
(Credits: Epa/Mohamed Messara)
Notte di bombardamenti a Tripoli. Nel mirino della coalizione, secondo fonti Nato, ci sarebbe stata una struttura militare nella zona orientale della capitale libica. Gli alleati mantengono quanto deciso a Londra: i raid continueranno finché il raìs non sarà un ricordo lontano. Prosegue la controffensiva delle truppe di Gheddafi.
Fa notizia la fuga del Ministro degli Esteri libico, Moussa Koussa, braccio destro di Muammar Gheddafi e considerato dalla diplomazia occidentale come “l’uomo dei segreti” del Colonnello. Mercoledì scorso, il ministro ha lasciato la Libia ed è atterrato a Londra, dove ha chiesto asilo politico. “Moussa Koussa è uno delle figure più esperte nel governo di Gheddafi - ha dichiarato il Foreign office in una nota - e il suo ruolo è sempre stato quello di rappresentare il regime a livello internazionale, Cosa che non ha più alcuna intenzione di fare”.
L’arrivo di Moussa Koussa a Londra è una manna per gli alleati anti-raìs, perché significa che il “tempio” di Gheddafi non è incrollabile e che il Colonnello sta perdendo pezzi. “Incoraggiamo quelli che sono attorno a Gheddafi ad abbandonarlo e ad abbracciare un futuro migliore, un futuro che permetta una transizione politica e vere riforme che sposino le aspirazioni del popolo di Libia”. Il messaggio che arriva dagli uffici di William Hague (ministro degli Esteri di David Cameron) non potrebbe essere più chiaro. Sta passando il tempo del conto alla rovescia che porterà alla “cacciata” definitiva del raìs e la coalizione non ha alcuna intenzione di fermarsi proprio ora.

(Credits: Ap Foto/Altaf Qadri)
E il presidente Usa, Barack Obama, ha autorizzato gli aiuti ai ribelli, dopo essersi preso un po’ di tempo per valutare la mossa e su pressione (come è immaginabile) del Segretario di Stato Hillary Clinton. Non solo, il capo della Casa Bianca ha anche dato il via libera all’invio di agenti della Cia in Libia, affinché sostengano i ribelli e, allo stesso tempo, ne traccino una sorta di mappatura.
Infatti, secondo le dichiarazioni del comandante in capo della Nato, c’è il sospetto che tra i rivoltosi dell’Est si nascondano seguaci di organizzazioni terroristiche, al Qaeda ed Hezbollah in testa. Fornire supporto e armi a questi individui potrebbe essere decisamente dannoso per gli interessi futuri della comunità internazionale. Il presidente Obama ha, inoltre, diramato un comunicato stampa in cui si dà notizia di una sua telefonata a Giorgio Napolitano, per “ringraziare l’Italia per il suo impegno per la pace”.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e sud del Caucaso.
- Giovedì 31 Marzo 2011


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Il 31 Marzo 2011 alle 14:46 Gheddafi perde i pezzi: fugge a Londra il suo ministro degli Esteri | Politica Italiana ha scritto:
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