
(Credits: Xinhua/Hamza Turkia)
I raid aerei continueranno finché Gheddafi non sarà andato via. Il vertice di Londra si è concluso in modo inequivocabile per il Colonnello, i cui uomini stanno continuando a combattere nelle zone conquistate dai ribelli. L‘Unione Africana grande assente al meeting a casa di David Cameron.
Sulla Libia, la coalizione si è trovata compatta (leggi qui il comunicato stampa ufficiale). Quaranta Paesi, le Nazioni Unite, la Nato e la Lega Araba hanno discusso per tutto il pomeriggio del caso libico e hanno raggiunto un punto in comune: “Gheddafi deve andarsene“. Finché il raìs non farà un passo indietro, la coalizione continuerà i bombardamenti. Ma quello che è anche emerso dall’incontro in Gran Bretagna, è che gli alleati hanno dato vita a un “gruppo di contatto“, che si riunirà a breve in Qatar e poi, in terza battuta, a Roma.

(Credits: Toby Melville, Pool)
Sul tavolo anche la possibilità di armare i ribelli contro Gheddafi. L’idea viene alla Clinton e i francesi la sposano seduta stante. Barack Obama, invece, più cautamente dichiara in un’intervista alla Abc che “Stiamo valutando la possibilità di fornire armi ai ribelli“, e sul Colonnello il capo della Casa Bianca aggiunge: “Troppo presto per negoziare con Gheddafi, ma il raìs ha i giorni contati”. Intanto, sulle navi Usa al largo delle coste libiche (la Robert Edwin Peary e la Poncee) arrivano rifornimenti di armi per i marines pronti allo sbarco. E dal campo, arrivano notizie che le truppe lealiste di Gheddafi starebbero respingendo i rivoltosi.

(Credits: Ap Foto/Nasser Nasser)
L’Unione Africana ha fatto pesare la sua assenza a Londra. Tanto che il ministro Franco Frattini, a telecamere spente, ha rivelato che il “vertice è stato un fallimento”. In realtà, proprio l’Unione avrebbe potuto assumere un ruolo da mediatrice con Gheddafi. La coalizione, stando così le cose e visto il proseguimento dei raid aerei, non è al momento nella condizione di parlare con il raìs e gli unici a poter trattare sono gli africani, dopo che anche la Lega Araba ha deciso di sostenere la risoluzione 1973 dell’Onu per l’istituzione e il mantenimento, “con tutte le misure necessarie“, della no-fly zone in Libia.
Anche se, c’è da dirlo, a Londra gli arabi sono rimasti in una posizione “discreta” (o meglio defilata) rispetto a tutti gli altri “big” della coalizione anti-Gheddafi. Probabilmente, l’imbarazzo mostrato a più riprese dal segretario generale dell’unione dei Paesi arabi (Amr Moussa), non è ancora completamente scomparso.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e sud del Caucaso.
- Mercoledì 30 Marzo 2011


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Commenti
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Il 30 Marzo 2011 alle 20:41 anna.one ha scritto:
Ormai BHO sa che se Qaddafi non se ne va, con le buone o con le cattive, perderà la faccia perché altrimenti ci saranno due Libya: una con un’altro pissed “Saddam” in nord Africa sotto la pancia dell’Europa e una con..
http://www.memri.org/clip/en/0.....0/2876.htm
Cosi’ aspettiamoci uno stalemate oppure una escalation. Certo che bombardare Tripoli con i sicuri danni collaterali non é seguire le direttive dell’UN resolution, ma hey lui é Hopey&Changey e sicuramente i MSM gli proteggeranno il lato B.
Il 2 Aprile 2011 alle 11:54 e.fumagalli ha scritto:
Molto più interessante questo. Mentra da noi aumenta la disopccupoazione, una fabbrica di componenti d’auto fallita aa Asti, riprende a lavorare. E’ poco ma solo l’inizio. Conamo i fatti non le parole e le bombe.
http://www.ilsole24ore.com/art.....2207.shtml
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