso dalla furia delle acque dello tsunami. Un milione e 600 mila giapponesi sono ancora senza acqua né elettricità. Il primo quotidiano nipponico, l’Asahi Shimbun, ha lanciato una pagina Facebook per aggiornamenti costanti sulla situazione. Si scoprono nuovi cadaveri man mano che il fango viene spalato. La protezione civile giapponese lavora giorno e notte per trovare ancora qualcuno vivo: “La gente è dura a morire - diceva ieri un vigile del fuoco alle telecamere della tv NHK - e quindi è adesso che dobbiamo continuare a scavare per trovare quante più persone è possibile”.
Non si arrendono i giapponesi. Neanche a Fukushima, dove un nuovo incendio è scoppiato nel reattore numero 4 della centrale nucleare, costringendo i tecnici che stavano lavorando senza sosta per riuscire a raffreddare i reattori ad abbandonare l’impianto, perché il livello delle radiazioni si stava paurosamente alzando. Ma i 50 “kamikaze” di Fukushima sono già tornati nella centrale, appena l’Aiea (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) ha rilevato
un calo delle radiazioni all’esterno dell’impianto. Intanto, l’imperatore Akihito ha parlato in televisione e si è detto “profondamente preoccupato” per il disastro che ha colpito il Paese.

(Credits: Ap Foto/The Yomiuri Shimbun)
E il governo giapponese si scaglia contro la Tepco (Tokyo Electric Company), che gestisce la struttura di Fukushima.Secondo gli uomini del premier Naoto Kan, i gestori della centrale non hanno condiviso “informazioni appropriate” con l’esecutivo, generando con le loro omissioni confusione e panico. Ma non è la prima volta che il dito viene puntato contro la Tepco, spesso al centro di scandali. E da WikiLeaks affiora la notizia che Tokyo fosse a conoscenza del rischio che si correva a Fukushima.
Ma è improbabile che il governo potesse anche lontanamente immaginare cosa sarebbe successo alla centrale dopo un terremoto e uno tsunami dalla portata devastante. Impossibile immaginare il pericolo che avrebbero corso i reattori. Il “volto” del Giappone si è completamente modificato. Le immagini dai satelliti mostrano la feroce “ferita” che il Paese ha subito nella sua area nord orientale. E non solo. La terza economia del mondo è oggi in ginocchio. Pechino ha annullato tutti i voli per Tokyo e così stanno facendo altre compagnie aeree nel resto del mondo.
La terra dei samurai, che ha fatto per secoli dell’isolamento il suo punto di forza, oggi soccombe in silenzio di fronte alle forze di quella natura che, nonostante l’alta tecnologia e l’esperienza, si rifiuta di essere domata dall’uomo. E il mondo continua a guardare verso Fukushima, sperando che le fiamme scompaiano dagli schermi e che il nocciolo della centrale nucleare rimanga intatto. Altrimenti, sarebbe l’apocalisse.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e sud del Caucaso.
- Mercoledì 16 Marzo 2011

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