
(Credits: Epa/Shawn Thew)
Barack Obama deve “vendere” agli americani la guerra in Libia. E non sarà facile. Dopo nove giorni dai primi bombardamenti sulle postazioni dei soldati leali a Muhammar Gheddafi, dopo una settimana di polemiche interne (con i repubblicani che l’hanno attaccato per non essere andato a parlare davanti al Congresso), il presidente parlerà al Paese dal palco della National Defence University di Fort McNair.
Un discorso serale, trasmesso in diretta televisiva, che ha tanto il sapore dei Messaggi alla Nazione (letti dallo Studio Ovale) che ogni presidente americano è uso fare quando decide di condurre la sua Nazione in una missione bellica. Ma spiegare l’intervento armato in Libia lontano da quella rituale scenografia, farlo da un luogo diverso dalla Casa Bianca, è un altro modo utilizzato da Barack Obama per trasmettere alla sua opinione pubblica il messaggio che, per lui, questa non è la terza guerra statunitense in Medio Oriente, ma un’operazione militare in cui gli Usa hanno un ruolo limitato.
Barack Obama ha fatto le prove generali del discorso sabato scorso quando, nel rituale messaggio settimanale, ha spiegato alcuni concetti chiave che riproporrà nella più solenne occasione serale della National Defence University.
Prima di tutto, ribadirà che la guerra sta andando bene e che l’obiettivo di salvare migliaia di vite di civili a Bengasi (minacciate dalla furia vendicativa di Gheddafi) è stato raggiunto. Dirà poi che l’America è stata “costretta” a intervenire perché sollecitata dai suoi alleati europei (Francia e Gran Bretagna), che hanno molti interessi nell’area del Mediterraneo oltre a quello di evitare un massacro della truppe fedeli al Colonello.
Ma questa dovrebbe essere la parte più facile del discorso. Quella più difficile sarà la parte relativa ai veri obiettivi e alla durata del conflitto. Con solo il 47 % degli americani che approva l’intervento (contro il il37% che è contrario, dice un sondaggio Gallup), e con un’amministrazione divisa (Hillary Clinton e Robert Gates hanno idee ben diverse) su cosa fare in Libia, Barack Obama dovrà essere molto abile a indicare quale rotta intende seguire nel nordafrica.
Sa molto bene che non potrà dire esplicitamente che vorrebbe abbattere il regime di Gheddafi, ma è altrettanto consapevole del fatto che l’obiettivo ultimo della guerra non può che essere questo. Barack Obama è soprattutto conscio di una cosa: i repubblicani lo aspettano al varco. Attendono le sue parole per rinvigorire gli attacchi contro di lui, per alimentare le polemiche per la mancata apparizione davanti al Congresso per spiegare ai parlamentari i motivi di questo intervento armato. E la sua durata.
In un’intervista che ha fatto da battistrada per il discorso di Obama, Hillary Clinton e il Segretario alla Difesa Robert Gates hanno fatto capire che la guerra potrebbe durare non giorni e neppure settimane, ma rischia di continuare per i prossimi mesi. Quando il giornalista dell’ABC gli ha chiesto se l’impegno americano sarà terminato entro la fine dell’anno, Gates ha risposto molto candidamente: “Nessuno può dare una risposta a questa domanda”.
Se è vero che i ribelli nelle ultime ore hanno conquistato importanti posizioni e ora, grazie all’aiuto fornito dai raid aerei della coalizione, sono al contrattacco, è anche vero che l’amministrazione Usa spera in un crollo interno del regime di Gheddafi, in uno suo sgretolamento per chiudere la partita libica. E quando questo potrebbe avvenire, adesso, nessuno lo sa.
Così, nel discorso alla National Defence University, Barack Obama dovrà essere in grado di “vendere” anche la durata della guerra. Forse- visto l’impegno in Afghanistan e in Iraq, visto la stanchezza nei confronti di quei conflitti- la merce più difficile da collocare al banco dell’opinione pubblica americana.
—
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori
- Lunedì 28 Marzo 2011


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Commenti
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Il 28 Marzo 2011 alle 13:40 yahuwah ha scritto:
Who are the Libyan Freedom Fighters and Their Patrons?
by Prof. Peter Dale Scott
http://www.globalresearch.ca/i.....;aid=23947
War on Libya and Control of The Mediterranean
by Rick Rozoff
http://www.globalresearch.ca/i.....;aid=23940
Reasons and False Pretexts: Why are They Making War on Libya?
by Diana Johnstone
http://www.globalresearch.ca/i.....;aid=23983
The Al Qaeda Connection: Who are we Helping in Libya? Here are Some Answers
http://www.globalresearch.ca/i.....;aid=23986
NATO = Neocolonialists Allow Tyranny Opportunistically
28.03.2011
By David R. Hoffman
http://english.pravda.ru/opini.....tyranny-0/
“IL LAVAGGIO DEL CERVELLO INIZIA DALLA CULLA”
Arthur Koestler
Il 28 Marzo 2011 alle 17:36 anna.one ha scritto:
Probabilmente BHO stasera parlerà di come la crisi umanitaria in Libya lo ha costretto a impegnare risorse americane, naturalmente non le impegnerà che so..Syria?
Dirà che é la responsabilità degli US perché fanno parte della communità internazionale, ma é stato dopo che l’UN e sopratutto l’Arab League erano on board che si decise, altro che la ridicola teoria della “sofferta soggezione psicologica” nei confronti degli UK, che BHO tra l’altro disprezza!
É un pensiero comune che invece in Libya ci siamo perché gli europei, in particolare i francesi e gli italiani, erano preoccupati per il loro accesso al petrolio e la crisi dei rifugiati.
Gli euros hanno giocato sugli “istinti di colpa”, come scrive Peter Schweizer: “perché Obama crede che sotto Bush gli Stati Uniti erano un Impero Cowboy, insensibile ai sofisticati europei, cosi’ vuol dimostrare che lui é diverso e disposto a permettere loro di condurre”.
E continua:” Ciò che Obama non è riuscito a tenere in considerazione è che l’Europa ha una storia di voler i frutti del potere militare senza avere il potere militare. É lo stesso con la Libya. Se le cose vanno male, si può scommettere che i francesi si lamenteranno e daranno la colpa agli americani..
Gli europei senza dubbio hanno giocato sulla megalomania di Obama e presentato questa come un’opportunità per lui di apparire forte e disinteressato. Forte perché poteva usare la forza militare! “Disinteressato”, perché non ci sono esattamente gli interessi americani in gioco.
I nostri nemici e gli alleati sono entrambi molto scaltri e capiscono che le qualità personali di Obowma possono essere manipolate e utilizzate a loro vantaggio. Sarkozy ha giocato Obowma perfettamente.
Obama, ovviamente, non ha intenzione di dire nulla di tutto questo stasera. Ma si può sempre sognare.”
Questo presidente farà sempre quello che é sbagliato per gli US.
Il 29 Marzo 2011 alle 1:15 p.a.d ha scritto:
Evidentemente mr. Arthur Koestler fu lasciato nel passeggino sulla cabriolet, al “car wash”… si erano dimenticati di chiudere la capote!
Il 29 Marzo 2011 alle 14:10 yahuwah ha scritto:
gad lerner ha scritto nel suo blog di oggi, in riferimento alla truffaldina “TERREMOTATA”:
”che cosa hanno in comune l’italia e i paesi arabi in cui è scoppiata la rivolta popolare contro i tiranni? internet. la disinformazione di regime scopre per la prima volta di avere le gambe corte, come le bugie di regime, perchè i social networks consentono una verifica meticolosa e diffusa delle menzogne ufficiali.”
“ribelli,valorosi,nato,sarkozy,cameron,obama,ecc…”:
una massa di criminali di guerra, il qui scopo e’ di alimentare, armare, proteggere un gruppo di terroristi conclamati, e con i media a loro disposizione, di far lavare il cervello agli imbranati mentali.
egregio signor gad lerner, anche lei contribuisce alla diffusione delle menzogne ufficiali dei media, degli “organi, enti o aziende di comunicazione” italiani e non. internet?
grazie a d_o che esiste appunto!
bisogna leggere tutte le campane al fine di non diventar complice dei criminali di guerra, che lei tanto difende:
“gli americani, britannici e francesi sono a trovare se stessi come compagni braccia con il ribelle gruppo islamico dei combattimenti, l’elemento più radicale della rete di al qaeda [di abbattere gaddhafi]. il segretario di stato hillary clinton ha ammesso che i rischi di una diabolica alleanza in un’audizione del congresso, dicendo che l’opposizione libica è probabilmente più antiamericana di muammar gaddhafi. un decennio fa, questa stessa illusione di un partenariato occidentale-islamista in kosovo, bosnia e cecenia finì bruscamente negli attacchi del 9/11.”
“in un’intervista con il quotidiano italiano il sole 24 ore, il signor al-hasidi ha ammesso che egli aveva reclutato ‘intorno a 25? uomini dalla zona derna in libia orientale per combattere contro le truppe della coalizione in iraq. alcuni di loro, ha detto, sono ‘ oggi sono in prima linea nella zona di adjabiya.
il signor al-hasidi ha insistito che suoi combattenti ’sono patrioti e buoni musulmani, non terroristi,’ ma ha aggiunto che «i membri di al-qaeda sono anche buoni musulmani e stanno combattendo contro l’invasore».
sue rivelazioni son venute anche da idriss deby itno, presidente del ciad, e ha detto che al-qaeda era riuscito a saccheggiare arsenali militari nella zona ribelle libica e acquisito delle braccia, “compresi i missili terra-aria, che poi sono stati contrabbandati nei loro santuari”.
il signor al-hasidi ha ammesso che all’inizio aveva combattuto contro «l’invasione straniero’ in afghanistan, prima catturato nel 2002 in peshwar, in pakistan. fu poi consegnato agli stati uniti e poi tenuto in libia, prima di essere rilasciato nel 2008.
fonti governative statunitensi e britannici hanno detto che signor al-hasidi è stato un membro del gruppo islamico libico combattimenti, o lifg, che ha ucciso decine di truppe libiche in attacchi di guerriglia intorno derna e bengasi nel 1995 e 1996.” (”comandante ribelle libico ammette che suoi combattenti hanno collegamenti di al-qaeda,” daily telegraph [londra], 25 marzo 2011)
tratto da:
http://www.globalresearch.ca/i.....;aid=23947
peter dale scott, a former canadian diplomat and english professor at the university of california, berkeley, is the author of drugs oil and war, the road to 9/11, the war conspiracy: jfk, 9/11, and the deep politics of war. his most recent book is american war machine: deep politics, the cia global drug connection and the road to afghanistan.
” il lavaggio del cervello inizia dalla culla ”
arthur koestler
Il 29 Marzo 2011 alle 17:17 anna.one ha scritto:
Nel 2007 West Point Study Shows Benghazi-Darnah-Tobruk Area was a World Leader in Al Qaeda Suicide Bomber Recruitment. Percio’ che ci siano terroristi dell’Al Qaeda in Libya non é nulla di nuovo, anzi!
Poi, sarebbe facile dire che BHO é un democrat come Clenis che “aiuto’” A.Q. negli anni ‘90 quando fece arms deals per darle alla Kosovo Liberation Army. :)
Io la vedo, comunque, diversamente.
Come in Iraq dove il popolo, sunni, in un primo tempo alleato all’AQI, si ribello’ e la sconfisse con il nostro aiuto (parecchi al-Liby andarono dalle “vergini”) potrebbe succedere lo stesso in Libya. Poi, se il regime Qaddafi crolla questi particolari ribelli non avranno più l’incentivo di fare jihad con UBL che trova i suoi gonzi dove la situazione politica é estrema.
Quello che la coalizione dovrà a tutti i costi evitare é che la Libya diventi veramente un’altra Somalia, percio’, imo, la faccenda non sarà conclusa in settimane o mesi come Obozo ha predetto.
Si diceva e a ragione che era preferibile combattere AQ in Iraq che sul nostro suolo. Per il momento, suppongo che ci sono in place dei teams che stanno determinando le mele buone da quelle…marce. E la lotta contro AQ, continua.
Il 29 Marzo 2011 alle 22:37 anna.one ha scritto:
Chissa se mrs. YHWH sa (io l’ho scoperto su Wi-chi-pedia 8-) ) che l’ebreo Koestler si riferiva al Comunismo quando scrisse “il lavaggio del cervello inizia dalla culla” (Darkness at Noon)?!
Infatti era un membro del Communist Party quando schifato lo ripudio’ e scrisse tra l’altro: ….the evils of mankind are caused, not by the primary aggressiveness of individuals, but by their self-transcending identification with groups whose common denominator is low intelligence and high emotionality”. Ohhh, gli useful idiots?!
:)
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