
Prezidan già sulle urne elettorali (Credits: un photo/Logan Abassi)
Michel Martelly o, se preferite, Sweet Micky il nomignolo con cui lo conoscono tutti ad Haiti. È lui il futuro presidente dell’isola caraibica. Secondo i dati preliminari resi noti ieri dalla commissione elettorale, il cantante più celebre al mondo di Kompa, la musica che impazza tra i giovani haitiani, ha vinto il ballottaggio delle presidenziali del 20 marzo scorso con oltre il 67% dei voti, battendo la settantenne ex first lady Marlinde Manigat, più moderata nei proclami e negli atteggiamenti personali.
Ma chi è Martelly e, soprattutto, potrebbe essere davvero lui l’uomo giusto per risollevare le sorti di Haiti? Cantante lo abbiamo già detto ma, sia chiaro, non un cantante qualsiasi. Ad Haiti lui è Il Presidente della Kompa che si balla negli slum, nelle tendopoli messe su alla bell’e meglio dall’Onu, in ciò che resta di una classe media massacrata da decenni di dittature e cataclismi naturali e tra i militari che, sia detto per inciso, Sweet Micky lo adorano.
Il motivo è semplice perché, come un rapper, Martelly da 20 anni infarcisce le sue canzoni di slogan social-militareschi chiamando per esempio in una delle sue canzoni più celebri l’ex presidente Aristide, un prete salesiano prestato alla politica prima portato in palmo di mano e poi scaricato dagli Stati Uniti, il diavolo e tifando spudoratamente per i militari golpisti che sono, poi, quelli che ci sono ancora adesso. Tutti lo conoscono mentre solo i fan di Aristide lo odiano ma, oggi, sono pochi ad Haiti.
Insomma, non deve ingannare nessuno che Sweet Micky abbia annunciato solo il luglio scorso che si sarebbe candidato alla presidenza dell’isola caraibica. Lui di politica ne mastica almeno da 16 anni, da quando si autoproclamò Prezidan o, se preferite The President, in inglese, dal momento che ha vissuto in Florida dal 1986 a qualche mese fa. Prima a Miami e poi a Palm Beach, sempre assieme alla moglie Sophie, la seconda e che le fa anche da manager, e ai suoi quattro figli.
Alcuni lo considerano inadatto a guidare un Paese come Haiti anche se, visti i precedenti, difficile possa fare peggio. Certo è che, per esempio, quando faceva il muratore negli Stati Uniti e si alzava al mattino alle 5 (stiamo parlando di 25 anni fa e la sua carriera musicale era appena agli inizi) Martelly, per sua stessa ammissione, ha fatto uso di sostanze stupefacenti.
Non marijuana, né cocaina, no, troppo leggere, per Sweet Micky. “Ho fumato crack“, quanto di peggio, dicono i medici, per le cellule neuronali. “Non sono mai entrato in un centro di riabilitazione”, spiegava 3 anni fa a Liz Balmaseda, una giornalista del quotidiano Palm Beach Post, “quando i drogati dicono che non riescono a smettere è inverosimile”.
Insomma, l’uso di droghe leggere confessato da altri presidenti illustri che tante discussioni ha scatenato è niente rispetto alla “pipa da crack” di Martelly.
Per capire a fondo Sweet Micky basta una breve ricerca su YouTube dove lo potrete ammirare in un video del 2009, a torso nudo, che balla la Kompa, tra il giubilo dei presenti.
—
Paolo Manzo, giornalista, vive a San Paolo, in Brasile, con la moglie, scrittrice e producer televisiva. Parla 6 lingue, laurea alla Bocconi, master all’ICE e scrive, tra gli altri, per CartaCapital, Le Monde Magazine, The News, La Stampa e Il Secolo XIX. Per Baldini e Castoldi ha scritto Lula il presidente dei poveri
- Martedì 5 Aprile 2011

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